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88 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Aiuti comunitari: sanzioni e nulla osta penale
Il provvedimento analizza la legittimità delle sanzioni per l'indebita percezione di aiuti comunitari nel settore agricolo. La Cassazione conferma che il termine per la contestazione decorre dal rilascio del nulla osta penale e ribadisce l'obbligo del richiedente di verificare la veridicità dei dati dichiarati.
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Rottamazione-quater e sanzioni TULPS: la sospensione
Una società operante nel settore dei giochi è stata sanzionata per aver installato apparecchi da intrattenimento in un locale privo della licenza prescritta dal TULPS. Dopo la conferma della sanzione nei primi due gradi di giudizio, i ricorrenti hanno adito la Cassazione chiedendo la sospensione del processo per aver aderito alla Rottamazione-quater. La Suprema Corte ha rilevato la necessità di chiarire se la sospensione prevista dalla legge di bilancio 2023 si applichi anche ai giudizi riguardanti l'ordinanza-ingiunzione sanzionatoria e non solo a quelli relativi alla cartella esattoriale.
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Decreto di espulsione: la firma del contratto è d’obbligo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un decreto di espulsione emesso contro un cittadino straniero che non aveva perfezionato l'iter di regolarizzazione. Nonostante l'ottenimento del nulla osta al lavoro, l'interessato non si era presentato allo Sportello Unico per la firma del contratto di soggiorno entro i termini previsti. La Suprema Corte ha chiarito che il decreto di espulsione scatta automaticamente in caso di trattenimento illegale, rendendo irrilevanti l'integrazione sociale o l'assenza di pericolosità del soggetto.
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Licenziamento per insubordinazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento per insubordinazione irrogato a un dipendente scolastico con funzioni di rappresentanza sindacale. Il lavoratore si era opposto reiteratamente a un ordine di servizio che ne disponeva lo spostamento tra due plessi appartenenti allo stesso istituto comprensivo. La Suprema Corte ha chiarito che tale movimento non costituisce un trasferimento ai sensi dello Statuto dei Lavoratori, poiché avviene all'interno della medesima unità produttiva, rendendo superfluo il nulla osta sindacale. La condotta è stata ulteriormente aggravata dallo svolgimento di un secondo lavoro non autorizzato, integrando una violazione insanabile dei doveri di fedeltà e correttezza.
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Condotta antisindacale: la protezione legale dei diritti
Il Tribunale ha accertato la condotta antisindacale di una società cooperativa che gestiva servizi museali. La condotta si è manifestata attraverso il negato pagamento di permessi sindacali, il rifiuto di autorizzare congedi richiesti e il trasferimento di rappresentanti sindacali aziendali in sedi diverse senza il preventivo nulla osta del sindacato. Il Giudice ha ordinato la cessazione dei comportamenti illegittimi, il reintegro dei lavoratori nelle sedi originali e il risarcimento delle spettanze dovute.
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Ricongiungimento familiare genitori: la prova rigida
Un cittadino straniero ha richiesto il ricongiungimento familiare per i suoi genitori anziani. Il Tribunale ha respinto la domanda perché il richiedente non ha fornito una prova rigorosa dell'assoluta impossibilità, per la sorella residente nel paese d'origine, di sostenere i genitori. Le generiche difficoltà socio-economiche non sono state ritenute sufficienti a soddisfare i requisiti di legge per il ricongiungimento familiare genitori.
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Perfezionamento attivo: sanzioni per violazioni
Una società operante nel settore oleario importava merci in regime di perfezionamento attivo, violando però le condizioni di prezzo e origine fissate nell'autorizzazione doganale. L'Agenzia delle Dogane ha proceduto al recupero dei dazi non pagati e all'irrogazione di sanzioni. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'operato dell'Agenzia, stabilendo che la violazione delle condizioni dell'autorizzazione fa sorgere l'obbligazione doganale senza che sia necessario un preventivo annullamento dell'autorizzazione stessa. La Corte ha inoltre confermato le sanzioni, respingendo la tesi dell'incertezza normativa.
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Prescrizione aiuti UE: quando scatta il termine?
Una società cooperativa ha ricevuto sanzioni per l'indebita percezione di aiuti UE per diverse campagne agricole. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30206/2023, ha chiarito due punti fondamentali. In primo luogo, il termine per la contestazione dell'illecito decorre non dalla sua commissione, ma da quando l'amministrazione ottiene tutti gli atti dall'autorità penale. In secondo luogo, e punto cruciale della decisione, la prescrizione aiuti UE, che è quinquennale, decorre dalla data di effettiva percezione del contributo per ogni singola campagna agricola, e non da un momento successivo legato alle indagini. La Corte ha quindi accolto il motivo relativo alla prescrizione, cassando la sentenza d'appello.
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Giudicato esterno: come annulla una sentenza
Un imprenditore agricolo si è visto recapitare una richiesta di pagamento per contributi previdenziali, contestando la qualifica della sua attività. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Il motivo? L'esistenza di un giudicato esterno, ovvero altre sentenze definitive tra le stesse parti sulla medesima questione, che avevano già dato ragione all'imprenditore. La Corte ha quindi annullato la sentenza impugnata, affermando la prevalenza del giudicato formatosi nel frattempo.
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Credito d’imposta R&S: retroattività e legittimità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29380/2023, ha rigettato il ricorso di una società contro il recupero di un credito d'imposta R&S. La Corte ha stabilito la legittimità dell'applicazione retroattiva delle norme di monitoraggio (D.L. 185/2008), che richiedono una prenotazione telematica e un nulla osta preventivo, anche ai crediti maturati in periodi d'imposta iniziati prima dell'entrata in vigore della legge. La decisione si fonda sulla presenza di una "causa normativa adeguata", ovvero la necessità di introdurre un tetto di spesa per la copertura finanziaria e di gestire la crisi economica del 2008, ritenendo che tali esigenze di interesse pubblico prevalgano sul principio di affidamento del contribuente.
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Particolare tenuità del fatto e armi: la motivazione
La Corte di Cassazione annulla con rinvio una sentenza di condanna per detenzione di un'arma modificata. La decisione si fonda sulla carenza di motivazione da parte della Corte d'Appello nel negare il beneficio della particolare tenuità del fatto. Un generico riferimento alla "offensività" della condotta non è sufficiente; è necessaria un'analisi specifica di tutti gli elementi del caso.
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Espulsione e pena: la Cassazione chiarisce la priorità
La Corte di Cassazione ha annullato il trattenimento in un CPR di un cittadino straniero, destinatario sia di un provvedimento di espulsione sia di un ordine di esecuzione penale sospeso. La sentenza chiarisce il principio di prevalenza tra espulsione e pena, stabilendo che l'avvio della fase esecutiva di una condanna penale, anche se in attesa di misure alternative, rende l'espulsione ineseguibile e, di conseguenza, il trattenimento illegittimo perché privo del suo presupposto fondamentale.
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Ricongiungimento familiare: requisiti e nulla osta
Il Tribunale di Roma ha rigettato un ricorso per ricongiungimento familiare a causa della scadenza del nulla osta e della mancanza di prova sull'attualità dei requisiti di reddito e alloggio. Il provvedimento sottolinea che i documenti, risalenti a oltre tre anni prima, non sono sufficienti a dimostrare le condizioni attuali. Inoltre, la richiesta per il figlio, divenuto maggiorenne nel frattempo, è stata respinta perché non rientrava nei casi eccezionali previsti dalla legge per il ricongiungimento di figli adulti.
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Ricongiungimento familiare: ritardo e tutela del minore
Un padre ottiene un'ordinanza d'urgenza per il ricongiungimento familiare con il figlio. Il Tribunale stabilisce che i ritardi burocratici non possono ledere il diritto, considerando il figlio come minore (status al momento della domanda) e ordinando il rilascio del visto.
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Espulsione straniero con permesso UE: le regole
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di espulsione straniero emesso nei confronti di un cittadino extracomunitario titolare di un permesso di soggiorno rilasciato da un altro Stato dell'Unione Europea (Spagna). La Corte ha stabilito che la semplice omissione della dichiarazione di presenza sul territorio italiano comporta solo una sanzione amministrativa e non giustifica l'espulsione automatica. Per procedere all'espulsione è necessario seguire una procedura specifica, che include un'intimazione a lasciare il Paese e la violazione di tale ordine, passaggi che nel caso di specie erano stati omessi.
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Falso documentale: decisiva la prova del possesso
Un tecnico è stato condannato per il reato di falso documentale dopo che l'originale di un'autorizzazione pubblica contraffatta, relativa a un suo progetto, è stato rinvenuto nel suo studio. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, ritenendo il possesso del documento una prova decisiva della sua responsabilità, rendendo superflua l'indagine su chi avesse materialmente eseguito la falsificazione.
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Nulla osta apparecchi: la Cassazione e il diritto UE
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un importante principio in materia di giochi leciti. Ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, confermando che la richiesta di un 'nulla osta apparecchi' preventivo per la messa in esercizio di congegni da intrattenimento senza vincite in denaro è in contrasto con la normativa dell'Unione Europea. Secondo la Corte, tale requisito costituisce un'ingiustificata restrizione alla libertà di stabilimento e di prestazione di servizi. Tuttavia, la stessa ordinanza chiarisce che, una volta installati, gli apparecchi possono e devono essere soggetti a controlli da parte dello Stato per tutelare i consumatori e prevenire modifiche illegali volte a trasformarli in giochi d'azzardo.
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Ricorso inammissibile per abusi edilizi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da tre individui condannati per gravi abusi edilizi e paesaggistici in un'area protetta. La sentenza conferma che un ricorso manifestamente infondato non consente di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione, anche se questa è maturata dopo la decisione d'appello. La Corte ha ritenuto le prove della difesa irrilevanti e ha confermato la condanna, sottolineando che l'inammissibilità del ricorso preclude l'analisi di questioni come la prescrizione.
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Pena sospesa: niente passaporto per il condannato
Un soggetto, condannato a una pena detentiva di quattro anni con esecuzione sospesa in attesa della decisione su misure alternative, ha richiesto il nulla osta al mantenimento del passaporto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la pena sospesa in questo contesto è pienamente esecutiva. Di conseguenza, sussiste l'impedimento legale al rilascio o al mantenimento del passaporto, poiché il condannato è una persona che "deve espiare una pena restrittiva della libertà personale" ai sensi della legge n. 1185/1967.
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Ricongiungimento familiare: estinzione per rinuncia
Un cittadino straniero ha avviato un ricorso d'urgenza per l'inerzia dell'amministrazione nel fissare un appuntamento per il ricongiungimento familiare, nonostante il possesso del nulla osta. A seguito del ricorso, l'amministrazione ha concesso l'appuntamento, inducendo il ricorrente a rinunciare agli atti. Il Tribunale ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti a causa del comportamento processuale dell'amministrazione.
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