LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Mandato Con Rappresentanza

21 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un contratto con cui una parte (mandatario) si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto di un'altra (mandante), con il potere di agire in nome di quest'ultima. Gli effetti giuridici degli atti compiuti si producono direttamente in capo al mandante.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accesso agli atti per copia privata: decide il giudice ordinario
Una società cooperativa di artisti chiedeva l'accesso agli atti per copia privata a un ente mandatario e alla società mandataria di gestione del diritto d'autore per verificare i criteri di ripartizione dei compensi economici. Di fronte al rifiuto, la cooperativa ricorreva al Tribunale Amministrativo Regionale. L'ente incaricato della riscossione sollevava regolamento preventivo di giurisdizione dinanzi alla Corte di Cassazione, sostenendo la natura privatistica dell'attività svolta e la competenza del tribunale ordinario. Le Sezioni Unite hanno accolto il ricorso, stabilendo che tutte le controversie sulla gestione dei diritti d'autore e sui relativi documenti appartengono al giudice ordinario civile e non alla giustizia amministrativa.
Continua »
Onere della prova del pagamento: viaggi fruiti e rimborsi negati
Un'agenzia di viaggi ha fornito per anni servizi turistici e biglietti a un cliente, anticipando le spese per oltre ventiquattromila euro senza ricevere i rimborsi concordati. Il cliente sosteneva che i versamenti dovessero considerarsi avvenuti tramite POS virtuale o gestiti dall'istituto bancario. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del cliente al pagamento integrale del debito. I giudici hanno chiarito che l'onere della prova del pagamento spetta interamente al debitore. Chi riceve prestazioni contrattuali deve dimostrare l'effettivo addebito sul proprio conto bancario per provare l'estinzione del debito. Non basta evidenziare l'assenza di movimenti sui conti del fornitore per contestare il credito.
Continua »
Associazione temporanea di imprese: stop al doppio pagamento
Un Ente Pubblico si oppone al pagamento richiesto da un'Associazione temporanea di imprese per lavori idrici. L'Ente Pubblico sostiene di aver già versato una parte della somma a un creditore di una delle aziende associate, in seguito a un pignoramento presso terzi. La Corte d'Appello nega lo scomputo, ritenendo l'associazione un soggetto distinto dalle singole imprese. La Cassazione accoglie il ricorso dell'Ente Pubblico: l'Associazione temporanea di imprese non costituisce un nuovo soggetto giuridico autonomo. Di conseguenza, le quote di spettanza delle singole imprese sono identificabili e il pagamento effettuato al creditore della singola azienda associata deve essere sottratto dal debito complessivo dell'Ente Pubblico, per evitare un ingiusto doppio pagamento.
Continua »
Spendita del nome: paga il padre anche senza firma scritta
Un padre si oppone al decreto ingiuntivo per il pagamento di mobili ordinati dalla figlia per la propria abitazione, sostenendo di non aver mai autorizzato l'acquisto. La Corte d'Appello conferma l'obbligo di pagamento, ritenendo che la figlia abbia agito come rappresentante del padre. La Cassazione rigetta il ricorso del genitore, stabilendo che la spendita del nome del rappresentato può avvenire anche in modo tacito, attraverso un comportamento concludente e univoco idoneo a generare affidamento nel venditore. La valutazione di tale comportamento spetta esclusivamente al giudice di merito. Di conseguenza, il padre è tenuto a saldare il debito.
Continua »
Mandato senza rappresentanza: quando il riaddebito paga l’IVA
Il Fisco ha contestato a un Consorzio l'omesso versamento dell'IVA su alcune fatture riaddebitate ai consorziati, ritenendo che l'ente avesse operato tramite un mandato senza rappresentanza. Il Consorzio sosteneva invece che si trattasse di semplici rimborsi spese esclusi dalla base imponibile IVA. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che per verificare la presenza di un mandato senza rappresentanza o con rappresentanza non basta analizzare un singolo contratto preliminare. Il giudice deve esaminare prioritariamente lo statuto e l'atto costitutivo del consorzio, oltre al comportamento complessivo delle parti. La sentenza impugnata è stata quindi annullata con rinvio.
Continua »
Domanda di restituzione in appello: vince chi ha pagato di più
Una società acquirente comprava un macchinario industriale tramite un intermediario estero. Il produttore italiano emetteva fattura e otteneva un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo. L'acquirente pagava l'intera somma precettata per evitare l'esecuzione, ma si opponeva in giudizio. La Corte d'Appello riduceva l'importo dovuto dall'acquirente, riconoscendo una parziale compensazione, ma ometteva di ordinare la restituzione della somma pagata in eccedenza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'acquirente, stabilendo che il giudice d'appello ha l'obbligo di decidere sulla specifica domanda di restituzione in appello formulata dalla parte che ha pagato più del dovuto in forza della provvisoria esecutività della sentenza di primo grado. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Esclusione IVA rimborsi spese: fisco sconfitto in Cassazione
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una Società di Servizi il trattamento fiscale dei rimborsi per premi assicurativi anticipati per conto dei propri clienti. L'ufficio riteneva che tali somme fossero esenti da imposta, riducendo così la detrazione IVA della società. La Corte di Cassazione ha invece confermato l'esclusione IVA rimborsi spese per le somme anticipate in forza di un mandato con rappresentanza. I giudici hanno chiarito che l'anticipazione dei premi, effettuata in nome e per conto dei clienti, costituisce una mera partita di giro e non un servizio assicurativo o di intermediazione. Di conseguenza, tali rimborsi non fanno parte della base imponibile e non scontano l'imposta, garantendo la piena legittimità del comportamento della società.
Continua »
Responsabilità solidale nei contratti di rete: paga la capofila
Un'azienda capofila di un'associazione di imprese riceveva un finanziamento pubblico regionale per un progetto di inserimento lavorativo. In seguito a controlli, la Regione revocava parte dei fondi ordinando alla capofila la restituzione dell'intera somma non dovuta. L'azienda si opponeva, sostenendo di essere responsabile solo per la propria quota e non per quella degli altri partner. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la Responsabilità solidale nei contratti di rete. Essendo l'unica interlocutrice ufficiale con la Pubblica Amministrazione in forza di un mandato con rappresentanza, la capofila deve restituire l'intero importo richiesto. Resta salvo il suo diritto di rivalersi successivamente sulle altre imprese partner per recuperare le loro quote di debito.
Continua »
Debiti individuali: no alla legittimazione processuale dell’amministratore
Una società di gestione ha citato in giudizio un condominio per ottenere il pagamento di spese di comprensorio e consumi idrici, obbligazioni contrattualmente a carico dei singoli proprietari. La Corte di Cassazione ha stabilito che la legittimazione processuale dell'amministratore è strettamente limitata agli interessi comuni. L'amministratore non può essere convenuto in giudizio per debiti esclusivi dei singoli condòmini, a meno che non abbia ricevuto da loro un apposito mandato scritto. Un mandato basato su comportamenti concludenti (facta concludentia) non è sufficiente a conferire la rappresentanza in un processo. La Corte ha quindi annullato la precedente condanna contro il condominio.
Continua »
Approvazione tacita del rendiconto: il silenzio non salva l’agente
Un professionista, incaricato di vendere un immobile per conto di una società, incassa le somme ma non le riversa interamente, sostenendo di aver pagato dei creditori su istruzioni via fax. Anni dopo, la società fallisce e la Curatela gli chiede la restituzione del denaro. Il professionista si difende invocando l'approvazione tacita del rendiconto, dato il lungo silenzio della società. La Cassazione, però, gli dà torto: il silenzio non equivale ad approvazione del rendiconto. Inoltre, i fax non hanno 'data certa' e non sono una prova valida contro il fallimento. Il professionista perde la causa e deve restituire le somme.
Continua »
Decorrenza Prescrizione: Danno Ereditario Percepibile da Subito
Una donna cita in giudizio il suo ex procuratore per una presunta valutazione errata dei beni in una divisione ereditaria avvenuta molti anni prima. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che il diritto al risarcimento era prescritto. Il principio chiave riguarda la decorrenza della prescrizione: essa non parte da quando il presunto danneggiato si accorge del danno, ma dal momento in cui avrebbe potuto accorgersene usando l'ordinaria diligenza. In questo caso, la presenza di un conguaglio nell'atto di divisione rendeva il presunto danno immediatamente percepibile, facendo partire il termine decennale da quel giorno. La richiesta, avanzata dopo oltre dieci anni, è stata quindi dichiarata tardiva.
Continua »
IVA commissioni di delega: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una compagnia assicuratrice confermando la legittimità del recupero dell'IVA commissioni di delega. Il caso riguarda la distinzione tra l'esenzione IVA per i premi assicurativi e l'imponibilità dei compensi per la gestione della delega tra coassicuratori, qualificati come prestazioni di servizi derivanti da un mandato con rappresentanza.
Continua »
Indennità di esproprio: chi deve pagare il debito?
La Corte di Cassazione chiarisce che l'obbligo di corrispondere l'indennità di esproprio spetta esclusivamente all'ente beneficiario e promotore dell'opera, non al soggetto delegato che agisce in suo nome. Nel caso in esame, un Comune era stato condannato in solido con una Regione per il pagamento di indennità legate alla costruzione di un ospedale, ma la Suprema Corte ha ribaltato la decisione.
Continua »
Rapporti interni ATI: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui rapporti interni ATI, stabilendo che l'accettazione del conto finale da parte della società capogruppo vincola anche la società mandante, specialmente in assenza di accordi interni diversi. La Corte ha inoltre chiarito che gli interessi di mora previsti dal D.Lgs. 231/2002 non si applicano automaticamente al rapporto di mandato tra le imprese associate, dovendosi applicare gli interessi legali.
Continua »
Concessione traslativa: chi paga l’indennità?
Un ente pubblico per la gestione stradale ha delegato le procedure di esproprio a un appaltatore per lavori autostradali. Quando l'appaltatore ha concordato un'indennità con i proprietari terrieri ma l'ente ha rifiutato il pagamento, è nata una controversia. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità dell'ente pubblico, chiarendo che una semplice delega di compiti non costituisce una "concessione traslativa" a meno che una legge specifica non trasferisca la piena responsabilità all'appaltatore. Quest'ultimo ha agito come mero rappresentante, rendendo l'ente pubblico direttamente responsabile del pagamento.
Continua »
Alternatività IVA/registro e mandato: la Cassazione
La Corte di Cassazione, analizzando il principio di alternatività IVA/registro, ha stabilito che per un decreto ingiuntivo relativo alla mancata restituzione di somme incassate da un'impresa mandataria in una ATI, è cruciale determinare la natura del mandato (con o senza rappresentanza). Se il mandato è con rappresentanza, l'obbligo di restituzione non è soggetto a IVA e l'imposta di registro è proporzionale. La Corte ha cassato la decisione precedente che non aveva svolto tale accertamento.
Continua »
Compenso professionale avvocato: chi paga il conto?
La Corte di Cassazione chiarisce che il soggetto obbligato a corrispondere il compenso professionale avvocato è colui che conferisce direttamente l'incarico, anche se agisce come mandatario con rappresentanza per un'altra entità. In questo caso, una società di gestione crediti che aveva nominato un legale per sostenere la posizione di una banca è stata condannata a pagare le parcelle, poiché è stata identificata come il cliente diretto del professionista. La Corte ha inoltre rettificato l'importo del compenso e il tasso di interesse applicabile, accogliendo le richieste del legale.
Continua »
Prova testimoniale acquisto: chi paga se ritira un terzo?
Un professionista si opponeva al pagamento di materiali edili, sostenendo di non averli mai ordinati e che fossero stati ritirati da un idraulico a sua insaputa. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha rigettato il ricorso basandosi sulla prova testimoniale. È stato accertato che il professionista aveva ordinato personalmente la merce per telefono, incaricando l'idraulico solo del ritiro materiale. La Corte ha stabilito che la valutazione dell'attendibilità dei testimoni spetta al giudice di merito e che l'ordine personale crea l'obbligo di pagamento, a prescindere da chi esegua il ritiro.
Continua »
Responsabilità del lavoratore per atti dell’avvocato
Una cooperativa sociale ha sanzionato e trasferito alcuni dipendenti dopo che i loro avvocati avevano diffuso alla stampa una querela contro l'azienda. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità delle sanzioni, stabilendo che il datore di lavoro non era riuscito a provare che i dipendenti avessero specificamente autorizzato i loro legali a diffondere la querela ai media. L'onere della prova per la responsabilità del lavoratore ricade sul datore di lavoro.
Continua »
Responsabilità solidale ATI: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione esamina il caso di un architetto, membro di un'Associazione Temporanea di Imprese (ATI), ritenuto responsabile per l'inadempimento della società capogruppo in un appalto pubblico. L'ordinanza conferma la vigenza della responsabilità solidale tra i membri dell'ATI e chiarisce che un bene in un fondo patrimoniale può essere pignorato per debiti professionali se il debitore non prova la loro estraneità ai bisogni familiari. La Corte rigetta il ricorso del professionista, consolidando principi chiave in materia di appalti e tutele patrimoniali.
Continua »