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Istanza Di Rimessione

22 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La richiesta, presentata da una delle parti, di trasferire un processo da un tribunale a un altro. Si chiede quando esistono gravi situazioni locali che possono pregiudicare la libertà di decisione del giudice o la sicurezza pubblica.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Istanza di Rimessione: Quando la richiesta di spostare un processo è inammissibile
Un Lavoratore, parte offesa in un procedimento penale, ha presentato un'istanza di rimessione del processo, chiedendo di spostare il caso da un tribunale a un altro. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'istanza di rimessione inammissibile. Le ragioni addotte dal Lavoratore erano troppo generiche e riguardavano solo singoli soggetti, non l'intera sede giudiziaria. Non erano quindi sufficienti a turbare lo svolgimento sereno del processo. Il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Istanza di Rimessione: Respinta per Notifica Errata all’Avvocato
Un imputato ha presentato una richiesta per spostare il suo processo, sostenendo che una forte pressione mediatica avesse compromesso l'imparzialità dei giudici. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'istanza di rimessione del processo inammissibile. La decisione non ha valutato la fondatezza delle accuse di parzialità, ma si è basata su un errore procedurale decisivo: la richiesta era stata notificata solo agli avvocati delle altre parti e non personalmente a ciascuna di esse. La Corte ha ribadito che questa regola è inderogabile per tutelare i diritti di tutti e il principio costituzionale del 'giudice naturale'. L'imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento di una sanzione.
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Provvedimento abnorme? No, solo un rinvio: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il rinvio di un'udienza. L'imputato sosteneva che il rinvio, disposto dalla Corte d'Appello per permettere alle altre parti di esaminare una sua istanza, fosse un provvedimento abnorme. Secondo la Cassazione, però, il rinvio rientra nei poteri del giudice per garantire il diritto di difesa e non ha causato un blocco insuperabile del processo. Pertanto, non può essere considerato un provvedimento abnorme e non è autonomamente impugnabile. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese.
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Istanza di rimessione via PEC: errore fatale e condanna alle spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità dell'istanza di rimessione presentata da un imputato che nutriva dubbi sull'imparzialità del giudice. L'errore fatale è stato di natura procedurale: la richiesta è stata inviata tramite PEC direttamente alla Cassazione, invece di essere depositata presso la cancelleria del giudice del processo in corso. Inoltre, l'atto non è stato notificato alle altre parti coinvolte. Questa violazione delle forme previste dalla legge ha reso la richiesta irricevibile, senza nemmeno entrare nel merito della presunta parzialità. Di conseguenza, il richiedente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Istanza di rimessione generica: richiesta respinta e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta di un imputato di trasferire il proprio processo presso un'altra sede. La decisione si fonda sulla totale assenza di specificità della domanda. Un'istanza di rimessione generica, che non indica in modo puntuale e rigoroso i motivi concreti per cui si dubita dell'imparzialità del giudice, non può essere accolta. Questo strumento processuale è eccezionale e deroga al principio del giudice naturale. Di conseguenza, il suo utilizzo richiede un'argomentazione dettagliata e non semplici affermazioni. Il richiedente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Istanza via email senza firma: Inammissibilità e niente spese
La Corte di Cassazione ha stabilito l'inammissibilità di un'istanza di rimessione presentata tramite una semplice email non firmata. La decisione sottolinea che tale modalità non offre alcuna certezza sulla provenienza dell'atto, violando le forme prescritte dalla legge. L'assenza di sottoscrizione e la mancata notifica alle altre parti del processo costituiscono vizi insanabili. A causa di questa incertezza assoluta sull'identità del richiedente, la Corte ha dichiarato l'istanza inammissibile senza nemmeno condannare al pagamento delle spese processuali. La sentenza ribadisce l'importanza cruciale del rispetto delle formalità procedurali per la validità degli atti giudiziari.
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Minaccia mafiosa in aula: boss e avvocato condannati per un testo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un boss della camorra e il suo avvocato per il reato di minaccia aggravata dal metodo mafioso. La minaccia non è stata urlata o fatta con gesti, ma letta pubblicamente in aula dall'avvocato durante un processo. Il testo, proveniente dal boss, attaccava due giornalisti noti per le loro inchieste sulla criminalità organizzata. Secondo i giudici, il contesto del processo, la notorietà del boss e il contenuto delle frasi erano sufficienti a costituire una chiara intimidazione, volta a zittire la stampa e a sfruttare la forza del clan per incutere timore. La condanna è definitiva.
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Istanza di rimessione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato l'inammissibilità di una istanza di rimessione del processo a causa di un vizio procedurale. La richiesta non era stata notificata correttamente alle altre parti coinvolte, violando le norme del codice di procedura penale. Di conseguenza, il richiedente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso straordinario: i limiti all’errore di fatto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44880/2023, ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. L'imputato contestava una precedente decisione di inammissibilità della sua istanza di rimessione, sostenendo un errore procedurale. La Corte ha chiarito che il ricorso straordinario è esperibile solo per errori di fatto (sviste percettive) e non per errori di giudizio o di interpretazione giuridica, come quelli lamentati dal ricorrente. La decisione impugnata non era inoltre suscettibile di formare giudicato, ulteriore motivo di inammissibilità.
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Istanza di rimessione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un'istanza di rimessione presentata da un imputato. La richiesta, basata sull'esistenza di campagne stampa locali, è stata ritenuta infondata poiché tali campagne non costituiscono di per sé una turbativa del processo. Inoltre, la Corte ha chiarito che, data la natura non impugnatoria dell'istanza, alla sua inammissibilità non consegue la condanna al pagamento delle spese processuali.
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Istanza di rimessione: come la notifica errata la annulla
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un'istanza di rimessione del processo penale. La causa è un vizio di procedura: la mancata e irregolare notifica della richiesta alle altre parti del processo, incluso il Pubblico Ministero. La decisione sottolinea come il rispetto delle forme procedurali sia un requisito fondamentale, la cui violazione comporta non solo il rigetto della richiesta, ma anche una sanzione economica per il richiedente.
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Istanza di rimessione: inammissibile senza notifica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un'istanza di rimessione del processo a causa della mancata notifica della stessa alle altre parti processuali. La Corte ha ribadito che tale notifica è una condizione indefettibile di ammissibilità, la cui assenza comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze processuali
Un imputato, dopo aver richiesto il trasferimento del proprio processo ad altra sede, ha formalmente effettuato la rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'istanza inammissibile, condannando il richiedente al pagamento delle spese processuali. La decisione sottolinea come la rinuncia sia un atto definitivo che preclude l'esame nel merito della richiesta.
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Istanza di rimessione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'istanza di rimessione presentata da una cittadina, la quale lamentava condizionamenti da parte di un non meglio precisato 'gruppo di potere'. Secondo la Corte, le accuse erano troppo generiche e non specificamente rivolte agli uffici giudiziari, requisito fondamentale per accogliere tale richiesta. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Istanza di rimessione: i termini di notifica
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un'istanza di rimessione a causa del mancato rispetto di un termine procedurale cruciale. L'analisi si concentra sulla violazione dell'obbligo di notifica dell'istanza alle altre parti entro sette giorni dal deposito, come previsto dal codice di procedura penale. Sebbene la declaratoria di inammissibilità non comporti la condanna alle spese del procedimento, l'istante è stato comunque condannato al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Istanza di rimessione: quando è inammissibile?
Un imputato in un processo per lesioni personali ha presentato un'istanza di rimessione alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato l'istanza inammissibile perché non era stata notificata alle altre parti, inclusa la Procura, come richiesto dalla legge. Inoltre, i motivi addotti erano generici e non supportati da fatti concreti. Di conseguenza, il richiedente è stato condannato al pagamento di una sanzione di 3.000 euro.
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Ricorso straordinario inammissibile: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso straordinario inammissibile poiché proposto contro un'ordinanza interlocutoria e non contro una sentenza definitiva. La decisione si fonda sul principio che tale rimedio non è esperibile per le decisioni "ante iudicatum", cioè emesse prima della conclusione del giudizio. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Istanza di rimessione: notifica e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un'istanza di rimessione del processo a causa della mancata notifica della stessa alle altre parti processuali entro i termini di legge. L'ordinanza sottolinea che tale adempimento è una condizione indefettibile di ammissibilità e ha condannato il richiedente al pagamento di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, escludendo però la condanna alle spese processuali.
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Istanza di rimessione: quando è inammissibile?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile una reiterata istanza di rimessione presentata da un imputato. La decisione si fonda su tre pilastri: un vizio procedurale, ovvero la mancata notifica della richiesta alle altre parti processuali entro i termini di legge; la natura ripetitiva dell'istanza, priva di elementi di novità rispetto a una precedente già rigettata; e l'infondatezza nel merito, poiché le doglianze non configuravano una 'grave situazione locale' ma questioni interne al processo, da risolvere con altri strumenti come la ricusazione.
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Istanza di rimessione: notifica obbligatoria alle parti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6358/2024, ha dichiarato inammissibile un'istanza di rimessione di un processo penale. La decisione si fonda sulla mancata notifica della richiesta alle altre parti, un adempimento procedurale inderogabile previsto dal codice. Inoltre, i motivi addotti sono stati ritenuti estranei e non idonei a generare un legittimo sospetto. Di conseguenza, il richiedente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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