La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29773/2024, ha riformato una decisione di merito riguardante la pensione lavoratori spettacolo. Il caso verteva sul calcolo della "Quota B" della pensione per un ex lavoratore dello spettacolo. I giudici di merito avevano escluso l'applicazione del massimale di retribuzione giornaliera pensionabile. L'ente previdenziale ha fatto ricorso, sostenendo la validità di tale limite. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, riaffermando che il tetto alla retribuzione giornaliera, previsto dal D.P.R. 1420/1971, è pienamente applicabile. La decisione sottolinea che tale limite, sebbene crei una discrepanza con la retribuzione su cui si versano i contributi, è costituzionalmente legittimo in quanto parte di un sistema previdenziale complessivamente più favorevole per questa categoria di lavoratori. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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