La Corte di Cassazione ha confermato le condanne per lo spaccio di sostanze stupefacenti a carico di quattro imputati coinvolti in un traffico continuato di droga. I giudici hanno respinto la richiesta di applicare l'attenuante della lieve entità del fatto, evidenziando il valore economico delle trattative, i crediti accumulati e lo sfruttamento del flusso turistico per lo smercio. La Suprema Corte ha chiarito che il supporto di intermediazione organizzativa integra la responsabilità penale per concorso nel reato. L'assenza di elementi positivi specifici ha inoltre impedito la concessione delle attenuanti generiche, per le quali non basta lo stato di incensuratezza. Di conseguenza, la Cassazione ha rigettato il ricorso dell'intermediaria e dichiarato inammissibili gli altri tre ricorsi, condannando questi ultimi anche al pagamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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