Un uomo, accusato di frode assicurativa per due finti incidenti stradali avvenuti nel 2015, ha impugnato la condanna in Cassazione. La difesa ha dimostrato che l'imputato si trovava in carcere durante il periodo dei fatti, rendendo impossibile il conferimento del mandato ai legali, le cui firme sui documenti erano palesemente false. La Suprema Corte ha ritenuto fondati i motivi di ricorso, evidenziando l'illogicità della sentenza d'appello. Tuttavia, a causa del tempo trascorso, il primo reato del giugno 2015 è stato dichiarato estinto per prescrizione, portando all'annullamento senza rinvio. Per il secondo episodio del dicembre 2015, la Corte ha annullato la sentenza con rinvio alla Corte d'appello di Venezia per un nuovo esame dei fatti.
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