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Massimale Pensionabile

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135 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Pensioni spettacolo: il massimale si applica?
Un lavoratore dello spettacolo ottiene la riliquidazione della pensione senza l'applicazione del massimale di retribuzione. L'ente previdenziale ricorre in Cassazione, che accoglie il ricorso. La Suprema Corte afferma che per le pensioni spettacolo il tetto massimo di retribuzione giornaliera si applica anche alla quota maturata dopo il 1992 ("quota B"), considerandolo un elemento coessenziale del regime speciale e di favore previsto per la categoria. La causa viene rinviata alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Massimale pensionabile: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un ente previdenziale, stabilendo che il massimale pensionabile previsto per i lavoratori dello spettacolo si applica anche alla "quota B" della pensione, maturata dopo il 1992. La Suprema Corte ha ribaltato le decisioni dei giudici di merito, affermando che tale limite non è mai stato abrogato e risulta coessenziale per l'equilibrio del sistema previdenziale, cassando la sentenza impugnata e rinviando la causa alla Corte d'Appello.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il massimale pensionabile spettacolo deve essere applicato anche alla "quota B" della pensione, relativa alle anzianità maturate dopo il 1992. Questa ordinanza ribalta la decisione della Corte d'Appello, affermando che il limite alla retribuzione giornaliera pensionabile, previsto da una norma del 1971, non è stato abrogato ed è parte integrante di un sistema previdenziale complessivamente più favorevole per i lavoratori del settore.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24140/2025, ha stabilito che il massimale pensionabile spettacolo si applica anche alla cosiddetta "quota B" della pensione, calcolata sui contributi versati dopo il 31 dicembre 1992. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale contro una lavoratrice del settore, riformando la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso l'applicazione di tale limite. Secondo i giudici, il tetto alla retribuzione giornaliera pensionabile non è mai stato abrogato e costituisce un elemento essenziale del regime previdenziale speciale, bilanciando condizioni di accesso più favorevoli.
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Massimale pensionabile: la Cassazione sulla quota B
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24136/2025, ha stabilito che il "massimale pensionabile" previsto dalla normativa del 1971 si applica anche al calcolo della "quota B" della pensione per i lavoratori dello spettacolo. Ribaltando le decisioni dei giudici di merito, la Corte ha affermato che la normativa successiva non ha abrogato tale limite. La decisione si fonda sulla necessità di coerenza sistematica e di sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale speciale, che deve bilanciare un massimale contributivo con un corrispondente massimale pensionabile.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
Un lavoratore dello spettacolo ha ottenuto in appello la rideterminazione della sua pensione (quota B) senza l'applicazione del 'massimale pensionabile spettacolo'. L'Ente Previdenziale ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il massimale pensionabile previsto dalla normativa del 1971 si applica anche alla 'quota B' della pensione, in quanto non è stato abrogato dalla legislazione successiva e garantisce la sostenibilità del sistema previdenziale specifico.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
Un lavoratore dello spettacolo aveva ottenuto in primo e secondo grado il ricalcolo della sua pensione senza l'applicazione del limite di retribuzione giornaliera. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione e la Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto. La Suprema Corte ha stabilito che il massimale pensionabile spettacolo, previsto da una norma del 1971, è ancora pienamente in vigore per il calcolo della "quota B" della pensione, in quanto mai abrogato e considerato un elemento essenziale per bilanciare un sistema previdenziale altrimenti più favorevole rispetto a quello generale.
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Pensione spettacolo: la Cassazione sui limiti
Un lavoratore del settore dello spettacolo aveva ottenuto in appello la riliquidazione della propria pensione senza l'applicazione del massimale pensionabile. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso. La Suprema Corte ha stabilito due principi fondamentali: primo, si applica il termine di decadenza triennale alle azioni di riliquidazione anche per le pensioni liquidate prima del 2011, con decorrenza dall'entrata in vigore della legge; secondo, il massimale pensionabile giornaliero deve essere applicato anche per il calcolo della cosiddetta "quota B" della pensione spettacolo. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che il limite massimo della retribuzione pensionabile per i lavoratori dello spettacolo, noto come massimale pensionabile spettacolo, continua ad applicarsi anche per la parte di pensione maturata dopo il 31 dicembre 1992 (la cosiddetta "quota B"). La Suprema Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello, che aveva escluso tale limite, riaffermando che la normativa del 1971 non è mai stata abrogata e costituisce un elemento essenziale del sistema previdenziale di categoria.
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Pensione spettacolo: il massimale per la quota B
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8407/2025, ha stabilito che il massimale di retribuzione giornaliera pensionabile previsto dal D.P.R. 1420/1971 si applica anche alla cosiddetta "quota B" della pensione spettacolo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, riformando la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso tale limite. Secondo i giudici, il tetto retributivo non è mai stato abrogato e costituisce un elemento essenziale del sistema pensionistico, più favorevole, riservato ai lavoratori dello spettacolo.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8487/2025, ha riformato una decisione della Corte d'Appello, stabilendo che il calcolo della pensione per i lavoratori dello spettacolo deve rispettare il massimale pensionabile giornaliero. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, affermando sia l'applicabilità del termine di decadenza triennale per le azioni di riliquidazione, sia la vigenza del tetto retributivo per la determinazione della cosiddetta 'quota B' della pensione. Questo ribalta le sentenze di merito che avevano dato ragione a un lavoratore, il quale chiedeva un ricalcolo basato sulla retribuzione effettiva e non su quella ridotta al limite di legge.
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Pensione lavoratori spettacolo: il massimale sulla quota B
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8515/2025, ha stabilito un punto fermo sulla pensione lavoratori spettacolo. La Corte ha confermato la piena validità del massimale di retribuzione giornaliera, previsto da una norma del 1971, anche per il calcolo della cosiddetta "quota B" della pensione, relativa ai contributi versati dopo il 1° gennaio 1993. La sentenza ha ribaltato la decisione della Corte d'Appello, accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale e chiarendo che le normative successive non hanno abrogato tale limite, ritenendolo inoltre costituzionalmente legittimo.
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Pensione lavoratori spettacolo: il tetto si applica
In un caso riguardante la pensione lavoratori spettacolo, l'ente previdenziale ha impugnato una sentenza di secondo grado che escludeva un tetto salariale storico dal calcolo della pensione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il massimale sulla retribuzione giornaliera pensionabile, previsto da una norma del 1971, è ancora in vigore e deve essere applicato nel calcolo della cosiddetta "quota B" della pensione, ribaltando così la decisione della Corte d'Appello.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il massimale pensionabile spettacolo si applica ancora al calcolo della "quota B" della pensione per i lavoratori ex Enpals. L'ordinanza ha annullato la decisione della Corte d'Appello, che aveva escluso tale limite, riaffermando un orientamento consolidato secondo cui la normativa non è stata abrogata e non viola principi costituzionali, nonostante la differenza tra contributi versati e retribuzione pensionabile.
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Pensione spettacolo: il massimale si applica a quota B
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la pensione spettacolo, il calcolo della 'quota B' deve rispettare il massimale di retribuzione giornaliera pensionabile. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, cassando la decisione di merito che aveva escluso tale limite. È stato inoltre ribadito il termine di decadenza triennale per le azioni di ricalcolo. Il caso riguarda la riliquidazione della pensione di un'artista.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
Un lavoratore del settore spettacolo aveva ottenuto in Appello la riliquidazione della pensione senza l'applicazione del cosiddetto massimale pensionabile. L'Ente Previdenziale ha proposto ricorso e la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha confermato la piena vigenza del limite massimo di retribuzione giornaliera (massimale pensionabile spettacolo) anche per il calcolo della "quota B" della pensione. La Corte ha ribadito che tale limite non è mai stato abrogato e non contrasta con i principi costituzionali, in quanto parte di un sistema previdenziale complessivamente più favorevole per questa categoria di lavoratori.
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Pensione lavoratori spettacolo: il tetto sulla quota B
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una lavoratrice dello spettacolo contro l'ente previdenziale riguardo al calcolo della pensione. La controversia verteva sull'esistenza di un limite massimo alla retribuzione giornaliera per determinare la cosiddetta "quota B" della pensione. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che il tetto alla retribuzione giornaliera pensionabile è legittimo e deve essere applicato. Secondo la Corte, tale limite non è stato abrogato dalle normative successive e non viola i principi costituzionali, poiché il sistema pensionistico dei lavoratori dello spettacolo è già complessivamente più favorevole rispetto a quello generale.
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Pensione lavoratori spettacolo: il tetto sulla quota B
La Corte di Cassazione ha stabilito che per il calcolo della pensione lavoratori spettacolo, specificamente per la 'quota B', si applica ancora il massimale di retribuzione giornaliera pensionabile. La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva eliminato tale limite, riaffermando la validità della normativa specifica per il settore, considerata nel suo complesso più favorevole rispetto al regime generale.
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Pensione spettacolo quota B: il massimale resta
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito la piena validità del massimale di retribuzione giornaliera per il calcolo della pensione spettacolo quota B. Riformando le decisioni dei giudici di merito che avevano disapplicato tale limite, la Suprema Corte ha chiarito che il tetto pensionabile è un elemento coessenziale del sistema previdenziale speciale per i lavoratori dello spettacolo, in quanto bilancia le condizioni di maggior favore di cui essi beneficiano rispetto alla generalità dei lavoratori. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Pensione spettacolo quota B: il massimale è valido
Un lavoratore dello spettacolo ha richiesto la rideterminazione della sua pensione, sostenendo che il massimale di retribuzione per il calcolo della "quota B" non fosse più applicabile. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione della Corte d'Appello, ha stabilito che il limite massimo alla retribuzione giornaliera pensionabile per la pensione spettacolo quota B è ancora pienamente in vigore. La Corte ha motivato che tale limite, mai abrogato, è una componente legittima di un sistema previdenziale speciale complessivamente più favorevole per gli iscritti rispetto a quello generale.
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