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Mandato Di Arresto Europeo

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463 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Mandato di arresto europeo: il silenzio è diniego
Un cittadino polacco, soggetto a un mandato di arresto europeo, ha richiesto di scontare la sua pena in Italia. Le autorità polacche non hanno risposto alla richiesta di consenso del tribunale italiano. La Corte di Cassazione ha confermato che tale silenzio costituisce un diniego implicito, ordinando di conseguenza la consegna della persona alla Polonia. Il ricorso è stato respinto perché generico e infondato.
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Pericolo di fuga: Cassazione annulla custodia cautelare
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare per un cittadino polacco richiesto con Mandato di Arresto Europeo. La Corte ha stabilito che il pericolo di fuga non può essere presunto ma deve essere dimostrato con elementi concreti e attuali, annullando la decisione del giudice di merito per carenza di motivazione.
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Mandato di Arresto Europeo: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la consegna al Lussemburgo disposta tramite mandato di arresto europeo. La sentenza chiarisce che le censure relative alla misura cautelare interna sono inconferenti e che il 'radicamento' in Italia è un motivo di rifiuto applicabile solo al mandato esecutivo, non a quello processuale come nel caso di specie.
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Carenza di Interesse: Appello Inammissibile Post-Consegna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro la detenzione cautelare disposta nell'ambito di un mandato d'arresto europeo. La sopravvenuta carenza di interesse è derivata dall'avvenuta consegna del ricorrente alle autorità estere prima della decisione, rendendo di fatto l'impugnazione priva di scopo.
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Mandato di arresto europeo: quando è legittima la custodia
Un uomo arrestato in Italia su mandato di arresto europeo per furto ricorre in Cassazione. Sostiene la mancanza di un mandato nazionale e l'eccessività della custodia in carcere. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, specificando che per l'esecuzione di un mandato di arresto europeo in Italia, l'unica esigenza cautelare da valutare è il pericolo di fuga.
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Mandato di Arresto Europeo: la scelta del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro la decisione di concedere un Mandato di Arresto Europeo per una truffa internazionale su cripto-valute. La sentenza chiarisce che il rifiuto di consegna, anche se il reato è in parte commesso in Italia, è una facoltà discrezionale del giudice e non un diritto dell'imputato. È stato inoltre confermato l'aggravamento della misura cautelare in carcere, motivato da un concreto e attuale pericolo di fuga basato sui frequenti viaggi e sulle disponibilità economiche del ricorrente.
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Mandato di arresto europeo: i criteri di valutazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32373/2024, ha rigettato il ricorso di un cittadino rumeno contro la consegna alle autorità del suo paese, richiesta tramite un mandato di arresto europeo. La Corte ha stabilito che le garanzie fornite dalla Romania sulle condizioni detentive erano sufficientemente dettagliate per escludere trattamenti inumani. Inoltre, ha ritenuto infondato il motivo basato sul radicamento del ricorrente in Italia, sottolineando la genericità delle prove fornite dalla difesa e i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione dei fatti.
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Mandato di Arresto Europeo: Identità e Lingua OK
La Corte di Cassazione ha confermato la consegna di due persone alla Francia, in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo per riciclaggio e cybercrime. I ricorsi, basati su presunti errori di identificazione, violazione dei diritti linguistici e vizi del mandato, sono stati respinti. La Corte ha ritenuto l'identificazione corretta tramite passaporto e le garanzie difensive rispettate.
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Mandato di arresto europeo: garanzie e consegna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello che autorizzava la consegna di un individuo alla Francia in esecuzione di un mandato di arresto europeo. La condanna era avvenuta in assenza per reati legati a stupefacenti. La Suprema Corte ha chiarito che le garanzie sono rispettate se lo Stato richiedente assicura il diritto a un nuovo processo, e che le questioni di merito sulla colpevolezza non possono essere sollevate davanti al giudice dell'esecuzione.
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Mancata traduzione atto: quando la nullità è sanata?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato che lamentava la mancata traduzione di un'ordinanza di custodia cautelare. La Corte ha stabilito che l'eventuale nullità, di tipo intermedio, deve essere eccepita tempestivamente, altrimenti si considera sanata. Nel caso specifico, l'obiezione non era stata sollevata durante l'interrogatorio di garanzia, rendendo tardiva la successiva contestazione.
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Principio di specialità: la Cassazione sui limiti
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente un'ordinanza di un Tribunale in materia di esecuzione pena. Il caso riguarda il calcolo della detenzione sofferta da un soggetto consegnato dalla Spagna in base a un mandato di arresto europeo. La Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione deve verificare attentamente i limiti derivanti dal principio di specialità, secondo cui una persona può essere perseguita o detenuta solo per i reati per cui è stata concessa la consegna. L'aver ignorato tale verifica ha reso la motivazione del provvedimento carente, portando all'annullamento con rinvio per un nuovo esame.
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Sentenza esecutiva: quando si esegue in Italia?
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un condannato che si opponeva all'esecuzione di una sentenza rumena in Italia. Il caso ha chiarito un punto fondamentale nella cooperazione giudiziaria europea: per l'esecuzione è sufficiente che si tratti di una sentenza esecutiva nello Stato di origine, anche se non ancora definitiva (irrevocabile). Questa distinzione è cruciale per il principio del reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie all'interno dell'UE.
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Sospensione dell’esecuzione e arresto: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'arresto di un condannato tramite mandato di arresto europeo non implica automaticamente una sua "volontaria sottrazione alla pena" tale da precludere la sospensione dell'esecuzione. La Procura aveva impugnato l'ordinanza di sospensione, sostenendo che l'arresto all'estero impedisse la concessione della liberazione anticipata. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la valutazione sulla liberazione anticipata è di competenza esclusiva e discrezionale del Magistrato di Sorveglianza e non può essere anticipata dal Pubblico Ministero in sede esecutiva. L'arresto tramite M.A.E., da solo, non prova la consapevolezza del condannato dell'ordine di esecuzione a suo carico.
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Ricorso tardivo: inammissibile se fuori termine
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro la consegna di un cittadino straniero, richiesta tramite mandato d'arresto europeo. La decisione si fonda sul ricorso tardivo presentato dal difensore, depositato oltre il termine di cinque giorni previsto dalla legge, determinando la condanna del ricorrente alle spese e a una sanzione.
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Mandato di Arresto Europeo: Garanzie e Consegna
La Corte di Cassazione ha confermato la consegna di un cittadino rumeno in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo, rigettando il ricorso basato sul rischio di trattamenti inumani nelle carceri. La Corte ha ritenuto sufficienti e specifiche le garanzie fornite dalle autorità rumene riguardo le condizioni detentive, quali spazio minimo, igiene e attività rieducative. La sentenza sottolinea che, in assenza di prove concrete e contrarie, prevale il principio di fiducia reciproca tra Stati membri dell'UE, e le assicurazioni fornite dallo Stato emittente sono considerate valide.
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Mandato di arresto europeo: la guida completa
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza che concedeva la consegna di un cittadino sulla base di un mandato di arresto europeo emesso dalla Grecia per un furto. La Corte chiarisce due punti fondamentali: i requisiti di contenuto del mandato dopo le recenti riforme e l'irrilevanza della procedibilità a querela ai fini della doppia punibilità.
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Mancata traduzione atti: Cassazione e nullità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 38328/2025, affronta il tema della nullità degli atti per mancata traduzione. Un cittadino straniero, arrestato su mandato europeo, lamentava la mancata traduzione del verbale di arresto e dell'ordinanza cautelare. La Corte ha rigettato il ricorso, specificando che la mancata traduzione scritta non comporta nullità automatica se è stata fornita assistenza linguistica orale e non si dimostra un pregiudizio concreto e attuale al diritto di difesa. Questo principio sulla mancata traduzione atti rafforza l'onere della prova a carico della difesa.
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Mandato di arresto europeo: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di consegna basata su un mandato di arresto europeo emesso dalla Francia. La sentenza chiarisce che, dopo la riforma del 2021, il giudice italiano non può più valutare la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. Inoltre, la cittadinanza italiana non osta alla consegna, ma può condizionarla al rientro in Italia per l'espiazione della pena. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando la validità del mandato di arresto europeo.
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Custodia cautelare: motivazione sempre necessaria
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte di Appello che negava gli arresti domiciliari a un individuo, la cui condanna estera era stata riconosciuta in Italia. La sentenza sottolinea che, una volta determinata la pena residua, la valutazione sulla necessità della custodia cautelare deve essere nuovamente e specificamente motivata, non potendo basarsi su affermazioni generiche, soprattutto a fronte di una pena residua di breve durata.
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Mandato di Arresto Europeo: i limiti del controllo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una decisione di consegna basata su un Mandato di Arresto Europeo per truffa. La Corte ha chiarito che, a seguito delle recenti riforme, il giudice italiano non deve più valutare la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, ma solo la completezza descrittiva del mandato. Inoltre, le preoccupazioni sulle condizioni carcerarie dello Stato richiedente, per bloccare la consegna, devono essere fondate su prove concrete e non su generici rapporti.
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