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Mandato Di Arresto Europeo

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463 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Traduzione atti giudiziari: il diritto dell’imputato
Un cittadino straniero ha impugnato la decisione di consegna alle autorità del suo paese, basata su un Mandato di Arresto Europeo, lamentando la mancata traduzione degli atti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, specificando che il diritto alla traduzione atti giudiziari non è assoluto. È necessario che l'imputato non conosca la lingua italiana e sollevi tempestivamente la questione, cosa non avvenuta nel caso di specie, dove la conoscenza dell'italiano da parte del ricorrente è stata accertata.
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Mandato di arresto europeo: pena incerta, no consegna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di consegna basata su un mandato di arresto europeo, poiché la Corte d'Appello non aveva determinato l'esatta pena da scontare per il singolo reato per cui la consegna era stata concessa. La Suprema Corte ha stabilito che la verifica della pena minima è un requisito inderogabile che spetta al giudice italiano e non può essere delegata allo Stato emittente.
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Notifica latitante: quando inizia il termine riesame?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6848/2024, ha stabilito che la mancata notifica al difensore dell'avviso di deposito di un'ordinanza cautelare nei confronti di un imputato latitante non rende la misura inefficace. La Corte ha chiarito che, in caso di notifica latitante, il termine per proporre istanza di riesame non inizia a decorrere, proteggendo così integralmente il diritto di difesa. Il ricorso dell'imputato, che lamentava la violazione del suo diritto a impugnare il provvedimento, è stato quindi rigettato.
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Mandato arresto europeo: rifiuto per reato in Italia
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5935/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro l'esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dall'Austria per il reato di truffa. La ricorrente sosteneva che, essendo parte del reato avvenuta in Italia, si dovesse applicare il rifiuto facoltativo alla consegna. La Corte ha chiarito che tale rifiuto è possibile solo in presenza di un'effettiva volontà dello Stato italiano di esercitare la propria giurisdizione, dimostrata da indagini in corso, e non per un mero interesse potenziale. Ha inoltre ribadito che, dopo le riforme del 2021, il mandato di arresto europeo è un atto autosufficiente e non necessita dell'allegazione del titolo cautelare. Infine, la tutela della vita familiare è stata bilanciata con la condizione che la persona, in caso di condanna, sconti la pena in Italia.
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Mandato di arresto europeo: quando si può negare?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5915/2024, ha confermato l'ordine di consegna alle autorità tedesche di un cittadino straniero, oggetto di un mandato di arresto europeo per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La Corte ha ritenuto che, nonostante la presenza di legami familiari in Italia, l'assenza di un permesso di soggiorno valido e di una fissa dimora impedisse di considerare il soggetto sufficientemente radicato sul territorio nazionale da poter negare o condizionare la consegna.
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Doppia punibilità: guida senza patente e EAW
La Corte di Cassazione analizza il principio di doppia punibilità in un caso di Mandato di Arresto Europeo per guida senza patente. La Corte ha stabilito che la consegna può avvenire solo per il secondo episodio, commesso in recidiva nel biennio, poiché solo in questo caso il fatto costituisce reato anche in Italia. Per il primo episodio, essendo un mero illecito amministrativo secondo la legge italiana, la consegna è stata annullata per mancanza del requisito della doppia punibilità.
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Mandato di Arresto Europeo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4863/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un mandato di arresto europeo emesso dall'autorità giudiziaria italiana. La Corte ha ribadito un principio consolidato: eventuali vizi del mandato, inclusa la violazione del principio di specialità, non possono essere fatti valere davanti al giudice italiano, ma esclusivamente dinanzi all'autorità giudiziaria dello Stato estero richiesto dell'esecuzione.
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Mandato d’arresto europeo e processo in absentia
La Corte di Cassazione conferma la legittimità della consegna di una cittadina rumena alla Germania in esecuzione di un mandato d'arresto europeo per una condanna emessa in absentia. La Corte ha ritenuto che la conoscenza del procedimento da parte della condannata fosse sufficientemente provata dalla sua partecipazione alla successiva fase di esecuzione della pena, superando così le garanzie richieste per i processi celebrati in assenza dell'imputato.
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Riconoscimento sentenza straniera: no senza consenso
La Corte di Cassazione annulla una decisione che riconosceva una sentenza penale rumena per l'esecuzione in Italia. La sentenza sottolinea che il riconoscimento sentenza straniera all'interno dell'UE non può essere unilaterale ma richiede il consenso esplicito dello Stato di emissione, come stabilito da una recente pronuncia della Corte di Giustizia Europea. La mancanza di tale consenso rende illegittimo il procedimento di esecuzione della pena in Italia.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il rigetto di un'istanza di sostituzione della misura cautelare. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, poiché, nelle more del giudizio, l'imputato ha ottenuto una misura meno afflittiva, rendendo di fatto inutile la prosecuzione del ricorso.
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Mandato di Arresto Europeo: limiti dell’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto arrestato in Germania in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo emesso dall'Italia per riciclaggio. La Corte ha stabilito che le eventuali irregolarità procedurali avvenute durante l'esecuzione del mandato nel paese estero non possono essere contestate davanti al giudice italiano, ma solo a quello del luogo di arresto. Ha inoltre confermato la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari, rigettando la tesi difensiva di un ruolo marginale del ricorrente.
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Mandato Arresto Europeo: i limiti del giudice italiano
Un soggetto si opponeva alla consegna all'Austria in base a un mandato di arresto europeo, sollevando dubbi di costituzionalità sulla mancanza di valutazione della colpevolezza da parte del giudice italiano. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la procedura del mandato di arresto europeo si fonda sulla fiducia e sul mutuo riconoscimento tra Stati UE, limitando il controllo del giudice nazionale ai soli motivi previsti dalla legge.
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Arresti domiciliari estero: no esecuzione nell’UE
Un cittadino spagnolo ha richiesto di scontare gli arresti domiciliari nel suo paese di residenza. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che la misura degli arresti domiciliari non può essere eseguita all'estero secondo la normativa sul reciproco riconoscimento (D.Lgs. 36/2016), poiché questa si applica solo a misure non detentive. Gli arresti domiciliari, essendo equiparati alla custodia in carcere, richiedono la diversa procedura del mandato di arresto europeo. La decisione chiarisce il confine tra le due discipline.
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Rescissione del giudicato: quando inizia il termine?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva la rescissione del giudicato, sostenendo che il termine di 30 giorni per la richiesta decorresse dalla sua consegna alle autorità italiane. La Corte ha stabilito che, ai fini della rescissione del giudicato, il termine decorre dal momento in cui si ha "conoscenza del procedimento" e non necessariamente della sentenza finale. La notifica del mandato di arresto europeo, contenente informazioni sufficienti sul processo e sui diritti di difesa, è stata ritenuta idonea a far scattare tale termine, rendendo tardiva l'istanza successiva.
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Mandato di arresto europeo: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino rumeno contro la sua consegna alle autorità del suo paese, richiesta tramite un mandato di arresto europeo. La sentenza chiarisce i presupposti per la consegna, soffermandosi sul principio della doppia punibilità e sulla valutazione dei legami del ricercato con il territorio italiano, ritenuti in questo caso non sufficienti a bloccare la procedura.
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Mandato di arresto europeo: i requisiti di validità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cittadina polacca contro la consegna richiesta dalla Polonia per reati di truffa. La sentenza chiarisce che, a seguito delle recenti riforme, il mandato di arresto europeo è valido se contiene una descrizione sufficientemente dettagliata dei fatti, senza la necessità di allegare ulteriori fonti di prova. Errori materiali marginali nella sentenza di merito non inficiano la decisione se la sostanza del provvedimento è corretta.
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Mandato di Arresto Europeo: Limiti e Inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante un Mandato di Arresto Europeo. Il ricorrente lamentava un errore materiale nell'ordinanza di consegna temporanea, che a suo dire violava il diritto di difesa. La Corte ha ritenuto il ricorso un tentativo di ottenere un quarto grado di giudizio, poiché la questione era già stata decisa con un provvedimento divenuto definitivo e la corte italiana non poteva estendere la durata della consegna oltre i limiti richiesti dallo stato emittente.
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Mandato di arresto europeo: stop se altro Stato riconosce
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che disponeva la consegna di un individuo ai Paesi Bassi in esecuzione di un mandato di arresto europeo. La decisione si fonda sul fatto, emerso successivamente, che la Germania aveva riconosciuto la stessa sentenza di condanna, sollevando dubbi sul persistente interesse dello Stato emittente alla consegna. La Corte ha rinviato il caso per verificare la portata del riconoscimento tedesco e l'effettivo interesse olandese.
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Rifiuto consegna: residenza e nuovi criteri legali
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello che concedeva la consegna di un cittadino richiesto dalla Francia. Il motivo è la mancata applicazione dei nuovi e specifici criteri legali per la valutazione della residenza effettiva sul territorio italiano, elemento chiave per il rifiuto consegna mandato arresto europeo. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione conforme alla normativa aggiornata.
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Notifica sentenza mandato arresto: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la sua consegna alle autorità tedesche. Il motivo del ricorso era una presunta irregolarità nella notifica della sentenza, ma la Corte ha chiarito che, nel caso di mandato d'arresto europeo, la lettura del provvedimento in udienza equivale a notifica per tutte le parti, rendendo il ricorso tardivo e quindi inammissibile.
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