L'Amministrazione Finanziaria ha emesso una cartella di pagamento contro una società, disconoscendo la compensazione credito IVA effettuata nel 2006. L'ufficio contestava che il credito, sorto nel 2005, non fosse stato indicato nella relativa dichiarazione annuale, che riportava un saldo pari a zero. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che l'omessa indicazione formale del credito nella dichiarazione dell'anno precedente non fa perdere il diritto alla detrazione. Se il contribuente rispetta il termine biennale e dimostra l'esistenza reale del credito tramite registri IVA, fatture e liquidazioni periodiche, il fisco non può negare il beneficio. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione delle prove.
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