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115 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Nullità avviso accertamento: quando va eccepita?
Una società e i suoi soci ricevevano un avviso di accertamento fiscale. La Commissione Tributaria Regionale lo annullava in appello perché firmato da un funzionario senza qualifica dirigenziale. L'Agenzia delle Entrate ricorreva in Cassazione, la quale ha stabilito che la nullità dell'avviso di accertamento per tale vizio deve essere eccepita nel ricorso di primo grado e non può essere sollevata per la prima volta in appello, pena l'inammissibilità. La Corte ha quindi cassato la sentenza e rinviato la causa per un nuovo esame del merito.
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Imputazione pagamento contributi: la Cassazione decide
Una società cooperativa ha impugnato un accertamento dell'INPS relativo a contributi non versati su indennità di trasferta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'onere della prova per le esenzioni spetta al datore di lavoro. Il punto cruciale della decisione riguarda l'imputazione pagamento contributi: in caso di pagamento parziale, questo deve essere attribuito prima ai debiti meno garantiti, come sanzioni e interessi, e solo successivamente al capitale contributivo.
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Garanzia vizi immobile: la parola del venditore conta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17080/2025, ha confermato la condanna dell'erede del venditore a risarcire gli acquirenti per abusi edilizi non dichiarati. Il caso riguarda l'acquisto di un immobile con un piano sopraelevato abusivo, nonostante nel rogito fosse garantita la piena conformità alla licenza edilizia. La Corte ha ribadito che la garanzia vizi immobile prevale quando l'acquirente fa affidamento sulle dichiarazioni del venditore, a meno che non sia provata la sua conoscenza effettiva del difetto. La semplice disponibilità del bene prima dell'acquisto non è sufficiente a dimostrare tale conoscenza.
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Produzione documenti in appello: limiti e prove
Una richiesta di risarcimento danni per una strage storica viene respinta a causa di un errore procedurale. La Cassazione conferma che la prova decisiva della qualità di erede, presentata per la prima volta in secondo grado, è inammissibile. L'ordinanza sottolinea i rigidi limiti alla produzione documenti in appello, rendendo la diligenza in primo grado fondamentale per l'esito della causa.
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Opposizione stato passivo: prova del credito ipotecario
Un istituto di credito ha visto respingere il proprio ricorso per cassazione contro la mancata ammissione di un credito ipotecario al passivo fallimentare. La Corte Suprema ha ribadito che, nel giudizio di opposizione allo stato passivo, il creditore ha l'onere di produrre immediatamente tutti i documenti costitutivi del proprio diritto, come la nota di iscrizione ipotecaria, non potendo presentarli in una fase successiva del processo. La richiesta di una nuova valutazione delle prove documentali è stata dichiarata inammissibile.
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Usucapione servitù: passaggio occasionale non basta
Un condominio rivendicava l'usucapione di una servitù di passaggio su un'area cortilizia vicina. Il transito, però, avveniva solo durante gli orari di apertura delle attività commerciali presenti, poiché i condomini non possedevano le chiavi del cancello. La Corte di Cassazione ha escluso l'usucapione, chiarendo che un passaggio occasionale e dipendente dalla volontà di terzi non configura il possesso continuo e autonomo richiesto dalla legge.
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Divieto dei nova: Cassazione chiarisce i limiti
Una società immobiliare si vede contestare la deducibilità di alcuni costi. In appello, la Commissione Tributaria Regionale dichiara inammissibile un motivo dell'Agenzia delle Entrate applicando il divieto dei nova. La Cassazione ribalta la decisione, chiarendo che tale divieto si applica principalmente al contribuente. L'Amministrazione Finanziaria non può introdurre nuove pretese, ma può approfondire le difese già contenute nell'atto di accertamento. La sentenza di merito viene cassata anche per motivazione apparente, in quanto generica e priva di un'analisi effettiva delle prove.
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Rivalutazione beni: limiti al calcolo ammortamento
Una recente sentenza della Cassazione affronta il tema della rivalutazione beni d'impresa. Il caso riguardava una società che, dopo aver rivalutato i propri macchinari, calcolava l'ammortamento sommando il costo storico originario all'incremento di valore. L'Agenzia delle Entrate ha contestato questo metodo, sostenendo che creasse una duplicazione di costi. La Corte ha dato ragione all'Amministrazione Finanziaria, stabilendo che la base per il calcolo dell'ammortamento post-rivalutazione è costituita unicamente dal nuovo 'valore corrente' del bene, senza alcuna sommatoria con il costo precedente.
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Appello incidentale tardivo valido: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un appello incidentale tardivo è procedibile e può essere esaminato nel merito anche se l'appello principale viene dichiarato inammissibile. Nel caso specifico, la tempestività dell'appello incidentale dell'Agenzia delle Entrate è stata garantita da una norma sulla sospensione dei termini (D.L. 50/2017). La Corte ha inoltre ribadito la facoltà delle parti di produrre nuovi documenti in appello nel processo tributario, ai sensi dell'art. 58 del D.Lgs. 546/1992, purché entro i termini di legge.
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Motivazione apparente: quando il ricorso è infondato
Una società ha impugnato un avviso di addebito per contributi non versati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo i rigidi criteri per contestare una sentenza per motivazione apparente e vizi procedurali. La Corte ha ritenuto le argomentazioni del ricorrente generiche e non sufficientemente provate, confermando così la decisione della Corte d'Appello.
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Autocertificazione aiuti di Stato: sì alla prova
Un'impresa colpita da un evento sismico nel 1990 ha richiesto un rimborso fiscale, classificabile come aiuto di Stato. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la validità della prova fornita, una semplice autocertificazione, per dimostrare il rispetto dei limiti europei ("de minimis"). La Corte di Cassazione, con una decisione importante, ha stabilito che, nel contesto specifico degli aiuti post-sisma e in un periodo precedente all'attivazione del registro nazionale degli aiuti, l'autocertificazione aiuti di Stato costituisce una prova sufficiente e ammissibile, respingendo così il ricorso dell'amministrazione finanziaria.
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Azione revocatoria: la prova presuntiva è sufficiente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza che accoglieva un'azione revocatoria. La Corte ha stabilito che una serie di indizi gravi, precisi e concordanti, come il legame di parentela stretto tra venditore e acquirente, la loro convivenza e l'opacità sui fondi, sono sufficienti a costituire una prova presuntiva della consapevolezza del terzo acquirente del pregiudizio arrecato al creditore.
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Titolo di specializzazione: durata biennale requisito
Un'insegnante si è vista negare la validità del suo titolo di specializzazione per il sostegno poiché non conseguito al termine di un corso di durata biennale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo due punti fondamentali: primo, la parte rimasta contumace in primo grado può contestare in appello i fatti costitutivi della domanda; secondo, il requisito della durata biennale del corso, previsto dalla legge, è inderogabile e non può essere soddisfatto sommando le ore di diversi percorsi formativi.
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Indennità di asservimento: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22345/2025, si è pronunciata sul tema dell'indennità di asservimento. Il caso riguardava la richiesta di risarcimento danni da parte di proprietari di un immobile danneggiato da lavori per un'opera pubblica ferroviaria. La Cassazione ha cassato la sentenza d'appello che aveva riconosciuto il danno, evidenziando due errori cruciali: la non corretta verifica della legittimità urbanistica di tutte le parti dell'edificio danneggiato e l'inammissibile produzione di nuovi documenti in appello. La Corte ha ribadito che l'indennità spetta solo per le porzioni di immobile legittimamente realizzate prima dell'approvazione dell'opera pubblica.
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Indennità di trasferta: quando spetta al lavoratore?
La Corte di Cassazione ha negato l'indennità di trasferta a un gruppo di autisti spostati in una nuova sede da oltre cinque anni. La Corte ha chiarito che un cambiamento stabile e duraturo del luogo di lavoro costituisce un trasferimento e non una trasferta temporanea, escludendo così il diritto all'indennità, a prescindere da una comunicazione formale.
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