Un cittadino straniero, fratello di un cittadino italiano, ha richiesto il rilascio del permesso di soggiorno per convivenza, invocando il divieto di espulsione previsto per chi convive con parenti stretti italiani. La Questura e la Corte d'Appello hanno negato il documento, ritenendo necessaria una convivenza qualificata, caratterizzata dalla disponibilità di un alloggio non abusivo. Il richiedente ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, con l'ordinanza numero 11778 del 2022, ha rilevato la complessità della questione giuridica. I giudici devono stabilire se basti la semplice coabitazione di fatto o se servano requisiti formali simili al ricongiungimento familiare. Per questo motivo, la Cassazione ha rinviato la causa alla pubblica udienza della Prima Sezione Civile per una decisione definitiva.
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