La Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale sulla notifica degli atti agli stranieri. Un cittadino del Bangladesh, dichiaratosi analfabeta, ha impugnato un decreto di espulsione perché non lo comprendeva. Il Giudice di Pace aveva respinto il ricorso, basandosi su un modulo in cui l'uomo aveva segnato di capire l'italiano. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che una semplice crocetta non basta. Spetta all'Amministrazione dimostrare la reale comprensione della lingua, soprattutto in caso di analfabetismo. Di conseguenza, ha sancito la nullità del decreto di espulsione, annullandolo definitivamente.
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