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Mandato Di Arresto Europeo

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463 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Mandato di arresto europeo: quando si può fermare?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30607/2024, ha chiarito che nell'ambito di un mandato di arresto europeo, la mera irreperibilità della persona richiesta o la sua non verificata dichiarazione di trovarsi all'estero non sono sufficienti per interrompere la procedura di consegna o per negare una misura cautelare. La procedura deve proseguire fino a quando non vi sia la certezza assoluta che l'individuo abbia lasciato il territorio italiano. La Corte ha quindi annullato l'ordinanza della Corte d'Appello che aveva respinto la richiesta di arresto del Procuratore.
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Rifiuto consegna e MAE: la prova del radicamento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27165/2024, ha rigettato il ricorso contro una decisione di consegna basata su un Mandato di Arresto Europeo. Il caso verteva sul rifiuto consegna per un cittadino straniero che sosteneva di essere radicato in Italia. La Corte ha chiarito che, al di là dell'interpretazione temporale del requisito di residenza quinquennale, è onere del ricorrente fornire prove concrete e specifiche del proprio effettivo e continuativo radicamento sociale e familiare nel territorio italiano, onere che nel caso di specie non è stato assolto.
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Mandato di arresto europeo: cosa valuta il giudice?
La Corte di Cassazione chiarisce i poteri del giudice italiano nell'eseguire un mandato di arresto europeo. Con le nuove norme, la Corte non può più valutare i gravi indizi di colpevolezza, ma deve limitarsi a un controllo formale del mandato, come nel caso di un'accusa di truffa per un'auto a noleggio non restituita. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Mandato di arresto europeo: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una decisione di consegna basata su un mandato di arresto europeo. La Suprema Corte ha chiarito che, a seguito delle riforme, il ricorso non può più basarsi su vizi di motivazione né sulla presunta assenza di gravi indizi di colpevolezza, requisito ormai eliminato dalla normativa. Il controllo del giudice italiano è limitato alla regolarità formale del mandato e non si estende al merito delle accuse.
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Radicamento in Italia: no alla consegna all’estero
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello di Milano che ordinava la consegna di un uomo alla Francia in esecuzione di un mandato d'arresto europeo. La Corte ha stabilito che la valutazione del radicamento in Italia del soggetto, richiesta per consentirgli di scontare la pena in Italia, era stata parziale e viziata. La Corte d'Appello aveva trascurato elementi fondamentali come la nascita in Italia, il matrimonio con una cittadina italiana e la paternità di sette figli, concentrandosi solo su aspetti negativi come l'instabilità lavorativa e abitativa. La Cassazione ha rinviato il caso per un nuovo esame che tenga conto di tutti gli indicatori del legame con il territorio, come previsto dalla legge sul mandato d'arresto europeo.
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Mandato di arresto europeo: cosa succede se cambia?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di consegna basata su un mandato di arresto europeo perché il titolo originale era stato revocato e sostituito dall'autorità straniera dopo la decisione della Corte d'Appello. Secondo la Suprema Corte, la sostituzione integrale del mandato fa venir meno il fondamento giuridico della consegna, richiedendo un nuovo esame di merito da parte della Corte d'Appello sul nuovo mandato, e non una semplice ratifica in sede di legittimità. La sentenza è stata annullata senza rinvio, con conseguente liberazione della persona richiesta.
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Mandato d’arresto europeo revocato: la consegna salta
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di consegna basata su un mandato d'arresto europeo, poiché il mandato originale era stato revocato e sostituito dalle autorità tedesche durante il procedimento di appello. La Corte ha stabilito che la decisione impugnata si fondava su un titolo giuridico non più esistente, rendendola illegittima e ordinando l'immediata liberazione del ricorrente.
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Mandato di arresto europeo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una decisione di consegna basata su un mandato di arresto europeo. La Corte ha stabilito che la richiesta di informazioni integrative allo Stato emittente è una facoltà discrezionale e non un obbligo, e deve essere specifica e non generica. Inoltre, ha ribadito che, a seguito delle recenti riforme, il giudice italiano non può più valutare la sufficienza dei gravi indizi di colpevolezza come motivo per rifiutare la consegna.
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Mandato di arresto europeo e doppia punibilità
Un uomo, ricercato dalla Romania per guida senza patente, ha impugnato la decisione di consegna dall'Italia. Ha sollevato questioni sulla violazione del principio di doppia punibilità, sul suo radicamento in Italia e sul rischio di trattamenti inumani. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che per il mandato di arresto europeo la doppia punibilità si valuta sul fatto specifico che costituisce reato in Italia (in questo caso, per recidiva nel biennio). Ha inoltre ribadito che i ricorsi non possono contestare l'accertamento dei fatti sul radicamento e che le doglianze sulle condizioni detentive devono essere specifiche e, di norma, sollevate in appello.
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Mandato di Arresto Europeo: i requisiti formali
La Cassazione chiarisce i requisiti di validità del Mandato di Arresto Europeo. Con la sentenza n. 22831/2024, ha stabilito che l'omessa indicazione della pena minima e l'errata indicazione della residenza non invalidano il mandato, poiché rileva solo la pena massima ai fini della consegna. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Esecuzione pena estero: chi decide le misure alternative?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato che, scontando la pena in Slovenia, aveva chiesto una misura alternativa al giudice italiano. In tema di esecuzione pena estero, è ribadito che la competenza a decidere sulle modalità esecutive, incluse le misure alternative, spetta esclusivamente all'autorità giudiziaria dello Stato di esecuzione, come previsto dalla normativa europea.
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Ricorso tardivo mandato arresto europeo: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una decisione su un mandato di arresto europeo. La causa dell'inammissibilità è stata la presentazione tardiva dell'atto, avvenuta oltre il termine perentorio di cinque giorni stabilito dalla legge. Il caso riguarda un cittadino straniero condannato nel suo paese d'origine, per cui la Corte d'Appello italiana aveva disposto l'esecuzione della pena in Italia. Il ricorso tardivo mandato arresto europeo ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Mandato di Arresto Europeo: limiti al rifiuto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino extracomunitario contro la sentenza della Corte d'Appello che ne disponeva la consegna all'autorità finlandese in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo per traffico di stupefacenti. La Suprema Corte ha rigettato tutti i motivi, chiarendo che la prova del radicamento sul territorio italiano deve essere rigorosa e non basta un recente contratto di lavoro. Inoltre, ha confermato che per i processi in assenza, l'attestazione della conoscenza del procedimento e della nomina di un difensore nel mandato è sufficiente a escludere il motivo di rifiuto della consegna.
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Esecuzione pena straniera: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21169/2024, ha stabilito i rigidi confini del potere del giudice italiano nell'adattare una pena inflitta da un altro Stato UE. Nel caso di specie, relativo all'esecuzione pena straniera proveniente dalla Romania, la Corte ha chiarito che non è possibile applicare istituti italiani come la continuazione tra reati o sconti di pena assimilabili al rito abbreviato. L'unico intervento ammesso è la riduzione della pena solo se questa supera il massimo edittale previsto dalla legge italiana per lo stesso reato.
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Mandato Arresto Europeo: i criteri della Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un mandato di arresto europeo. La Corte chiarisce che l'appello deve dimostrare un interesse specifico e concreto, specialmente in caso di richieste concorrenti da più Stati.
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Mandato di arresto europeo: la validità del cumulo pene
La Cassazione chiarisce la validità di un mandato di arresto europeo basato su un provvedimento di cumulo pene. Il ricorso di un cittadino rumeno, che lamentava la violazione delle garanzie difensive per una condanna in assenza, è stato respinto. La Corte ha stabilito che le garanzie si applicano alle singole sentenze di condanna e non al successivo provvedimento che ne ridetermina la pena complessiva.
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Mandato di arresto europeo e detenzione: la guida
La Corte di Cassazione analizza un caso di mandato di arresto europeo per un soggetto già detenuto in Italia. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore che chiedeva la custodia cautelare, confermando la decisione della Corte d'Appello. Quest'ultima aveva escluso un concreto pericolo di fuga proprio in virtù dello stato di detenzione del soggetto, ritenendo la sua motivazione sufficiente e non sindacabile in sede di legittimità.
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Mandato di arresto europeo: stop alla consegna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che autorizzava la consegna di un cittadino rumeno al Belgio, in esecuzione di un mandato di arresto europeo. La decisione si fonda sulla mancata verifica d'ufficio, da parte della Corte d'Appello, delle effettive condizioni delle carceri belghe, nonostante fossero già note criticità sistemiche. La Suprema Corte ha stabilito che la mera diversità formale del mandato non esime il giudice dal dovere di accertare il rispetto dei diritti fondamentali del detenuto.
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Ricorso mandato arresto europeo: i termini perentori
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso mandato arresto europeo poiché presentato oltre il termine perentorio di cinque giorni stabilito dalla legge. La sentenza sottolinea l'importanza cruciale del rispetto dei termini procedurali, che prevale sull'esame del merito delle questioni sollevate, come la possibilità di eseguire la custodia cautelare in Italia.
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Mandato Arresto Europeo: la pena minima per la consegna
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di consegna basata su un Mandato Arresto Europeo. Sebbene il mandato fosse stato emesso per una pena complessiva di un anno e due mesi, la Corte ha rilevato che la porzione di pena effettivamente eseguibile per il reato che giustificava la consegna era di soli due mesi. Tale durata, essendo inferiore alla soglia minima di quattro mesi prevista dalla legge italiana, ha reso la consegna inammissibile.
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