Un'Azienda aveva importato prodotti per il bagno (sali, sapone, crema) in un unico contenitore, dichiarando voci doganali separate. L'Agenzia delle Dogane contestava la Classificazione doganale prodotti, ritenendo che i beni fossero complementari e dovessero rientrare in un'unica voce, chiedendo maggiori diritti. Dopo un iter giudiziario, l'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, ha notificato il ricorso a un indirizzo PEC sbagliato, non collegato all'Azienda. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per inesistenza della notifica, condannando l'Agenzia al pagamento delle spese legali.
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