L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a una società la natura autonoma del rapporto con i suoi farmacisti, procedendo a una riqualificazione rapporto di lavoro in subordinato e notificando avvisi di accertamento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia, confermando la decisione dei giudici di merito. Secondo la Corte, la sentenza d'appello non aveva una motivazione apparente, ma aveva correttamente analizzato i fatti, valorizzando elementi concreti di autonomia come la gestione libera degli orari, l'assenza di obbligo di giustificare le assenze e la libertà di approvvigionamento. Di conseguenza, la pretesa fiscale basata sulla riqualificazione è stata annullata, dando ragione all'azienda.
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