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Lista Falciani

32 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un elenco di dati sottratti da un ex dipendente di una banca svizzera, contenente nomi di presunti evasori fiscali. Nonostante l'origine illecita, la giurisprudenza ne ammette l'uso come indizio negli accertamenti fiscali.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accertamento Fiscale Lista Falciani: Cassazione Convalida la Prova Unica
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di accertamento fiscale IRPEF basato sui dati della cosiddetta "Lista Falciani". Un Contribuente aveva ricevuto un avviso di accertamento per maggiori imposte, nonostante avesse aderito a uno "scudo fiscale". L'Agenzia delle Entrate aveva contestato la parzialità della sua dichiarazione di emersione. La Cassazione ha confermato la legittimità dell'uso della "Lista Falciani" come prova indiziaria forte (presunzione semplice) per l'accertamento fiscale, anche se unica, purché grave e precisa. La Corte ha rigettato il ricorso del Contribuente, confermando l'accertamento.
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Lista Falciani: la Cassazione conferma l’accertamento fiscale sui capitali esteri
Un Contribuente ha impugnato un Accertamento fiscale Lista Falciani per IRPEF, basato su dati bancari svizzeri. Ha sostenuto l'inutilizzabilità della scheda e la copertura di un precedente scudo fiscale. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'uso della Lista Falciani come prova indiziaria grave, precisa e concordante. Ha ribadito che la presunzione legale di evasione per capitali esteri non è retroattiva, ma i dati della lista restano utilizzabili come indizi. Lo scudo fiscale non impedisce accertamenti su fondi non dichiarati se il Contribuente non giustifica le discrepanze. Il ricorso è stato respinto.
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Redditi non Dichiarati all’Estero: La Cassazione Unisce i Ricorsi
Un Contribuente si è trovato a dover affrontare l'accertamento di **redditi non dichiarati all'estero**, scoperti grazie ai dati della cosiddetta "lista Falciani". L'Agenzia delle Entrate aveva recuperato oltre due milioni di euro, relativi a fondi depositati in una banca svizzera e non indicati nel Quadro RW. Dopo un primo accoglimento, la Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione all'Agenzia. La Corte di Cassazione aveva poi confermato la legittimità dell'accertamento. Il Contribuente ha proposto un ricorso per revocazione. La Corte, con ordinanza interlocutoria, ha deciso di rinviare la causa alla Sezione ordinaria per trattarla insieme a un ricorso simile presentato dalla coniuge del Contribuente.
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Accertamento tributario lista Falciani: dati illeciti ma validi
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento per il recupero di imposte non dichiarate relative a capitali detenuti in Svizzera. I dati provenivano dalla celebre documentazione bancaria sottratta all'estero. Le contribuenti hanno contestato la validità dell'atto, sostenendo l'inutilizzabilità delle informazioni acquisite in modo illecito e la violazione del diritto di difesa. Una delle due contribuenti ha estinto la propria posizione aderendo alla pace fiscale, mentre il giudizio è proseguito per l'altra. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della pretesa fiscale, stabilendo la piena validità dell'accertamento tributario lista Falciani. Nel processo tributario, infatti, le prove atipiche e gli elementi indiziari acquisiti tramite cooperazione internazionale sono utilizzabili anche se originati da violazioni del segreto bancario, spettando al contribuente l'onere di smentire le risultanze emerse.
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Accertamento fiscale lista Falciani: Scudo non copre l’occulto
Un Contribuente ha impugnato un accertamento IRPEF basato sui dati della "lista Falciani", riguardanti disponibilità finanziarie estere non dichiarate. Il Contribuente aveva aderito allo "scudo fiscale" per alcune somme. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito la piena legittimità dell'utilizzo dei dati della "lista Falciani" per l'accertamento fiscale, anche se acquisiti tramite canali di collaborazione internazionale o con modalità irregolari, purché non violino diritti fondamentali. Lo "scudo fiscale" copre solo le somme palesate, non precludendo l'accertamento di ulteriori disponibilità occulte.
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Lista Falciani: Quando i Conti Esteri Non Dichiarati Costano Caro
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Contribuente che contestava un accertamento IRPEF per il 2007. L'accertamento si basava su dati provenienti dalla cosiddetta Lista Falciani, un elenco di clienti con conti bancari esteri non dichiarati. Il Contribuente sosteneva l'inutilizzabilità di tali dati e l'efficacia di un precedente scudo fiscale. La Suprema Corte ha ribadito la piena utilizzabilità dei dati della Lista Falciani come prova indiziaria (presunzione semplice) per accertare redditi non dichiarati, anche se acquisiti in modo irregolare, purché gravi e precisi. Ha inoltre chiarito che lo scudo fiscale copre solo le somme dichiarate, non quelle rimaste occulte. La Corte ha rigettato il ricorso del Contribuente, confermando l'accertamento fiscale.
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Lista Falciani: La Cassazione conferma l’Accertamento fiscale sui capitali esteri
Un Contribuente ha impugnato le sanzioni fiscali relative a capitali non dichiarati all'estero, scoperte grazie alla cosiddetta lista Falciani. L'accertamento fiscale si basava su informazioni ottenute tramite cooperazione internazionale. Il Contribuente contestava la validità e l'utilizzabilità della scheda Falciani, sostenendo la mancanza di prove e l'inversione dell'onere della prova. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena utilizzabilità della lista Falciani come elemento indiziario grave, preciso e concordante per l'accertamento fiscale, anche se acquisita con modalità irrituali, purché non violi diritti fondamentali. Il Contribuente non ha fornito prove sufficienti a confutare l'accertamento.
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Lista Falciani: i conti segreti svizzeri cedono al fisco
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento per gli anni 2006 e 2007 nei confronti di una contribuente, contestando l'omessa dichiarazione di capitali detenuti in Svizzera e la mancata compilazione del quadro RW. Gli accertamenti si basavano sui dati della cosiddetta Lista Falciani, trasmessi dalle autorità francesi. La contribuente ha impugnato gli atti, sostenendo l'inutilizzabilità di tali dati e l'illegittima applicazione retroattiva delle presunzioni legali sui paradisi fiscali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente. I giudici hanno stabilito che, anche senza applicare retroattivamente la presunzione legale, i dati della Lista Falciani costituiscono una presunzione semplice grave e precisa, idonea a fondare l'accertamento fiscale. Di conseguenza, la contribuente perde la causa e deve pagare le spese di giudizio.
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Accertamento tributario: validi i dati rubati all’estero
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un accertamento tributario nei confronti de Il Contribuente, contestando la mancata dichiarazione di capitali detenuti in Svizzera nel 2006. I dati provenivano da una scheda cliente trasmessa dalle autorità francesi tramite canali di collaborazione internazionale (collegata alla nota lista Falciani). Il Contribuente ha impugnato l'atto sostenendo l'inutilizzabilità della documentazione perché anonima e acquisita illecitamente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che nel processo tributario sono pienamente utilizzabili i dati bancari trasmessi da autorità estere, anche se originariamente sottratti in violazione della riservatezza bancaria, purché non vengano violati diritti costituzionali fondamentali come l'inviolabilità del domicilio. Il Contribuente perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Utilizzabilità Lista Falciani: prova valida ma il Fisco perde
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di accertamento fiscale basato su dati provenienti dalla nota lista di correntisti svizzeri. La sentenza conferma il principio della piena utilizzabilità Lista Falciani come valido indizio, anche da solo, per contestare l'omessa dichiarazione di capitali all'estero. Tuttavia, i giudici hanno annullato la decisione precedente per un vizio procedurale: l'omessa pronuncia. Il giudice di merito, infatti, non aveva risposto alla specifica obiezione del contribuente, secondo cui un documento del febbraio 2007 non poteva provare la detenzione dei fondi anche per gli anni 2008 e 2009. La Corte ha quindi rinviato il caso per un nuovo esame su questo punto specifico, dando parzialmente ragione al contribuente.
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Valore probatorio Lista Falciani: Fisco vince con dati illeciti
Una contribuente riceve una sanzione dall'Agenzia delle Entrate per non aver dichiarato capitali detenuti in Svizzera, individuati grazie alla 'Lista Falciani'. La contribuente vince nei gradi di merito, sostenendo l'insufficienza della prova. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo l'elevato valore probatorio della Lista Falciani. Secondo la Corte, i dati della lista costituiscono un indizio grave, preciso e concordante, sufficiente a fondare un accertamento fiscale. La presunzione di evasione sposta sul contribuente l'onere di dimostrare la legittimità dei fondi o la sua estraneità ai fatti. La causa viene quindi rinviata a un nuovo giudice che dovrà seguire questo principio.
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Accertamento da Lista Falciani: la Cassazione dà ragione al Fisco
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un avviso di accertamento fiscale basato sui dati della cosiddetta 'Lista Falciani'. Una contribuente si era vista contestare la detenzione di ingenti somme non dichiarate in un Paese a fiscalità privilegiata. La Corte ha stabilito che un Accertamento da Lista Falciani è legittimo, poiché i dati in essa contenuti, pur non essendo una prova piena, costituiscono un indizio grave, preciso e concordante. Questo indizio fonda una presunzione semplice di evasione, spostando sul contribuente l'onere di dimostrare il contrario con prove specifiche. La contribuente non è riuscita a fornire tale prova, perdendo così il ricorso e vedendo confermata la pretesa del Fisco. La Corte ha anche escluso la violazione del divieto di doppia imposizione.
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Utilizzabilità Lista Falciani: Prova illecita ma valida per il Fisco
La Corte di Cassazione ha confermato la piena utilizzabilità della lista Falciani come elemento indiziario per un accertamento fiscale. Un contribuente era stato sanzionato per aver omesso di dichiarare capitali detenuti in Svizzera. Nonostante le contestazioni del contribuente su presunti errori nei dati e sull'origine illecita della lista, i giudici hanno stabilito che essa costituisce un indizio grave e preciso. Questo singolo elemento è sufficiente a fondare la pretesa del Fisco, spostando sul contribuente l'onere di fornire una prova contraria convincente, cosa che nel caso di specie non è avvenuta. L'Agenzia delle Entrate ha quindi vinto la causa.
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Lista Falciani: Fisco e Contribuente, accordo per la sospensione
A seguito di accertamenti basati sulla 'Lista Falciani', l'Amministrazione Finanziaria contestava a un contribuente la detenzione di capitali all'estero non dichiarati. Il contribuente, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. In questa sede, ha richiesto la sospensione del giudizio tributario in base a una nuova legge (L. 197/2022). L'Amministrazione Finanziaria ha aderito alla richiesta. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità della domanda e l'accordo tra le parti, ha accolto l'istanza, sospendendo il processo e rinviando la causa. La decisione non definisce chi ha ragione nel merito, ma congela temporaneamente la lite.
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Utilizzabilità Lista Falciani: Accertamento milionario rinviato
Una contribuente riceve un avviso di accertamento per oltre 2,7 milioni di euro, basato su dati bancari emersi dalla famosa 'lista Falciani'. Dopo aver perso il ricorso in Cassazione, tenta la via della revocazione. La Corte Suprema, con questa ordinanza, non entra nel merito della questione sulla utilizzabilità lista Falciani. Decide invece di sospendere il giudizio e rinviarlo per trattarlo insieme a un ricorso identico presentato dal coniuge, cointestatario del conto. La decisione finale è quindi solo rimandata.
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Lista Falciani: validità prove e capitali all’estero
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un accertamento fiscale basato sulla Lista Falciani nei confronti di un contribuente che deteneva capitali in Svizzera. Nonostante il ricorrente sostenesse di essere un mero mandatario (attorney) di società estere, la Corte ha valorizzato il suo potere di firma individuale sui conti. La decisione ribadisce che i dati della Lista Falciani sono pienamente utilizzabili se acquisiti tramite cooperazione internazionale, e che la disponibilità di fatto delle somme fa scattare la presunzione di titolarità effettiva dei redditi non dichiarati.
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Lista Falciani: validità accertamenti conti esteri
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità degli accertamenti fiscali emessi nei confronti di una contribuente basati sulla Lista Falciani. Il caso riguardava conti correnti in Svizzera non dichiarati per gli anni 2005, 2006 e 2007. La Corte ha stabilito che, sebbene la presunzione legale di evasione introdotta nel 2009 non sia retroattiva, i dati bancari esteri possono essere utilizzati come presunzioni semplici per provare l'evasione anche per anni precedenti. Inoltre, il raddoppio dei termini di accertamento è stato ritenuto applicabile retroattivamente in quanto norma di natura procedimentale.
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Lista Falciani: prova valida per l’accertamento
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena legittimità dell'utilizzo della cosiddetta 'lista Falciani' ai fini dell'accertamento fiscale. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a un contribuente redditi non dichiarati derivanti da capitali detenuti all'estero, basandosi sui dati provenienti dalla lista. Sebbene la commissione tributaria regionale avesse annullato l'avviso di accertamento, ritenendo i dati un mero indizio insufficiente, la Suprema Corte ha ribaltato la decisione. È stato affermato che le informazioni contenute nella lista Falciani costituiscono una presunzione grave, precisa e concordante, idonea a fondare la pretesa fiscale e a invertire l'onere della prova, ponendolo a carico del contribuente.
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Lista Falciani: prova insufficiente senza nesso diretto
La Corte di Cassazione ha annullato una sanzione fiscale basata sulla "Lista Falciani". Un contribuente aveva contestato che i fondi esteri non fossero suoi, ma di una società terza. La Corte ha stabilito che il giudice di merito non può ignorare tale eccezione e deve accertare l'effettiva riconducibilità dei capitali al contribuente. La semplice menzione del suo nome su una scheda informativa (fiche) non costituisce prova sufficiente, rendendo necessario un nuovo esame del caso.
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Lista Falciani: legittimo l’uso per accertamenti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11805/2024, ha confermato la legittimità dell'utilizzo dei dati provenienti dalla cosiddetta "Lista Falciani" per gli accertamenti fiscali. Nel caso specifico, un contribuente era stato accertato per aver omesso di dichiarare un conto corrente in Svizzera. La Corte ha stabilito che, sebbene acquisite in modo irrituale, tali informazioni costituiscono un valido elemento indiziario. Questo indizio, se grave, preciso e concordante, è sufficiente a fondare una presunzione semplice di evasione, invertendo l'onere della prova a carico del contribuente, che deve dimostrare la liceità delle somme.
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