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Obbligo Di Firma Daspo

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Obbligo di firma DASPO: nullo in trasferta senza motivi chiari
Il Questore imponeva a un tifoso un DASPO di otto anni con un gravoso obbligo di firma DASPO, consistente nella doppia presentazione in Questura durante le partite sia in casa sia in trasferta, a causa di un pugno sferrato a un tifoso avversario. Il GIP convalidava la misura. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso del tifoso, annullando la decisione limitatamente all'obbligo di firma per le partite in trasferta. I giudici hanno stabilito che il GIP deve motivare in modo specifico e rigoroso la necessità e la proporzionalità di un plurimo obbligo di firma per le trasferte, considerando la distanza geografica e l'effettiva utilità della misura per impedire la presenza fisica del soggetto all'evento sportivo.
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Obbligo di firma DASPO: valido anche per le partite amichevoli
Un tifoso ha ricevuto un DASPO con l'obbligo di presentarsi in Questura durante le partite, incluse quelle amichevoli. Ha contestato la misura, lamentando di non aver avuto tempo sufficiente per difendersi e l'impossibilità di conoscere il calendario di tutti gli incontri. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. I giudici hanno stabilito che il termine di 48 ore per la difesa decorre dalla notifica del provvedimento del Questore, non da atti successivi. Inoltre, hanno confermato la validità dell'obbligo di firma DASPO anche per le partite amichevoli, purché siano conoscibili tramite i normali canali di comunicazione. L'onere di informarsi ricade sul destinatario della misura, che è stata quindi confermata.
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Obbligo di firma DASPO: esultanza festosa o pericolosità?
Un tifoso, dopo aver scavalcato una recinzione per avvicinarsi ai giocatori, riceve un DASPO di cinque anni con obbligo di firma. L'uomo si oppone, definendo il suo gesto un'espressione di gioia e sostenendo che un precedente DASPO risaliva a 16 anni prima. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la validità dell'obbligo di firma DASPO. La decisione si basa sulla pericolosità sociale del soggetto, desunta dai suoi numerosi precedenti penali per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, ritenuti indicatori di un concreto rischio di futuri disordini.
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Invasione di campo ‘festosa’: scatta l’obbligo di firma DASPO
Un tifoso invade il campo in modo 'festoso' e non violento, ma il suo gesto spinge altri a imitarlo. Nonostante la natura pacifica dell'atto, il Questore emette un DASPO con l'aggiunta del più severo obbligo di firma. La Corte di Cassazione conferma la misura, stabilendo un principio importante: per l'applicazione dell'obbligo di firma DASPO non conta solo l'episodio in sé, ma anche la pericolosità sociale del soggetto, desunta dai suoi precedenti. L'invasione di campo è un reato di pericolo astratto, quindi l'intenzione non violenta è irrilevante. Il ricorso del tifoso viene respinto.
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Obbligo di firma DASPO: legittimo anche per amichevoli
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due tifosi contro un'ordinanza che convalidava un provvedimento di DASPO. La sentenza conferma che un obbligo di firma DASPO plurimo è legittimo se motivato dalla pericolosità del soggetto, e che tale misura può essere estesa anche alle partite amichevoli, purché adeguatamente pubblicizzate. La Corte ha ritenuto congrua la valutazione del giudice di merito, che aveva già mitigato la misura per le trasferte.
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