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art. 1, comma 5 del d.l. 193 del 2016

13 provvedimenti

Rappresentanza Agenzia Entrate e avvocati esterni
Una contribuente contesta un fermo amministrativo per un bollo auto non pagato, sollevando dubbi sulla Rappresentanza Agenzia Entrate in giudizio, sulla prescrizione del debito e sul principio del 'ne bis in idem'. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'Agenzia può legittimamente avvalersi di avvocati esterni e che, nel caso specifico, il credito non era prescritto.
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Patrocinio Avvocatura dello Stato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il controricorso dell'Agenzia delle Entrate Riscossione perché rappresentata da un avvocato del libero foro senza la necessaria delibera motivata, ribadendo la regola del patrocinio Avvocatura dello Stato per l'ente nei giudizi di legittimità. La Corte ha inoltre accolto le doglianze del contribuente relative alla prescrizione di alcune cartelle e all'omessa pronuncia sulla cancellazione dell'ipoteca, cassando la sentenza impugnata e rinviando il caso al giudice di secondo grado.
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Procura speciale Agente Riscossione: Cassazione 2024
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società relativo a un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARSU). La decisione, tuttavia, è di grande interesse perché dichiara inammissibile il controricorso dell'ente di riscossione. Il punto centrale è l'invalidità della procura speciale dell'Agente Riscossione conferita ad avvocati del libero foro per il giudizio in Cassazione, in assenza di una specifica delibera motivata che giustifichi la deroga alla rappresentanza, di regola affidata all'Avvocatura dello Stato. I motivi di ricorso della società sono stati comunque rigettati per difetto di autosufficienza.
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Patrocinio Agenzia Entrate Riscossione: La Scelta
La Corte di Cassazione ha stabilito che la scelta del patrocinio dell'Agenzia Entrate Riscossione tra Avvocatura dello Stato e avvocati del libero foro è legittima e non necessita di giustificazione in giudizio. La Corte ha annullato la sentenza di merito che aveva dichiarato inammissibile l'appello dell'Agenzia solo perché rappresentata da un difensore privato, ribadendo la piena autonomia difensiva dell'Ente nelle controversie tributarie.
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Impugnazione estratto di ruolo: l’onere della prova
Una società contesta un estratto di ruolo per vecchi contributi previdenziali. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo un principio chiave: per una valida impugnazione estratto di ruolo, non basta l'iscrizione del debito, ma il debitore deve specificamente allegare e provare un pregiudizio concreto, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. La mancata allegazione di tale danno nelle fasi di merito rende l'azione inammissibile.
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Notifica diretta cartella: quando è valida?
Una società ha impugnato una cartella di pagamento per IRAP, contestando la validità della notifica e l'esistenza del debito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica diretta a mezzo posta da parte dell'Agente della Riscossione è valida. Ha inoltre chiarito che, se il debito deriva da una dichiarazione fiscale, spetta al contribuente dimostrare che tale dichiarazione non conteneva somme a debito. È stata però rilevata l'invalidità della difesa dell'ente, che aveva nominato un avvocato del libero foro senza adeguata giustificazione.
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Difesa in giudizio Agenzia Entrate: Cassazione
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento, contestando la nullità degli atti perché firmati da un dipendente dell'ente di riscossione non assunto con concorso pubblico e l'invalidità della rappresentanza legale affidata a un avvocato esterno. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. La decisione conferma la legittimità della **difesa in giudizio Agenzia Entrate** tramite avvocati del libero foro, in base a una giurisprudenza consolidata, e ha dichiarato inammissibili le censure relative allo status del dipendente per genericità e irrilevanza nel caso specifico.
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Rinuncia alla procura: l’appello non è a rischio
La Corte di Cassazione ha stabilito che la rinuncia alla procura da parte del difensore dell'appellato non può causare l'inammissibilità dell'appello. In base al principio di 'perpetuatio dell'ufficio', il difensore rinunciante mantiene i suoi poteri e doveri processuali fino alla sua effettiva sostituzione, garantendo così la continuità della difesa e la validità degli atti processuali. La Suprema Corte ha annullato la decisione del giudice di merito che aveva erroneamente dichiarato inammissibile l'appello dell'Agente di Riscossione per un vizio di rappresentanza della controparte.
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Patrocinio ADER: quando il ricorso è inammissibile
L'Ente della Riscossione ha proposto ricorso in Cassazione contro una decisione favorevole a un contribuente, avvalendosi di un avvocato del libero foro. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che il patrocinio ADER è di regola affidato all'Avvocatura dello Stato. L'uso di un legale privato è un'eccezione che richiede una specifica e motivata delibera dell'ente, la cui assenza determina la nullità del mandato difensivo.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
Un contribuente ha impugnato delle cartelle di pagamento di cui è venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. L'impugnazione estratto di ruolo, o meglio della cartella sottostante, è ora permessa solo se il contribuente prova un pregiudizio concreto e attuale, che in questo caso mancava.
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Notifica cartella esattoriale: quando è valida?
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento, sostenendo l'invalidità della notifica per vizi formali e l'utilizzo di un agente non autorizzato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che anche una notifica cartella esattoriale viziata è considerata valida se il contribuente dimostra di averne avuto conoscenza presentando un tempestivo ricorso. Questo principio, noto come "sanatoria per raggiungimento dello scopo", sana la nullità procedurale, rendendo irrilevanti le altre eccezioni del contribuente sulla prova della notifica. La Corte ha confermato che solo una notifica completamente inesistente è insanabile.
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Prescrizione crediti IVA: la Cassazione conferma 10 anni
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per IVA, sostenendo l'applicazione della prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che per la prescrizione crediti IVA, così come per IRPEF e IRAP, si applica il termine ordinario di dieci anni. La Corte ha chiarito che l'obbligazione tributaria per queste imposte è autonoma per ogni periodo d'imposta e non rientra tra i pagamenti periodici con prescrizione breve.
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Avvocato libero foro: legittima la difesa dell’Agenzia
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate-Riscossione può legittimamente farsi rappresentare in giudizio da un avvocato del libero foro, senza necessità di specifiche delibere. La sentenza di merito che aveva annullato delle cartelle esattoriali per questo motivo è stata cassata. La Corte ha anche chiarito le regole per la notifica a mezzo posta, specificando quando non è necessaria la raccomandata informativa.
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