L'Imputato è stato condannato per il reato di contraffazione di opere d'arte per aver messo in vendita online, al prezzo di 225.000 euro, una statua di bronzo spacciata per antica ma artificialmente invecchiata tramite acidi e patine. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Imputato, confermando la condanna a sei mesi di reclusione e 240 euro di multa. I giudici hanno chiarito che la notifica a mani proprie è sempre valida, anche in presenza di domicilio eletto presso il difensore, e che la competenza territoriale si radica nel luogo di pubblicazione dell'annuncio online. Inoltre, l'invecchiamento artificiale di un oggetto per attribuirgli una falsa apparenza di antichità integra pienamente il reato contestato, rendendo irrilevante la mancata indicazione di una specifica epoca storica.
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