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Massimale Pensionabile

135 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'importo massimo della retribuzione che può essere preso in considerazione per il calcolo dei contributi e della prestazione pensionistica.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Pensione lavoratori dello spettacolo: confermato tetto massimo
Un pensionato otteneva dai giudici territoriali il ricalcolo favorevole della propria pensione lavoratori dello spettacolo per la quota B successiva al 1992, escludendo il tetto massimo giornaliero di retribuzione. L'ente previdenziale ricorreva per Cassazione sostenendo la piena vigenza del massimale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente. I giudici hanno chiarito che le riforme legislative successive non hanno mai abrogato il tetto giornaliero di retribuzione pensionabile. L'equilibrio finanziario del sistema previdenziale impone l'applicazione del limite massimo anche alle anzianità successive al 1992.
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Pensione lavoratori dello spettacolo: confermato il massimale
Un pensionato ha chiesto la riliquidazione dell'assegno previdenziale, sostenendo che per la pensione lavoratori dello spettacolo il massimale di retribuzione giornaliera valesse solo per la Quota A e non per la Quota B. I giudici di merito hanno accolto la sua richiesta, condannando l'ente previdenziale a pagare le differenze. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito accogliendo il ricorso dell'ente. I giudici supremi hanno chiarito che il limite massimo giornaliero resta pienamente applicabile anche ai periodi successivi al 1992 per preservare l'equilibrio dei conti pubblici.
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Pensione lavoratori dello spettacolo: stipendio pieno o col tetto?
Un lavoratore dello spettacolo ha chiesto il ricalcolo della propria pensione e dei relativi supplementi, sostenendo l'illegittimità del limite massimo giornaliero di stipendio per la Quota B maturata dopo il 1993. I giudici di merito hanno accolto la domanda, ritenendo abrogato il vecchio massimale. L'Istituto previdenziale ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha ribaltato la decisione a favore dell'Istituto, sancendo la piena vigenza del tetto retributivo giornaliero. Per la pensione lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1995, il calcolo della Quota B deve rispettare rigorosamente il massimale previsto dalla normativa speciale.
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Pensione lavoratori dello spettacolo: confermato il tetto massimo
Un lavoratore del settore artistico ha chiesto all'ente previdenziale il ricalcolo dei supplementi del proprio trattamento, sostenendo che per la determinazione della quota B della pensione lavoratori dello spettacolo non dovesse applicarsi il massimale giornaliero di retribuzione previsto dalla legge storica del 1971. I giudici di merito hanno accolto la domanda, ritenendo tale tetto implicitamente superato dalle riforme degli anni Novanta. L'ente di previdenza ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha ribaltato la decisione, stabilendo che il limite massimo alla retribuzione giornaliera pensionabile resta pienamente in vigore anche per la quota B maturata dopo il 1992 dai lavoratori iscritti prima del 1995. La disciplina speciale non è stata abrogata e risponde a esigenze di bilancio pubblico. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio.
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Pensione lavoratori dello spettacolo: resta il massimale Quota B
Un lavoratore dello spettacolo ha chiesto il ricalcolo del supplemento di pensione per eliminare il tetto massimo alla retribuzione giornaliera nella Quota B. I giudici di merito hanno accolto la domanda, ritenendo abrogato tacitamente il limite normativo. L'Ente Previdenziale ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente. La decisione ha chiarito che il massimale giornaliero resta pienamente valido anche per le anzianità successive al 1992. La riforma previdenziale non ha mai soppresso tale soglia economica, necessaria per tutelare l'equilibrio dei conti pubblici. La controversia sulla pensione lavoratori dello spettacolo torna alla Corte d'Appello per una nuova quantificazione conforme alla legge.
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Pensione lavoratori dello spettacolo: confermato il massimale
Una lavoratrice iscritta al fondo speciale chiede il ricalcolo della Quota B della propria pensione lavoratori dello spettacolo. La pensionata contesta l'applicazione del tetto massimo giornaliero introdotto dalla disciplina previgente del 1971, sostenendo la sua implicita abrogazione per effetto delle riforme degli anni Novanta. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello accolgono la sua tesi, condannando l'ente previdenziale al pagamento delle differenze economiche. L'ente ricorre per Cassazione, difendendo la vigenza del limite retributivo al fine di garantire la sostenibilità finanziaria del sistema. La Suprema Corte accoglie il ricorso dell'ente di previdenza, ribadendo che il massimale giornaliero resta pienamente in vigore anche per le anzianità contributive successive al 1992.
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Pensione lavoratori dello spettacolo: confermato il massimale
Una lavoratrice ha chiesto il ricalcolo della propria quota B di pensione lavoratori dello spettacolo. La donna sosteneva la disapplicazione del tetto massimo alla retribuzione giornaliera pensionabile previsto dalle norme del 1971. I giudici di merito hanno accolto la domanda, ritenendo abrogato tacitamente il limite a seguito delle riforme previdenziali del 1997. L'ente previdenziale ha presentato ricorso per cassazione per contestare l'esistenza di un'abrogazione implicita. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente. I giudici hanno stabilito che il massimale giornaliero resta pienamente in vigore anche per le anzianità maturate dopo il 1992, al fine di garantire la sostenibilità economica dell'intero sistema previdenziale.
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Massimale pensionabile: INPS vince contro la pensionata
Una pensionata del settore dello spettacolo ha richiesto la riliquidazione della quota B dei propri supplementi di pensione ex ENPALS, sostenendo che non dovesse applicarsi il limite massimo alla retribuzione giornaliera. La Corte d'appello ha accolto la domanda, ritenendo il limite implicitamente abrogato. L'INPS ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, chiarendo che il massimale pensionabile previsto dal D.P.R. n. 1420 del 1971 è pienamente vigente anche per la quota B della pensione dei lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1996. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata cassata con rinvio per un nuovo giudizio conforme a questo principio.
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Pensione spettacolo: il massimale pensionabile resta attivo
Un pensionato del settore dello spettacolo ha richiesto all'ente previdenziale la riliquidazione della propria pensione, sostenendo che il calcolo della quota B non dovesse subire il limite del massimale pensionabile giornaliero introdotto nel 1971. La Corte d'Appello ha accolto la domanda del lavoratore, ritenendo tale limite implicitamente superato dalle riforme successive. L'ente previdenziale ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che il massimale pensionabile previsto dal D.P.R. n. 1420/1971 rimane pienamente operativo anche per la quota B della pensione dei lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1995. Non vi è stata alcuna abrogazione tacita, poiché la norma risponde a esigenze di bilanciamento finanziario del sistema previdenziale. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio.
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Massimale pensionabile: l’Inps vince sul ricalcolo della pensione
L'Ente Previdenziale ha impugnato la sentenza che riconosceva a un lavoratore dello spettacolo il diritto al ricalcolo della pensione senza l'applicazione del limite massimo di retribuzione giornaliera sulla quota B. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, confermando che il massimale pensionabile previsto dalla legge speciale del 1971 rimane pienamente operativo anche per la quota B della pensione dei lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1996, non essendo stato abrogato dalle riforme successive. Rigettato invece il ricorso del pensionato sulla decadenza dei ratei ultra-triennali.
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Massimale pensionabile ex ENPALS: INPS vince in Cassazione
Un pensionato dello spettacolo ha chiesto il ricalcolo della propria pensione ex ENPALS (Quota B), sostenendo che non si dovesse applicare il limite massimo di retribuzione giornaliera. La Corte d'Appello ha accolto la domanda del pensionato, ma ha applicato la decadenza triennale per i ratei più vecchi. L'ente previdenziale ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che il massimale pensionabile ex ENPALS continua ad applicarsi anche al calcolo della Quota B per le anzianità maturate dopo il 1992. Ha inoltre confermato che la decadenza triennale si applica alle richieste di ricalcolo delle pensioni già in godimento, limitando il recupero delle somme arretrate ai soli tre anni precedenti la domanda giudiziale. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello.
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Pensione lavoratori dello spettacolo: stop ai ricalcoli facili
Un lavoratore dello spettacolo chiedeva il ricalcolo del supplemento della propria pensione, sostenendo che per la quota B non si dovesse applicare il limite giornaliero di 315.000 lire previsto dalla legge del 1971. L'INPS si opponeva, applicando invece tale massimale. La Corte d'Appello dava ragione al lavoratore, elevando l'importo mensile. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che il massimale giornaliero per la pensione dei lavoratori dello spettacolo non è stato abrogato dalle riforme successive ed è tuttora valido per calcolare la quota B. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio.
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Massimale pensionabile: stop ai ricalcoli per lo spettacolo
Un lavoratore dello spettacolo chiedeva la riliquidazione della propria pensione ex ENPALS, sostenendo che il limite massimo alla retribuzione giornaliera non dovesse applicarsi al calcolo della quota B del trattamento. La Corte d'Appello accoglieva la domanda, ritenendo implicitamente abrogato tale limite. L'Ente Previdenziale proponeva ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il massimale pensionabile previsto dalla legge del 1971 rimane pienamente operativo anche per la quota B della pensione. La Corte ha chiarito che non vi è stata alcuna abrogazione, poiché il limite risponde a esigenze di equilibrio finanziario del sistema previdenziale. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio per una nuova decisione.
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Pensione spettacolo: vince l’INPS sul massimale pensionabile
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Istituto Previdenziale contro la decisione che escludeva l'applicazione del massimale pensionabile per un lavoratore dello spettacolo. Il Lavoratore chiedeva la riliquidazione del supplemento di pensione per la quota B (anzianità post 1992) senza il limite del tetto massimo giornaliero previsto dalla legge speciale. I giudici di legittimità hanno chiarito che il massimale pensionabile previsto dal d.P.R. n. 1420/1971 rimane pienamente operativo e non è stato abrogato. La Cassazione ha ribadito che non esiste un principio di necessaria corrispondenza tra i contributi versati e l'importo della pensione erogata, poiché il sistema previdenziale risponde a logiche di solidarietà collettiva e non di pura corrispettività commerciale. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Massimale pensionabile: la Cassazione taglia i supplementi ENPALS
Un Lavoratore dello spettacolo ha chiesto all'INPS la riliquidazione dei supplementi di pensione maturati presso la gestione ex ENPALS. Il Lavoratore sosteneva che per la quota di pensione successiva al 1992 non si dovesse applicare il limite massimo di retribuzione giornaliera. La Corte d'Appello gli ha dato ragione, ma l'INPS ha proposto ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che il massimale pensionabile previsto dalla legge speciale per i lavoratori dello spettacolo è pienamente operativo anche per la quota B della pensione. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello per ricalcolare la pensione applicando il tetto massimo.
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Massimale pensionabile: l’INPS vince contro la lavoratrice
Una lavoratrice dello spettacolo ha chiesto la riliquidazione della propria pensione ex ENPALS, sostenendo che per la quota B non si dovesse applicare il limite massimo alla retribuzione giornaliera. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, ma l'INPS ha fatto ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che il massimale pensionabile previsto dalla legge speciale per i lavoratori dello spettacolo rimane pienamente operativo anche per le anzianità maturate dopo il 1992. Di conseguenza, la Suprema Corte ha cassato la sentenza d'appello e ha rinviato la causa per una nuova decisione conforme a questo principio, confermando la legittimità del tetto pensionistico.
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Spettacolo e contributi: si applica il massimale pensionabile
Un pensionato dello spettacolo chiedeva la riliquidazione dei propri supplementi di pensione maturati presso la gestione ex ENPALS, pretendendo che non venisse applicato il massimale pensionabile previsto dalla legge. La Corte d'Appello accoglieva la domanda, ma l'INPS ricorreva in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che per il calcolo della quota B di pensione dei lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1995 si applica il limite massimo della retribuzione giornaliera pensionabile. Non esiste infatti un principio di necessaria corrispondenza tra contributi versati e prestazioni erogate. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Massimale pensionabile: l’INPS blocca il ricalcolo della pensione
Un lavoratore dello spettacolo ha chiesto la riliquidazione della propria pensione ex ENPALS senza l'applicazione del limite massimo alla retribuzione giornaliera. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, ma l'INPS ha fatto ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che il massimale pensionabile previsto dalla legge si applica anche alla quota B della pensione per i lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1995. La Corte ha chiarito che non esiste un principio di necessaria corrispondenza tra i contributi versati e la pensione erogata, respingendo i dubbi di costituzionalità. La sentenza d'appello è stata quindi cassata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Massimale pensionabile: l’INPS blocca il ricalcolo dei lavoratori
Un lavoratore dello spettacolo ha chiesto la riliquidazione della propria pensione senza l'applicazione del limite massimo alla retribuzione giornaliera. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, escludendo il tetto per la quota di pensione maturata dopo il 1992. L'INPS ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che il massimale pensionabile previsto dalla legge speciale del 1971 si applica anche alla quota B della pensione per i lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1995. Non esiste infatti un principio di necessaria corrispondenza totale tra contributi versati e pensione erogata. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Massimale pensionabile: INPS vince sul ricalcolo del lavoratore
Un lavoratore dello spettacolo ha chiesto il ricalcolo della propria pensione ex ENPALS senza l'applicazione del limite massimo alla retribuzione giornaliera. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, escludendo il tetto per la quota di pensione maturata dopo il 1992. L'INPS ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che il massimale pensionabile si applica anche alla cosiddetta Quota B della pensione per i lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1995. La Suprema Corte ha chiarito che questo limite non è stato abrogato e serve a garantire l'equilibrio del sistema previdenziale, respingendo i dubbi di costituzionalità. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
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