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Invalidità

17 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Con la locuzione "invalidità del negozio giuridico" si indica la non corrispondenza del negozio ai requisiti di legge. Il concetto indica l'esistenza di un difetto originario dell'atto ovvero la mancanza o il vizio di un elemento che il legislatore giudica essenziale perché l'atto sia idoneo a produrre le conseguenze giuridiche per cui esiste. L'ordinamento giuridico reagisce in modo differente rispetto al grado di imperfezione dell'atto: qualora venga violato un interesse prevalentemente pubblicistico la sanzione, più grave, è quella della nullità dell'atto che opera indipendentemente dalla volontà delle parti. Nel caso in cui sia la sfera privata ad essere maggiormente colpita, l'ordinamento mette a disposizione del soggetto leso il rimedio dell'annullabilità, ossia il diritto ad adire un giudice per ottenere la cancellazione dell'atto viziato dall'ordinamento e, per quanto possibile, il ripristino della situazione giuridica preesistente.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Licenziamento del dirigente: indennità salva senza impugnazione
Un dirigente ha contestato il recesso intimato dall'azienda per ottenere l'indennità supplementare prevista dal contratto collettivo, lamentando l'ingiustificatezza del provvedimento. I giudici di merito hanno dichiarato l'azione inammissibile per decadenza, ritenendo applicabili i termini previsti per l'impugnazione dei licenziamenti ordinari. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore, stabilendo che le regole di decadenza non si applicano al licenziamento del dirigente quando si fa valere la mera ingiustificatezza contrattuale. Questo vizio non costituisce una forma di invalidità dell'atto, il quale rimane valido come recesso libero ma genera solo un diritto risarcitorio. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello.
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Pensione di vecchiaia anticipata: le nuove regole
La Corte di Cassazione ha stabilito che la disciplina della finestra mobile di dodici mesi si applica anche alla pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità non inferiore all'80%. Nonostante la normativa speciale favorisca l'accesso al pensionamento per i soggetti fragili, la norma generale sullo slittamento dei termini di decorrenza ha una portata ampia che include tutte le tipologie di accesso previste dagli ordinamenti specifici. La decisione ribalta l'orientamento dei giudici di merito che avevano erroneamente escluso tale differimento temporale per i lavoratori gravemente invalidi.
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Pensione di vecchiaia anticipata e finestre mobili
La Corte di Cassazione ha stabilito che il regime delle cosiddette finestre mobili, introdotto dal D.L. n. 78 del 2010, si applica anche alla pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità non inferiore all'80%. Il caso riguardava una lavoratrice che aveva ottenuto dai giudici di merito il riconoscimento del diritto alla pensione senza lo slittamento di dodici mesi. La Suprema Corte ha ribaltato tale decisione, affermando che la norma sullo slittamento ha portata generale e non prevede deroghe per i soggetti gravemente invalidi, i quali devono quindi sottostare al periodo di attesa previsto dalla legge generale successiva.
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Pensione di vecchiaia anticipata e finestre mobili
La Corte di Cassazione ha stabilito che il meccanismo delle finestre mobili si applica anche alla pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità non inferiore all'80%. Nonostante la natura agevolata di tale prestazione, lo slittamento di dodici mesi previsto dalla normativa del 2010 ha portata generale. La decisione ribadisce che il differimento della decorrenza riguarda tutti i casi di accesso al pensionamento di vecchiaia previsti dagli ordinamenti specifici, inclusi quelli per soggetti fragili.
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Finestra mobile e pensione invalidità 80%
La Corte di Cassazione ha chiarito l'applicazione della finestra mobile per i lavoratori con invalidità non inferiore all'80%. Il caso riguardava la richiesta di una vedova per ottenere gli arretrati della pensione del coniuge defunto, sostenendo che lo slittamento di dodici mesi non dovesse applicarsi a chi beneficia dell'accesso anticipato per motivi di salute. La Suprema Corte ha invece accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che la norma del 2010 ha carattere generale. Pertanto, anche i soggetti fragili che maturano il diritto alla pensione di vecchiaia anticipata devono attendere il periodo di dodici mesi prima di percepire l'assegno.
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Pensione di vecchiaia anticipata e finestre mobili
La Corte di Cassazione ha stabilito che il regime della finestra mobile, che prevede uno slittamento di dodici mesi per l'erogazione del trattamento, si applica anche alla pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità non inferiore all'80%. La decisione ribalta l'orientamento dei giudici di merito, confermando che la normativa del 2010 ha una portata generale. Nonostante il diritto all'anticipo per ragioni di salute, il legislatore non ha previsto deroghe specifiche per questa categoria, includendola nel meccanismo di differimento temporale comune alla generalità dei lavoratori dipendenti.
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Pensione di vecchiaia anticipata: le finestre mobili
La Corte di Cassazione ha stabilito che il regime delle cosiddette finestre mobili, che impone uno slittamento di dodici mesi per l'accesso al trattamento pensionistico, si applica integralmente anche alla pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità non inferiore all'80%. La decisione ribalta l'orientamento dei giudici di merito che ritenevano tale categoria esclusa dal differimento per favorire un rapido accesso alla quiescenza. La Suprema Corte ha invece chiarito che la norma del 2010 ha portata generale e include tutti i casi di pensionamento regolati da ordinamenti specifici, consolidando un orientamento giurisprudenziale ormai costante.
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Finestra mobile: regole per la pensione invalidi
La Corte di Cassazione ha stabilito che il meccanismo della finestra mobile si applica anche alle pensioni di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità pari o superiore all'80%. Ribaltando la decisione della Corte d'Appello, i giudici hanno chiarito che il differimento di dodici mesi previsto dalla legge del 2010 non è stato rimosso per questa specifica categoria di pensionati dalle riforme successive. La decisione conferma un orientamento consolidato che include queste prestazioni nel regime delle decorrenze differite.
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Finestre mobili: regole per la pensione d’invalidità
La Corte di Cassazione ha stabilito che il meccanismo delle finestre mobili si applica anche alle pensioni di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità superiore all'80%. Nonostante le riforme del 2011 abbiano eliminato tale differimento per la generalità dei trattamenti, la Corte ha chiarito che per questa specifica categoria di soggetti svantaggiati la dilazione di dodici mesi rimane operativa. La decisione ribadisce che l'esclusione dalle finestre mobili riguarda solo i lavoratori i cui requisiti di età sono stati ridefiniti dalla legge Fornero, escludendo quindi i beneficiari del regime speciale per invalidi.
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Finestre mobili e pensione anticipata invalidi
La Corte di Cassazione ha chiarito l'applicabilità del regime delle finestre mobili alla pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità non inferiore all'80%. Il caso riguardava l'erede di un lavoratore che chiedeva il riconoscimento del trattamento senza la dilazione annuale prevista dalla legge. La Suprema Corte, ribaltando la decisione d'appello, ha stabilito che tale prestazione rientra pienamente nel meccanismo di differimento introdotto nel 2010. Nonostante le riforme successive abbiano eliminato le finestre per altre categorie, la pensione per invalidi rimane soggetta al periodo di attesa di dodici mesi per l'effettiva erogazione.
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Pensione di vecchiaia anticipata: le nuove regole
La Corte di Cassazione ha stabilito che il differimento di dodici mesi per l'accesso alla pensione di vecchiaia anticipata si applica anche ai lavoratori con invalidità non inferiore all'ottanta per cento. La decisione chiarisce che l'ambito soggettivo della norma include tutti i casi di pensionamento previsti da ordinamenti specifici, annullando la sentenza di appello che escludeva tale slittamento per i soggetti invalidi. Il cuore della controversia riguarda l'interpretazione dell'art. 12 del d.l. n. 78/2010 in relazione alla pensione di vecchiaia anticipata.
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Pensione di vecchiaia anticipata e finestre mobili
La Corte di Cassazione ha chiarito l'applicazione delle cosiddette finestre mobili alla pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità pari o superiore all'80%. Il caso nasce dal ricorso dell'ente previdenziale contro la decisione di merito che escludeva lo slittamento di dodici mesi per questa specifica categoria. Gli Ermellini hanno stabilito che il differimento previsto dalla legge si applica indistintamente a tutti i casi di pensionamento di vecchiaia, inclusi quelli regolati da ordinamenti specifici per soggetti invalidi. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame basato su questo principio.
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Pensione di vecchiaia anticipata: regole decorrenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che il differimento di dodici mesi per la decorrenza della pensione di vecchiaia anticipata si applica anche ai lavoratori con invalidità non inferiore all'ottanta per cento. Ribaltando la decisione dei giudici di merito, la Suprema Corte ha chiarito che l'ampio tenore letterale della normativa vigente include tutti i casi di pensionamento di vecchiaia previsti da ordinamenti specifici, rendendo obbligatorio lo slittamento di un anno per l'accesso effettivo al trattamento economico.
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Pensione di vecchiaia anticipata: regole finestre
La Corte di Cassazione ha chiarito che il differimento di dodici mesi per la decorrenza della pensione di vecchiaia anticipata si applica anche ai lavoratori con invalidità non inferiore all'ottanta per cento. La decisione ribadisce che l'ampio tenore letterale della normativa sulle finestre mobili include tutti i casi di accesso al pensionamento previsti da ordinamenti specifici, annullando la precedente sentenza d'appello che escludeva tale slittamento per i soggetti invalidi.
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Pensione di vecchiaia anticipata: le nuove regole
La Corte di Cassazione ha chiarito che il regime delle cosiddette 'finestre mobili', ovvero il differimento di dodici mesi per l'accesso al trattamento, si applica anche alla pensione di vecchiaia anticipata prevista per i lavoratori con invalidità non inferiore all'80%. La controversia nasce dal ricorso dell'ente previdenziale contro una sentenza d'appello che aveva riconosciuto la decorrenza immediata della prestazione dalla domanda amministrativa. Gli Ermellini hanno ribadito che la norma sul differimento ha una portata generale, includendo tutti i casi di accesso al pensionamento di vecchiaia previsti dagli ordinamenti specifici, invalidi inclusi.
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Pensione di vecchiaia anticipata: le nuove regole
La Corte di Cassazione ha chiarito che il regime del differimento di dodici mesi per l'accesso al trattamento pensionistico si applica anche alla pensione di vecchiaia anticipata spettante ai lavoratori con invalidità non inferiore all'ottanta per cento. La decisione ribalta l'orientamento dei giudici di merito, stabilendo che, in assenza di una norma di esclusione specifica, lo slittamento della decorrenza previsto dalla legge generale deve essere rispettato anche per questa categoria protetta.
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Pensione di vecchiaia anticipata e finestre mobili
La Corte di Cassazione ha chiarito che il regime del differimento di dodici mesi, noto come finestra mobile, si applica anche alla pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità non inferiore all'ottanta per cento. Ribaltando la decisione della Corte d'Appello, i giudici hanno stabilito che l'ampio ambito soggettivo previsto dall'art. 12 del d.l. n. 78/2010 include tutti i casi di pensionamento di vecchiaia regolati da ordinamenti specifici, non limitandosi solo ai requisiti anagrafici standard.
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