La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21944/2023, ha chiarito le regole per il licenziamento per superamento del periodo di comporto. Nel caso specifico, L'Azienda aveva licenziato Il Lavoratore per aver superato il limite massimo di giorni di malattia consentiti dal contratto collettivo. Il Lavoratore contestava il conteggio, sostenendo che i giorni festivi e i fine settimana compresi nel periodo di malattia non dovessero essere calcolati. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del dipendente, confermando che i giorni non lavorativi che cadono all'interno di un unico certificato di malattia continuativo si presumono giorni di assenza per malattia, salvo prova contraria del lavoratore. Di conseguenza, il licenziamento è stato ritenuto legittimo, confermando la vittoria dell'Azienda.
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