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Manifestamente Infondata

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100 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: quando è manifestamente infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato contro la sua condanna per evasione. Il motivo del ricorso, relativo alla mancata concessione delle attenuanti generiche, è stato ritenuto manifestamente infondato, poiché la decisione del giudice di merito era stata logica e coerente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è manifestamente infondato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza del motivo di ricorso e sulla logicità della motivazione della corte d'appello riguardo alla mancata applicazione delle attenuanti generiche nella loro massima estensione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Particolare tenuità del fatto: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una condanna per il reato di evasione. Il ricorrente lamentava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, poiché la decisione del giudice di appello era stata motivata in modo logico e coerente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Attenuanti generiche: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. Il motivo del ricorso, basato sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, è stato ritenuto manifestamente infondato, poiché la Corte d'Appello aveva fornito una motivazione logica e coerente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso: analisi di un caso pratico
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna per il reato di cui all'art. 343 c.p. Il motivo del ricorso è stato giudicato manifestamente infondato, confermando la logicità della sentenza d'appello sia sulla congruità della pena che sulla sussistenza della recidiva. L'esito ha comportato per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivazione logica
La Corte di Cassazione, con ordinanza 27896/2024, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorso verteva sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, ma la Corte ha ritenuto la censura manifestamente infondata, confermando la solidità della motivazione della Corte d'Appello. Questo caso sottolinea l'importanza di motivazioni logiche e coerenti nelle sentenze di merito per superare il vaglio di legittimità.
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Notifica al codifensore: quando il ricorso è infondato
Un imputato ricorre in Cassazione lamentando la violazione delle norme processuali per una presunta omessa notifica al codifensore di fiducia del decreto di citazione in appello. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, giudicando la doglianza manifestamente infondata. Dall'esame degli atti è infatti emerso che il legale aveva regolarmente ricevuto la comunicazione tramite Posta Elettronica Certificata (PEC). Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile per generiche: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avente come unico motivo il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha ritenuto manifestamente infondata la doglianza, confermando che la motivazione sintetica ma puntuale della Corte d'Appello è sufficiente a giustificare la decisione, rendendola non censurabile in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per un reato continuato, ritenendolo manifestamente infondato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria, poiché la pena originale era stata giudicata congrua e non era stato applicato alcun aumento per la continuazione con la condotta di un coimputato.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono nuovi?
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per evasione. Il motivo, relativo alla mancata concessione delle attenuanti generiche, è stato ritenuto inammissibile perché non sollevato in appello e comunque manifestamente infondato, data la condotta negativa dell'imputato successiva al reato.
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Evasione e ricorso inammissibile: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. Il motivo del ricorso è stato giudicato manifestamente infondato, poiché la Corte d'Appello aveva fornito una motivazione logica e completa sulla sussistenza del reato. La decisione sottolinea l'importanza di una solida motivazione per i casi di evasione e ricorso inammissibile e comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Evasione e art. 131-bis: quando il reato non è lieve
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per evasione, il quale richiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo il motivo di ricorso manifestamente infondato. La valutazione sulla gravità del fatto, ai fini dell'applicazione dell'art. 131-bis, deve considerare concretamente la durata e la distanza dell'allontanamento, nonché l'intensità del dolo, elementi che nel caso di specie escludevano la lieve entità dell'offesa.
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Ricorso inammissibile: Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una sentenza di condanna per resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato, poiché la Corte d'Appello aveva già motivato in modo logico e coerente la sussistenza del reato, compreso l'elemento soggettivo e il concorso formale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è infondato l’appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale. I motivi, incentrati sulla mancata applicazione dell'art. 131 bis c.p., sulla recidiva e sul dolo, sono stati ritenuti manifestamente infondati e tesi a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e motivazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per il reato di evasione ai sensi dell'art. 385 c.p. Il motivo del ricorso, incentrato sul mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, è stato ritenuto manifestamente infondato, in quanto la Corte d'Appello aveva fornito una motivazione logica e coerente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile recidiva: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per recidiva contro una sentenza di condanna per resistenza a pubblico ufficiale. La decisione si basa sulla manifesta infondatezza del motivo, poiché la Corte d'Appello aveva fornito una motivazione logica e coerente sul riconoscimento della recidiva. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Appello Inammissibile: quando il ricorso è infondato
La Corte di Cassazione dichiara un appello inammissibile contro una condanna per evasione. Il motivo del ricorso, basato sulla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, è stato giudicato manifestamente infondato. La Corte ha ritenuto logica e coerente la motivazione della Corte d'Appello, confermando la condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Sospensione condizionale: non si applica alla patente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13866/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per lesioni stradali. È stato ribadito che la sospensione condizionale della pena non si applica alla sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, in quanto il beneficio riguarda esclusivamente le pene principali e quelle accessorie, non le sanzioni di natura amministrativa.
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Ricorso inammissibile: le motivazioni della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La Corte ha ritenuto manifestamente infondata la censura relativa al presunto vizio di mente, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva già escluso tale circostanza con una motivazione logica e coerente. La pronuncia ribadisce che un ricorso inammissibile comporta la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Dichiarazione di domicilio appello: la Cassazione
L'appello di un imputato è stato dichiarato inammissibile per non aver allegato l'elezione di domicilio, come richiesto dalla Riforma Cartabia (art. 581 c.1-ter c.p.p.). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la costituzionalità della norma. La Corte ha stabilito che la dichiarazione di domicilio per l'appello serve a garantire la volontà effettiva dell'imputato di procedere, evitando così impugnazioni automatiche e assicurando la sua consapevolezza del processo.
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