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Libretto Metrologico

31 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Documento tecnico che attesta le verifiche periodiche e la corretta manutenzione di uno strumento di misura.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Guida in stato di ebbrezza: alcoltest valido senza sconti
Un automobilista è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza aggravata dall'orario notturno, dopo essere risultato positivo all'alcoltest con valori ben oltre la soglia massima di legge. Il conducente ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che l'accertatore avrebbe dovuto sottrarre manualmente un margine di tolleranza dell'8% dal risultato dell'etilometro. Inoltre, ha richiesto l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e la sospensione condizionale della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: i moderni apparecchi etilometrici garantiscono elevata precisione e non richiedono riduzioni manuali arbitrarie. Spetta all'imputato dimostrare un effettivo guasto o la mancata omologazione dello strumento. L'elevato tasso alcolemico e i precedenti penali hanno impedito ogni beneficio, con condanna alle spese e alla Cassa delle ammende.
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Guida in stato d’ebbrezza: l’omessa taratura non salva la patente
Un automobilista ha causato un incidente stradale ed è risultato positivo all'alcoltest. I giudici di merito lo hanno condannato per il reato di guida in stato d'ebbrezza. Il conducente ha proposto ricorso per cassazione lamentando la mancata indicazione nel verbale della regolare taratura annuale dell'etilometro. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha confermato la condanna. I giudici hanno chiarito che l'esito dell'alcoltest costituisce prova valida e sufficiente. La mancata annotazione della taratura nel verbale non invalida l'accertamento. Spetta all'automobilista l'onere di dimostrare il cattivo funzionamento dello strumento attraverso la richiesta del libretto metrologico. Il ricorrente deve inoltre versare tremila euro alla cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: l’etilometro fa piena prova
Un automobilista subisce una condanna per il reato di guida in stato di ebbrezza dopo essere risultato positivo all'alcoltest con valori superiori ai limiti di legge. Il conducente ricorre in Cassazione sostenendo di aver bevuto soltanto un bicchiere di vino e contestando il corretto funzionamento dell'etilometro. I Supremi Giudici dichiarano il ricorso inammissibile. La Corte afferma che l'esito dell'etilometro fa piena prova del reato. Spetta infatti all'imputato l'onere di dimostrare l'eventuale mancata omologazione o la mancata revisione periodica del macchinario attraverso la richiesta del libretto metrologico. I giudici confermano inoltre che la legge non consente la sospensione della revoca della patente.
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Guida in stato di ebbrezza: etilometro valido e ricorso respinto
Un automobilista è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico superiore ai limiti di legge. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione contestando la regolarità del fascicolo processuale, la validità dell'omologazione dell'etilometro, la presenza di errori risalenti a vecchie revisioni e la mancata valutazione della curva di Widmark. La Suprema Corte ha rigettato integralmente il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'eventuale mancata trasmissione di atti di primo grado è una nullità sanata se non eccepita prima dell'appello. Inoltre, quando l'alcoltest è omologato e regolarmente revisionato prima del controllo, la misurazione è presunta corretta e spetta all'automobilista provare un concreto malfunzionamento al momento del fatto.
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Guida in stato di ebbrezza: etilometro e prove sintomatiche
Un automobilista impugna la condanna per il reato di guida in stato di ebbrezza aggravata dall'aver causato un incidente stradale. La difesa contesta l'affidabilità dell'etilometro a causa dell'omissione di alcune verifiche periodiche nel libretto metrologico e della mancata audizione di un proprio testimone esperto. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso e conferma la responsabilità del conducente. I giudici evidenziano che l'ultima verifica dello strumento risaliva a meno di un anno prima dell'accertamento. Inoltre, la prova dello stato di alterazione risulta confermata anche dagli elementi sintomatici raccolti, come l'alito vinoso, l'equilibrio precario, le difficoltà verbali e il tamponamento commesso.
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Guida in stato di ebbrezza: etilometro non revisionato assolve
Un automobilista subiva un processo penale per il reato di guida in stato di ebbrezza dopo aver causato un incidente notturno. Il Tribunale lo assolveva poiché l'etilometro impiegato dalle forze dell'ordine non risultava sottoposto alle verifiche periodiche da quindici anni e i sintomi rilevati sul posto non consentivano di quantificare con certezza il superamento delle soglie legali. La Procura impugnava l'assoluzione sostenendo che la mancata revisione non provava il guasto dell'apparecchio e chiedendo ulteriori accertamenti tecnici. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della pubblica accusa. I giudici supremi hanno stabilito che l'omessa revisione per un periodo così prolungato compromette l'affidabilità scientifica del test e genera un dubbio insuperabile che impone l'assoluzione dell'imputato.
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Guida in stato di ebbrezza: fermato a piedi ma test valido
I Carabinieri hanno intercettato un automobilista dopo una manovra irregolare, controllandolo pochi minuti dopo a piedi nei pressi di un bancomat. L'alcoltest ha accertato un tasso alcolico superiore ai limiti di legge, confermato da alito vinoso e perdita di equilibrio. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno condannato il conducente per guida in stato di ebbrezza alla pena sostituita con il lavoro di pubblica utilità e alla sospensione della patente. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione eccependo di non essere alla guida al momento del fermo e contestando la regolarità tecnica dell'etilometro e le condizioni meteo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: le forze dell'ordine avevano osservato direttamente la guida e l'etilometro risultava regolarmente sottoposto a verifica, rendendo infondate e generiche tutte le contestazioni difensive.
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Guida in stato di ebbrezza: l’alcoltest prova il reato
Un automobilista ha subito una condanna per il reato di guida in stato di ebbrezza dopo un controllo con esito positivo dell'alcoltest. Il conducente ha impugnato la sentenza sostenendo l'errato funzionamento dell'apparecchio per via della differenza tra le due misurazioni. La difesa ha accusato la pubblica accusa di non aver fornito il libretto metrologico e ha contestato il diniego delle circostanze attenuanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'automobilista. L'esito positivo dell'etilometro costituisce prova sufficiente della violazione. Spetta all'imputato allegare e dimostrare un reale malfunzionamento dello strumento o l'assenza delle revisioni obbligatorie. Il ricorrente deve inoltre versare tremila euro alla cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: etilometro valido senza prove di guasto
Un automobilista ha subito una condanna per guida in stato di ebbrezza dopo un controllo con etilometro. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo la mancata prova del corretto funzionamento dell'apparecchio per l'assenza del libretto metrologico, contestando inoltre il diniego della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha respinto le doglianze e ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'accusa deve dimostrare la regolarità della revisione solo se il conducente indica anomalie specifiche e concrete sul funzionamento dello strumento. La generica contestazione difensiva non è sufficiente a scardinare il verbale.
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Guida in stato di ebbrezza: quando l’alcoltest fa prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il conducente sosteneva il malfunzionamento dell'etilometro, ritenendo le prove basate su semplici presunzioni. I giudici hanno invece chiarito che l'esito positivo dell'alcoltest costituisce una prova legale valida e affidabile dello stato di alterazione. Spetta interamente alla difesa l'onere di dimostrare il mancato funzionamento o l'assenza delle verifiche periodiche dello strumento, ad esempio richiedendo il libretto metrologico. Di conseguenza, l'automobilista perde definitivamente la causa, con la conferma della condanna penale e l'obbligo di pagare le spese processuali e una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: l’etilometro regolare batte il ricorso
Il Conducente è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza commesso in orario notturno. L'imputato ha proposto ricorso per Cassazione, sostenendo che l'accertamento del tasso alcolemico fosse nullo poiché l'etilometro utilizzato dalle forze dell'ordine era privo di idonea attestazione di omologazione e taratura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato che la Corte d'appello aveva già ampiamente e correttamente motivato il rigetto della contestazione, basandosi sulle annotazioni del libretto metrologico dell'apparecchio. Tali registrazioni dimostravano che lo strumento era stato sottoposto a regolare revisione periodica solo pochi mesi prima del controllo. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Guida in stato di ebbrezza: alcoltest valido pur se illeggibile
Il Conducente viene condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza. La difesa propone ricorso in Cassazione sostenendo l'invalidità dell'alcoltest a causa della scarsa leggibilità del libretto metrologico dell'etilometro. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che l'esito positivo dell'alcoltest costituisce una prova legale dello stato di alterazione. Spetta alla difesa dimostrare eventuali difetti di funzionamento o la mancanza di omologazione dell'apparecchio. Nel caso specifico, il corretto funzionamento e la validità delle verifiche periodiche sono stati confermati non solo dai documenti, ma anche dalla testimonianza dell'agente verbalizzante. Il Conducente perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Affidabilità dell’etilometro: libretto falso cancella la condanna
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La difesa ha dimostrato che il libretto metrologico dell'apparecchio conteneva una pagina falsificata relativa a una verifica periodica mai avvenuta. La Suprema Corte ha stabilito che, di fronte a tale falsità, sorge un ragionevole dubbio sull'affidabilità dell'etilometro. I giudici di merito non potevano superare questo dubbio basandosi solo su sintomi esterni come occhi lucidi o nervosismo, poiché tali elementi non misurano il tasso alcolemico esatto. La sentenza è stata annullata con rinvio.
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Prova dello stato di ebbrezza: l’etilometro è valido senza libretto
La Corte di Cassazione conferma la condanna per guida in stato di ebbrezza di un automobilista che aveva causato un incidente. La sentenza stabilisce un principio fondamentale sulla prova dello stato di ebbrezza: l'esito positivo dell'alcoltest è sufficiente a dimostrare la colpevolezza. Non è onere dell'accusa produrre il libretto di manutenzione dell'etilometro per provarne il funzionamento. Al contrario, spetta alla difesa dimostrare un eventuale difetto dello strumento. La richiesta generica di acquisire il libretto, senza indizi concreti di malfunzionamento, viene considerata una richiesta 'esplorativa' e non viene accolta. L'automobilista perde il ricorso e la sua condanna diventa definitiva.
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Inaffidabilità Etilometro: Firma illeggibile non salva dal reato
Un conducente professionista, condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico molto elevato, ha contestato l'inaffidabilità etilometro a causa di un'annotazione incompleta sul libretto di manutenzione. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo un principio importante: un'irregolarità puramente formale, come la mancanza del nome del laboratorio revisore, non è sufficiente per annullare il test. Spetta all'imputato fornire prove concrete di un reale malfunzionamento dello strumento. La Corte ha inoltre confermato che l'aumento delle sanzioni per i conducenti professionali si applica anche alla sospensione della patente, rendendo la condanna definitiva.
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Onere della prova etilometro: test valido, condanna confermata
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha contestato la validità del test alcolimetrico. Sosteneva che non fosse stato provato il corretto funzionamento dell'apparecchio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiaro sull'onere della prova etilometro. Non spetta all'accusa dimostrare che lo strumento è funzionante, poiché si presume tale grazie a omologazione e controlli. È l'imputato che deve fornire prove concrete di un eventuale malfunzionamento. La semplice richiesta di visionare i documenti di revisione non è sufficiente per invalidare l'accertamento. Di conseguenza, la condanna è stata confermata.
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Mancato avviso al difensore: condanna valida con la sola parola
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha contestato la validità dell'alcoltest per due motivi: il mancato avviso al difensore non era riportato sul verbale e l'etilometro poteva essere difettoso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale. La prova del corretto avviso al conducente sulla facoltà di farsi assistere da un legale può essere fornita anche solo con la testimonianza dell'agente operante, se il giudice la ritiene credibile e precisa. Inoltre, il buon funzionamento dell'apparecchio era attestato dal suo libretto di manutenzione. La condanna è stata quindi confermata, dimostrando che la parola dell'agente può integrare una lacuna formale del verbale.
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Alcoltest: la prova del malfunzionamento spetta alla difesa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per guida in stato di ebbrezza di un automobilista che contestava l'attendibilità dell'**Alcoltest**. Il ricorrente sosteneva che l'etilometro non fosse stato correttamente omologato o revisionato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'esito positivo del test costituisce prova legale dello stato di ebbrezza. Spetta infatti alla difesa l'onere di dimostrare eventuali malfunzionamenti o la mancanza di controlli periodici, ad esempio richiedendo il libretto metrologico dello strumento.
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Alcoltest: la prova del tasso alcolemico in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per guida in stato di ebbrezza, ribadendo che l'esito dell'alcoltest costituisce prova legale della violazione. Il ricorrente contestava il funzionamento dell'etilometro senza però fornire prove concrete del malfunzionamento. La Corte ha chiarito che spetta alla difesa dimostrare l'eventuale inattualità delle revisioni dello strumento. È stata inoltre respinta la richiesta di conversione della pena detentiva in pecuniaria a causa della valutazione negativa sulla personalità del conducente.
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Guida in stato di ebbrezza: validità dell’alcoltest
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per guida in stato di ebbrezza, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dall'imputato. La decisione ribadisce che l'esito positivo dell'alcoltest costituisce prova legale dello stato di alterazione, spettando alla difesa l'onere di dimostrare eventuali malfunzionamenti dell'etilometro. È stata inoltre negata l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della pericolosità della condotta, caratterizzata da un elevato tasso alcolemico, velocità eccessiva e il verificarsi di un sinistro stradale.
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