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Misure Di Prevenzione Personali

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Provvedimenti, come la sorveglianza speciale, applicati a persone ritenute socialmente pericolose per limitarne la libertà e prevenire la commissione di reati. Richiedono una pericolosità attuale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Foglio di Via: Condanna Annullata per Mancata Legittimità
Un Lavoratore è stato condannato per aver violato un foglio di via obbligatorio, che gli imponeva di allontanarsi da un Comune e di non tornarvi. Il Lavoratore ha contestato la sentenza, sostenendo l'illegittimità del foglio di via. Mancava infatti l'ordine di rientro nel comune di residenza, una condizione essenziale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che la legittimità foglio di via richiede due prescrizioni: allontanamento e rientro. Se una manca, il provvedimento è illegittimo e il reato non sussiste. La condanna è stata annullata.
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Misure di prevenzione personali tra difesa generica e rigetto
Un cittadino ha impugnato la decisione di merito che disponeva l'applicazione delle misure di prevenzione personali ai sensi del Codice Antimafia. Il ricorrente contestava l'inquadramento nelle categorie di pericolosità sociale e lamentava l'omessa valutazione di circostanze decisive da parte dei giudici territoriali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. Il ricorrente ha formulato censure generiche, senza instaurare un reale confronto critico con la motivazione del provvedimento impugnato. La Suprema Corte ha ribadito che il vizio di travisamento della prova per omissione non può trovare ingresso nel giudizio di legittimità, salvo il caso limite di motivazione inesistente o solo apparente. L'interessato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Misure di prevenzione personali: il divieto di stadio resta valido
La Corte di Cassazione ha confermato l'applicazione delle misure di prevenzione personali nei confronti di un esponente di tifoseria organizzata con precedenti penali. I giudici di merito avevano imposto la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno e il divieto di accedere allo stadio e alle aree limitrofe durante gli eventi sportivi. Il ricorrente sosteneva che tale divieto fosse equiparabile a un DASPO e quindi non applicabile mediante il Codice Antimafia. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il giudice di prevenzione può configurare prescrizioni personalizzate e calibrate sulla pericolosità sociale del soggetto, a prescindere dalle misure amministrative sportive. La decisione conferma l'autonomia del giudizio di prevenzione rispetto ai procedimenti penali.
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Misure di prevenzione personali: stop a chi vive di soli reati
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino contro l'applicazione delle misure di prevenzione personali, nello specifico la sorveglianza speciale per un anno con cauzione. Il provvedimento si fondava sui numerosi precedenti per reati contro il patrimonio (furto, rapina, estorsione) commessi tra il 2017 e il 2020, che dimostravano come l'uomo vivesse abitualmente con i proventi di attività illecite. La difesa contestava l'inquadramento della pericolosità sociale e la carenza di motivazione. La Suprema Corte ha chiarito che, in materia di misure di prevenzione, il ricorso in Cassazione è limitato alla sola violazione di legge. Nel caso specifico, i giudici di merito hanno ampiamente e logicamente motivato la persistenza e l'attualità della pericolosità del soggetto, rendendo legittima l'applicazione della misura restrittiva.
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Misure di prevenzione personali: carcere e pericolo attuale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino condannato per violazione delle norme antiriciclaggio e delle prescrizioni relative alle misure di prevenzione personali. L'imputato lamentava la mancata verifica della sua pericolosità sociale attuale, sostenendo che lo stato di detenzione precedente avesse sospeso l'efficacia della misura. La Suprema Corte ha chiarito che la contemporanea sottoposizione a misure cautelari non cancella la presunzione di pericolosità. Inoltre, i giudici hanno ritenuto corretto il diniego delle attenuanti generiche e l'applicazione della recidiva, confermando la condanna penale e disponendo il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Confisca beni e pericolosità: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per la revoca di una confisca beni. La sentenza stabilisce un principio cruciale: per la confisca è determinante la pericolosità sociale del soggetto al momento dell'acquisto dei beni, non la sua pericolosità attuale. Quest'ultima è rilevante solo per le misure di prevenzione personali. La decisione conferma quindi la piena autonomia tra misure patrimoniali e personali.
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