Un'impresa artigiana propone l'acquisto di un escavatore tramite un contratto di leasing finanziario. Alla consegna del mezzo, l'utilizzatore rifiuta di firmare il verbale di collaudo lamentando gravi vizi di funzionamento. Sorge una complessa controversia legale tra l'utilizzatore, il fornitore e la società di leasing per stabilire chi debba rispondere dei difetti e se il contratto sia mai divenuto efficace. Dopo i primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione, rilevando l'estrema complessità giuridica della vicenda e la necessità di qualificare correttamente i rapporti contrattuali collegati, decide di non emettere una sentenza definitiva in camera di consiglio. Con un'ordinanza interlocutoria, la Corte rimette la causa alla pubblica udienza per consentire un approfondito dibattito orale tra le parti.
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