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Lista Falciani

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32 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Lista Falciani: la Cassazione sulla retroattività
La Corte di Cassazione si è pronunciata sull'utilizzo della Lista Falciani per accertamenti fiscali. L'ordinanza chiarisce che la presunzione legale di evasione, introdotta dall'art. 12 del D.L. 78/2009, non ha efficacia retroattiva e non può applicarsi a periodi d'imposta precedenti al 1° luglio 2009. Tuttavia, la Corte conferma che i dati della lista sono pienamente utilizzabili come elemento indiziario, anche da solo, se grave e preciso, per fondare una pretesa fiscale. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione sulle sanzioni e sugli accertamenti per gli anni con dichiarazione omessa.
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Lista Falciani: prova valida per accertamenti fiscali
Due contribuenti sono stati oggetto di un accertamento fiscale per redditi non dichiarati detenuti all'estero, basato sulle informazioni della "lista Falciani". Dopo aver impugnato l'atto, il caso è giunto in Cassazione. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la lista Falciani costituisce un elemento di prova valido e sufficiente, qualificabile come presunzione grave, precisa e concordante. La sentenza chiarisce che anche dati acquisiti in modo irrituale possono essere utilizzati nel processo tributario, invertendo l'onere della prova a carico del contribuente.
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Lista Falciani: prova sufficiente per l’accertamento
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento basato sulla "Lista Falciani". La sentenza stabilisce che i dati relativi a conti correnti esteri non dichiarati, contenuti nella lista, costituiscono una presunzione semplice, grave e precisa, sufficiente a fondare la pretesa fiscale. Anche se la presunzione legale introdotta nel 2009 non è retroattiva, i principi generali sulle presunzioni consentono all'Agenzia delle Entrate di utilizzare tali elementi, spostando sul contribuente l'onere di provare la legittimità delle somme.
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Lista Falciani: prova sufficiente per l’accertamento
Un contribuente ha ricevuto un avviso di accertamento per redditi non dichiarati, basato su capitali detenuti all'estero e rilevati tramite la cosiddetta 'Lista Falciani'. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente, stabilendo che i dati di tale lista, anche se non coperti da una presunzione legale specifica perché non retroattiva, costituiscono una prova sufficiente basata su presunzioni semplici, gravi, precise e concordanti, legittimando pienamente l'azione dell'Agenzia delle Entrate.
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Lista Falciani come prova: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente contro un avviso di accertamento basato sulla cosiddetta 'lista Falciani'. Sebbene la presunzione legale di evasione introdotta nel 2009 non sia retroattiva, i dati della lista costituiscono una presunzione semplice, grave, precisa e sufficiente da sola a fondare l'accertamento per redditi esteri non dichiarati. La Corte ha confermato la piena utilizzabilità di tale documentazione come prova indiziaria.
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Residenza fiscale e Lista Falciani: Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di accertamento fiscale basato sulla "Lista Falciani". L'Agenzia delle Entrate contestava la residenza fiscale estera di una contribuente. La Corte ha annullato la decisione di merito, stabilendo che la residenza fiscale si determina in base al "centro di interessi vitali" e non solo sulla base di un certificato formale. Ha inoltre confermato la piena utilizzabilità della "Lista Falciani" come prova sufficiente a fondare l'accertamento, invertendo l'onere della prova a carico della contribuente.
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Lista Falciani: Prova sufficiente per l’accertamento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2768/2024, ha stabilito che l'inclusione di un contribuente nella "lista Falciani" può costituire un unico indizio, grave e preciso, sufficiente a fondare un accertamento fiscale per capitali detenuti all'estero e non dichiarati. La Corte ha cassato la decisione di merito che riteneva la lista un mero spunto investigativo, affermando che essa inverte l'onere della prova, ponendolo a carico del contribuente. È stato inoltre chiarito che, in caso di doppia residenza, il giudice deve applicare i criteri della convenzione italo-svizzera per determinare la residenza fiscale rilevante, non potendosi basare solo su un certificato di residenza.
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Presunzione legale retroattiva: stop dalla Cassazione
Un contribuente è stato accertato per fondi non dichiarati all'estero, emersi dalla "Lista Falciani", per l'anno 2007. L'Agenzia delle Entrate ha applicato una presunzione legale retroattiva introdotta nel 2009. La Corte di Cassazione ha stabilito che la presunzione di reddito, essendo di natura sostanziale, non può essere retroattiva. Tuttavia, ha confermato la retroattività delle norme procedurali che raddoppiano i termini per l'accertamento. Le sanzioni raddoppiate sono state annullate in base al principio del 'favor rei', con rinvio per il ricalcolo.
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Lista Falciani: legittimo l’uso per accertamenti
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena legittimità dell'utilizzo della cosiddetta "lista Falciani" ai fini dell'accertamento fiscale. Nel caso di specie, un contribuente era stato oggetto di un avviso di accertamento per redditi non dichiarati, derivanti da capitali detenuti all'estero e individuati tramite tale lista. La Corte ha affermato che le informazioni, sebbene acquisite in modo atipico, costituiscono un valido elemento presuntivo, grave e preciso, sufficiente a fondare la pretesa fiscale. Di conseguenza, ha annullato la decisione del giudice di merito che aveva ritenuto inutilizzabile la documentazione, rigettando il ricorso originario del contribuente.
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Lista Falciani: la Cassazione conferma l’accertamento
Un contribuente è stato accertato per redditi esteri non dichiarati sulla base della lista Falciani. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'accertamento, stabilendo che le informazioni contenute nella lista Falciani, anche se acquisite in modo atipico, costituiscono una prova presuntiva grave, precisa e concordante, sufficiente a fondare la pretesa fiscale.
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Lista Falciani: legittimo l’uso per accertamenti
Un contribuente ha impugnato le sanzioni irrogate dall'Agenzia delle Entrate per la mancata dichiarazione di capitali detenuti in Svizzera, emersa grazie alla cosiddetta Lista Falciani. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità dell'utilizzo di tali dati nel processo tributario. L'ordinanza ha inoltre stabilito che la norma sul raddoppio dei termini di accertamento ha natura procedurale e, pertanto, si applica retroattivamente anche ai periodi d'imposta precedenti alla sua entrata in vigore.
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Lista Falciani: Cassazione sulla prova illecita
L'ordinanza analizza il caso di un contribuente, consulente finanziario, destinatario di avvisi di accertamento per IRPEF, IVA e IRAP basati su dati provenienti dalla cosiddetta 'Lista Falciani', relativi a capitali non dichiarati detenuti in Svizzera. La Corte di Cassazione ha rigettato quasi tutti i motivi di ricorso, confermando la piena utilizzabilità della Lista Falciani come prova nel processo tributario e la legittimità del raddoppio dei termini di accertamento. Tuttavia, ha accolto il motivo relativo all'IRAP, cassando con rinvio la sentenza d'appello perché i giudici di merito non avevano verificato la sussistenza del requisito dell'autonoma organizzazione, limitandosi a osservare che il contribuente aveva sempre pagato il tributo in passato.
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