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Art. 9 D.Lgs. n. 156 del 2015

8 provvedimenti

Compensazione delle spese di giudizio: paga il fisco
Il Contribuente ha promosso un giudizio di ottemperanza per ottenere il rimborso dell'IRAP indebitamente versata. Durante la causa, l'Amministrazione Finanziaria ha finalmente eseguito il rimborso. I giudici di secondo grado hanno quindi dichiarato cessata la materia del contendere, disponendo però la compensazione delle spese di giudizio poiché l'ufficio si era attivato internamente prima del ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Contribuente, stabilendo che il pagamento tardivo, avvenuto solo dopo la messa in mora e l'avvio della causa, non giustifica la compensazione delle spese di giudizio. La Cassazione ha chiarito che servono gravi ed eccezionali ragioni, non ravvisabili nel semplice adempimento tardivo del fisco.
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Accordo Fisco-società: la cessazione della materia del contendere
L'amministrazione finanziaria ha contestato a una società estera un credito IVA relativo all'anno 2009, recuperando oltre settecentomila euro per presunte operazioni non fatturate. Dopo le decisioni favorevoli alla contribuente nei primi due gradi di giudizio, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo conciliativo ai sensi dell'art. 48 del D.Lgs. n. 546/1992, depositando la relativa istanza firmata. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, disponendo l'estinzione del processo e stabilendo che le spese di lite restino a carico di chi le ha anticipate.
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Fisco contro società: la cessazione della materia del contendere
Una società estera ha impugnato un avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2008. Dopo i primi gradi di giudizio favorevoli al fisco, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo conciliativo amichevole ai sensi dell'articolo 48 del decreto legislativo 546 del 1992. L'Avvocatura dello Stato ha depositato l'accordo firmato da entrambi i soggetti, chiedendo la chiusura della controversia. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'intesa e ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, disponendo l'estinzione del giudizio e stabilendo che le spese processuali rimangano a carico di chi le ha anticipate.
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Riassunzione del giudizio: i termini applicabili
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva dichiarato estinto un processo per tardiva riassunzione del giudizio. Il giudice di merito aveva erroneamente applicato il termine semestrale introdotto nel 2015 a una sentenza di rinvio pubblicata nel 2012. La Corte di Cassazione ha stabilito che deve applicarsi il termine annuale vigente all'epoca della pubblicazione della sentenza, rendendo la riassunzione tempestiva.
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Accordo conciliativo: la firma congiunta è essenziale
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che, per l'estinzione di un giudizio tributario, un accordo conciliativo deve essere formalizzato correttamente. Nel caso esaminato, l'Amministrazione Finanziaria aveva depositato un'intesa priva della firma della società contribuente. La Corte ha rinviato la causa, concedendo alle parti un termine per presentare un documento sottoscritto da entrambe o un'istanza congiunta, sottolineando che un atto unilaterale non è sufficiente per perfezionare l'accordo conciliativo e terminare la controversia.
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Accordo fiscale: firma mancante blocca il processo
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui l'Amministrazione Finanziaria ha chiesto di chiudere un processo tributario sulla base di una conciliazione fuori udienza. Tuttavia, il documento presentato mancava della firma della società contribuente. La Corte ha stabilito che, per legge, l'accordo non è perfezionato e ha rinviato la decisione, concedendo alle parti un termine per depositare l'accordo firmato da entrambi o un'istanza congiunta, sottolineando l'importanza del rispetto delle formalità procedurali.
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Contributi consortili: mediazione obbligatoria
Un contribuente ha impugnato una richiesta di pagamento per contributi consortili. L'appello era stato dichiarato inammissibile per tardività, ma la Corte di Cassazione ha annullato tale decisione. La Corte ha stabilito che la procedura di mediazione tributaria obbligatoria, con la relativa sospensione di 90 giorni dei termini processuali, si applica anche ai consorzi di bonifica. Di conseguenza, il ricorso del contribuente era stato depositato tempestivamente e il caso dovrà essere riesaminato nel merito.
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Omessa pronuncia spese: la Cassazione fa chiarezza
Una contribuente vinceva una causa contro un ente regionale ma il giudice d'appello, pur accogliendo la sua richiesta sulle spese del primo grado, ometteva di pronunciarsi sulle spese del giudizio d'appello. La Cassazione ha accolto il ricorso, chiarendo che l'omessa pronuncia sulle spese costituisce una violazione di legge, poiché il giudice ha sempre l'obbligo di decidere sulla loro attribuzione, indipendentemente dalla mancata costituzione della parte avversaria.
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