Un cittadino rumeno, destinatario di un mandato di arresto europeo, si è opposto alla consegna alla Romania chiedendo di scontare la pena in Italia, dove risiedeva da tempo. A sostegno, ha prodotto documenti come contributi INPS, CUD e contratti di affitto. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47702/2024, ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva ordinato la consegna, stabilendo che il giudice ha l'obbligo di valutare tutte le prove documentali che dimostrano la residenza quinquennale. La mancata analisi di tali prove rende nulla la sentenza.
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