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Art. 80 T.U.L.P.S.

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Misure di prevenzione personali: il divieto di stadio resta valido
La Corte di Cassazione ha confermato l'applicazione delle misure di prevenzione personali nei confronti di un esponente di tifoseria organizzata con precedenti penali. I giudici di merito avevano imposto la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno e il divieto di accedere allo stadio e alle aree limitrofe durante gli eventi sportivi. Il ricorrente sosteneva che tale divieto fosse equiparabile a un DASPO e quindi non applicabile mediante il Codice Antimafia. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il giudice di prevenzione può configurare prescrizioni personalizzate e calibrate sulla pericolosità sociale del soggetto, a prescindere dalle misure amministrative sportive. La decisione conferma l'autonomia del giudizio di prevenzione rispetto ai procedimenti penali.
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Sequestro Preventivo: Circolo Illegale, Bene di Terzi Sotto Chiave
Un circolo privato organizzava eventi musicali aperti al pubblico senza licenze e senza rispettare le norme di sicurezza. Il Tribunale ha confermato il **sequestro preventivo** dei locali, ritenendo sussistente il fumus commissi delicti (indizio di reato) e il periculum in mora (pericolo di reiterazione). La Cassazione ha rigettato i ricorsi del proprietario (non indagato) e del gestore. Ha stabilito che il **sequestro preventivo** può colpire beni di terzi se la loro disponibilità favorisce la prosecuzione del reato. Gli altri motivi sono stati dichiarati inammissibili perché riguardavano questioni di fatto. I ricorrenti sono stati condannati alle spese.
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Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone: condanna
L'Amministratrice di una società alberghiera è stata condannata per aver superato la capienza massima consentita del proprio locale (oltre 1.900 persone contro le 750 autorizzate) e per aver diffuso musica ad alto volume oltre l'orario consentito dalle ordinanze sindacali. La difesa ha contestato il conteggio dei presenti e la riqualificazione del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. La Suprema Corte ha confermato la responsabilità per il reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone, chiarendo che violare i limiti orari comunali nell'esercizio di un'attività rumorosa integra la fattispecie penale specifica. Inoltre, la riqualificazione del fatto non viola i diritti della difesa se il nucleo della condotta contestata rimane identico.
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Sicurezza nei locali pubblici: drink card insufficienti
Il Gestore di un locale è stato condannato per violazione delle norme sulla sicurezza nei locali pubblici (art. 681 c.p.) poiché, durante un controllo, non è stato in grado di indicare il numero esatto di clienti presenti. Il sistema di conteggio basato sulle drink card è stato ritenuto inidoneo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna a venti giorni di arresto e cento euro di ammenda, oltre al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Apertura abusiva di pubblico spettacolo: condanna senza danni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Gestore di un locale, condannato per il reato di apertura abusiva di pubblico spettacolo. L'imputato aveva allestito una sala da ballo senza la prescritta autorizzazione a tutela dell'incolumità pubblica. La difesa sosteneva l'assenza di un pericolo concreto per i clienti e chiedeva la riqualificazione del fatto in un illecito meno grave. I giudici hanno chiarito che la norma punisce la semplice violazione formale delle regole di prevenzione dei rischi, indipendentemente dal pericolo effettivo o dal carattere occasionale dell'evento. Di conseguenza, il Gestore perde il ricorso, vede confermata la condanna penale e deve pagare le spese processuali oltre a tremila euro alla Cassa delle ammende.
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