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Manifestamente Infondata

100 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Si dice di una censura o di un motivo di ricorso che appare palesemente e immediatamente privo di qualsiasi fondamento giuridico o fattuale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Permesso negato: legittimo l’accompagnamento coattivo immediato
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un cittadino straniero che si opponeva al suo accompagnamento coattivo alla frontiera. Il provvedimento era stato emesso dalla Questura subito dopo aver respinto la sua domanda di permesso di soggiorno per motivi familiari, giudicandola 'manifestamente infondata'. La Corte ha stabilito che la legge consente questa procedura accelerata. Quando una richiesta di permesso è palesemente senza fondamento, l'autorità non è tenuta a concedere un termine per la partenza volontaria, ma può procedere direttamente con l'espulsione forzata. Il ricorso del cittadino è stato quindi respinto, confermando la legittimità dell'operato della Questura e del giudice che lo aveva convalidato.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: criteri di valutazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato da un imputato condannato per reati in materia di armi. I motivi, incentrati su presunti errori nella qualificazione del reato, nell'applicazione della recidiva e nel bilanciamento delle circostanze, sono stati giudicati manifestamente infondati. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di riesaminare le valutazioni di merito del giudice precedente, come la congruità della pena, quando la motivazione è logica e coerente. Di conseguenza, l'inammissibilità del ricorso cassazione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile per genericità dei motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro un aumento di pena per il reato di evasione, applicato in continuazione con precedenti condanne. Il motivo principale della decisione è la genericità della contestazione del ricorrente, che non ha specificato le ragioni per cui la motivazione della corte di merito sarebbe inadeguata. La Corte ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Arresto obbligatorio truffa aggravata: legittimo?
Un individuo veniva arrestato per truffa aggravata ai danni di soggetti vulnerabili. Il suo difensore ha sollevato dubbi sulla costituzionalità della nuova norma che ha introdotto l'arresto obbligatorio per truffa aggravata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo la questione di legittimità costituzionale manifestamente infondata. La Corte ha stabilito che la scelta del legislatore di rafforzare la tutela delle vittime vulnerabili attraverso l'arresto obbligatorio è una scelta discrezionale non irragionevole e rispetta i limiti costituzionali, essendo una misura temporanea soggetta a convalida giudiziaria.
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Potere discrezionale del giudice: ricorso inammissibile
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso contro la quantificazione della pena. Viene ribadito che il potere discrezionale del giudice di merito nella commisurazione della sanzione non è sindacabile in sede di legittimità, se non in caso di motivazione arbitraria o illogica. Di conseguenza, un ricorso che si limita a contestare la mancata concessione delle attenuanti generiche nella massima estensione, riproponendo motivi già respinti in appello, è dichiarato inammissibile.
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Ricorso inammissibile: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per evasione (art. 385 c.p.). La decisione si fonda sulla genericità e manifesta infondatezza del motivo di ricorso, confermando la logicità della sentenza impugnata. La ricorrente è condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Recidiva: quando l’appello sulla pena è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello, ritenendo che le censure sulla pena e sulla gestione della recidiva fossero infondate. La Corte ha ribadito che, in presenza di recidiva qualificata, le attenuanti non possono prevalere, rendendo il ricorso manifestamente infondato.
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Elemento soggettivo evasione: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15591/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. Il motivo, incentrato su un presunto difetto di motivazione riguardo all'elemento soggettivo evasione, è stato ritenuto manifestamente infondato, poiché la Corte d'Appello aveva adeguatamente motivato la sussistenza della colpevolezza.
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Ricorso inammissibile: oltraggio a pubblico ufficiale
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per oltraggio a pubblico ufficiale (art. 341-bis c.p.). Il motivo è stato ritenuto manifestamente infondato, poiché la Corte d'Appello aveva già motivato in modo logico e coerente la congruità della sanzione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: motivazione e onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un soggetto condannato per il reato di evasione (art. 385 c.p.). L'unico motivo di ricorso, incentrato su un presunto vizio di motivazione riguardo l'elemento soggettivo del reato, è stato giudicato manifestamente infondato. La Corte ha confermato che la motivazione della corte d'appello era logica e coerente, condannando di conseguenza il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sospensione condizionale: inammissibile se già avuta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata contro il diniego della sospensione condizionale della pena. La decisione si fonda sul fatto che la ricorrente aveva già beneficiato due volte di tale misura per reati precedenti, come risultava dal casellario generale, rendendo il ricorso manifestamente infondato e comportando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricusazione del giudice: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della ricusazione del giudice, confermando che può essere dichiarata inammissibile senza udienza se manifestamente infondata. Nel caso esaminato, un imputato aveva tentato di ricusare un giudice per aver respinto una sua precedente eccezione. La Corte ha stabilito che tale motivo non rientra tra le cause tassative di ricusazione e che l'inimicizia con il pubblico ministero non può giustificare la ricusazione del giudice.
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Motivazione della pena: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati, ribadendo principi fondamentali sulla motivazione della pena. La Corte ha stabilito che la parificazione del trattamento sanzionatorio tra coimputati con ruoli analoghi non è illogica e che il bilanciamento delle circostanze è un giudizio di merito insindacabile in sede di legittimità, se non viziato da palese arbitrarietà. Viene confermata la necessità di una motivazione adeguata, specialmente quando la pena si discosta dal minimo edittale.
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Graduazione della pena: discrezionalità del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto aggravato, che contestava la quantificazione della sanzione. La Suprema Corte ha ribadito che la graduazione della pena rientra nel potere discrezionale del giudice di merito e non può essere oggetto di una nuova valutazione in sede di legittimità, a meno che la decisione non sia palesemente illogica o arbitraria.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e motivazione logica
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello. Il motivo centrale del rigetto è che la censura relativa alla recidiva era manifestamente infondata, dato che la sentenza impugnata presentava una motivazione sufficiente e non illogica. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Liberazione anticipata: quando è negata per condotta
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un detenuto contro il diniego della liberazione anticipata. La decisione si fonda sulla valutazione negativa della sua condotta, caratterizzata da numerose violazioni disciplinari e condanne, ritenute ostative alla concessione del beneficio, nonostante la presenza di un disturbo di personalità.
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Ricorso inammissibile: Cassazione su art. 116 c.p.
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da tre imputati condannati per omicidio. Il ricorso sollevava una questione di legittimità costituzionale dell'art. 116 c.p. già precedentemente rigettata. La Corte, rilevando la manifesta infondatezza dei motivi, ha confermato la condanna degli imputati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una sentenza di condanna della Corte d'Appello. Il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato perché le censure erano generiche, ripetitive di quelle già presentate in appello e miravano a una rivalutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile penale: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile penale avverso una condanna per il reato di cui all'art. 651 c.p. L'imputato contestava la mancata sostituzione della pena detentiva con una pecuniaria, ma la Corte ha ritenuto la doglianza manifestamente infondata. La motivazione della Corte d'Appello, basata sulla gravità del reato e l'aggressività del ricorrente, è stata considerata adeguata e coerente, rientrando nel potere discrezionale del giudice di merito e non sindacabile in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Elemento psicologico del reato: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la violazione delle prescrizioni imposte. L'imputato aveva addotto come giustificazione un ritardo dovuto al traffico, ma la Corte ha stabilito che tale motivazione non incide sull'elemento psicologico del reato, già accertato come pienamente consapevole e volontario dai giudici di merito. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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