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Istanza Congiunta

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una richiesta formale presentata al giudice da tutte le parti coinvolte in un processo, che esprime una volontà comune, come in questo caso la richiesta di porre fine alla causa.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Conciliazione Tributaria: Accordo Nullo Senza Dettagli di Pagamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che una conciliazione tributaria fuori udienza non è valida se l'accordo scritto non contiene tutti gli elementi essenziali previsti dalla legge. Nel caso specifico, un contribuente e l'Agenzia delle Entrate avevano firmato un verbale per ricalcolare il reddito, ma il documento non specificava le somme esatte da versare né le modalità e i termini di pagamento. L'Agenzia aveva poi tentato di revocare la proposta per un errore. La Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, annullando l'accordo. Ha chiarito che un verbale privo di questi dettagli fondamentali non perfeziona la conciliazione, ma rappresenta solo una fase intermedia della trattativa, rendendo l'accordo nullo.
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Accordo Transattivo: Scontro tra Cantine e Consorzio finisce in pace
Un gruppo di storiche aziende vinicole e un Consorzio di Tutela, protagonisti di una complessa controversia legale, hanno comunicato alla Corte di Cassazione di aver raggiunto un'intesa di massima. Le parti hanno quindi chiesto congiuntamente un rinvio per poter perfezionare un accordo transattivo definitivo. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, riconoscendo l'opportunità di favorire la soluzione concordata della lite. Ha quindi disposto il rinvio della causa per consentire alle parti di formalizzare l'accordo e chiudere così ogni contenzioso pendente, privilegiando l'autonomia negoziale rispetto alla prosecuzione del giudizio.
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Rinvio per trattative in Cassazione: le regole
La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio per trattative in una controversia tra l'ente della riscossione e una curatela fallimentare. A seguito di un'istanza congiunta depositata dalle parti, che hanno segnalato la pendenza di negoziazioni per una definizione bonaria della lite, il Collegio ha ritenuto opportuno sospendere il giudizio. La decisione si è concretizzata in un rinvio a nuovo ruolo, finalizzato a permettere il buon esito degli accordi transattivi in corso, evitando così un'inutile prosecuzione del contenzioso giudiziario.
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Rinvio per trattative in Cassazione: la guida
L'ordinanza in esame riguarda un contenzioso tra l'ente della riscossione e il fallimento di una società cooperativa. Durante il giudizio di legittimità, le parti hanno presentato un'istanza congiunta richiedendo un rinvio per trattative in corso. La Corte di Cassazione, preso atto della volontà delle parti di giungere a un accordo stragiudiziale, ha ritenuto necessario sospendere il procedimento. Di conseguenza, il collegio ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per permettere il perfezionamento della transazione, evitando così una decisione immediata nel merito.
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Cessazione materia del contendere: il caso risolto
Una società aveva impugnato un'ordinanza del Tribunale di Roma in un contenzioso di lavoro. Durante il procedimento in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo, formalizzato in un verbale di conciliazione. A seguito di una richiesta congiunta, la Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, chiudendo il caso senza una decisione sul merito, poiché il motivo della disputa era venuto meno.
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Accordo conciliativo: la firma congiunta è essenziale
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che, per l'estinzione di un giudizio tributario, un accordo conciliativo deve essere formalizzato correttamente. Nel caso esaminato, l'Amministrazione Finanziaria aveva depositato un'intesa priva della firma della società contribuente. La Corte ha rinviato la causa, concedendo alle parti un termine per presentare un documento sottoscritto da entrambe o un'istanza congiunta, sottolineando che un atto unilaterale non è sufficiente per perfezionare l'accordo conciliativo e terminare la controversia.
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Accordo fiscale: firma mancante blocca il processo
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui l'Amministrazione Finanziaria ha chiesto di chiudere un processo tributario sulla base di una conciliazione fuori udienza. Tuttavia, il documento presentato mancava della firma della società contribuente. La Corte ha stabilito che, per legge, l'accordo non è perfezionato e ha rinviato la decisione, concedendo alle parti un termine per depositare l'accordo firmato da entrambi o un'istanza congiunta, sottolineando l'importanza del rispetto delle formalità procedurali.
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Nomina esperto fusione: l’indipendenza è cruciale
Il Tribunale di Trieste, in una procedura di fusione, ha rigettato la proposta congiunta delle società di nominare come esperto il revisore legale di una di esse. La decisione sottolinea la necessità di garantire l'indipendenza dell'esperto, procedendo alla nomina di un soggetto terzo qualificato. La nomina esperto fusione deve preservare l'imparzialità.
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Rinvio causa per transazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio di una causa a un nuovo ruolo su richiesta congiunta delle parti. La decisione si fonda sulla necessità di concedere tempo ai contendenti per formalizzare un accordo di transazione in corso di definizione, evidenziando come la volontà delle parti di risolvere bonariamente la lite sia meritevole di accoglimento. Questo provvedimento sul rinvio causa per transazione dimostra l'apertura del sistema giudiziario verso soluzioni alternative delle controversie.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso civile a seguito di una rinuncia. Le parti, originariamente in lite per il pagamento di interessi di mora, hanno presentato un'istanza congiunta per terminare il processo. La Corte ha qualificato tale atto come una rinuncia rituale ai sensi dell'art. 390 c.p.c., dichiarando il procedimento estinto e compensando le spese legali come richiesto dalle parti, in applicazione dell'art. 391, comma 4, c.p.c.
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