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Intermediario Finanziario

43 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un soggetto autorizzato che offre servizi di investimento, come banche o società di gestione del risparmio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Investitori vs Banca: Obblighi informativi banca e conflitto di interessi
Due investitori hanno acquistato obbligazioni Parmalat tramite una banca, contestando poi la validità del contratto e la mancanza di adeguati obblighi informativi banca, oltre a un conflitto di interessi. I giudici di merito avevano respinto le loro richieste. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso degli investitori. Ha stabilito che la banca non aveva fornito informazioni complete sulla rischiosità dei titoli e sulle implicazioni delle operazioni, anche se gli investitori sembravano esperti. La Cassazione ha anche chiarito che l'operazione in contropartita diretta non esclude il conflitto di interessi e richiede un'autorizzazione scritta specifica. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Obblighi Informativi Banca: Vittoria Investitori contro la Negligenza
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità di una banca per la violazione degli **obblighi informativi banca** nei confronti di investitori che avevano acquistato bond argentini ad alto rischio. La Corte d'Appello aveva già accertato l'inadempimento della banca nel fornire informazioni adeguate sull'inadeguatezza degli investimenti e sui rischi connessi, in particolare riguardo alle condizioni economiche dell'Argentina e al rating dei titoli. La Cassazione ha rigettato il ricorso della banca, ribadendo che l'obbligo di informazione rafforzato persiste anche in presenza di una propensione al rischio degli investitori e ha escluso il concorso di colpa di questi ultimi. La banca è stata condannata al pagamento dei danni e delle spese legali.
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Obblighi informativi bancari: Cassazione ribalta la responsabilità della banca
Due risparmiatori hanno citato in giudizio una Banca per aver subito perdite dall'acquisto di titoli argentini, lamentando la violazione degli obblighi informativi bancari. Il Tribunale aveva dato loro ragione, ma la Corte d'Appello aveva ribaltato la decisione, ritenendo non provato il nesso causale tra la condotta della Banca e il danno. La Cassazione ha accolto il ricorso dei risparmiatori. Ha stabilito che la Banca deve sempre provare di aver adempiuto ai suoi obblighi informativi e che, in caso di inadempimento, si presume il nesso causale. La sentenza d'appello è stata quindi annullata, con rinvio per una nuova valutazione.
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Obblighi informativi intermediario finanziario: Cassazione tutela l’investitore
Un investitore ha acquistato obbligazioni argentine tramite una banca, subendo perdite. Ha citato la banca per inadempimento degli obblighi informativi intermediario finanziario, sostenendo che non aveva ricevuto informazioni adeguate sui rischi specifici del titolo. La Corte d'Appello aveva respinto la sua richiesta. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'investitore, stabilendo che l'intermediario deve fornire un'informazione puntuale e dettagliata sui rischi concreti del singolo prodotto finanziario, come il rating e le prospettive negative, andando oltre le informazioni generiche. La sentenza è stata cassata e rinviata per una nuova valutazione.
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Obblighi informativi intermediario finanziario: la Banca condannata
Un Investitore ha citato in giudizio una Banca per ottenere la risoluzione di un'operazione di acquisto di obbligazioni Cirio. L'Investitore lamentava la mancanza di informazioni sui rischi, un conflitto di interessi della Banca e l'inadeguatezza dell'investimento al suo profilo. La Banca si difendeva sostenendo di essere solo un acquirente e che l'Investitore aveva un profilo speculativo. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, ribadendo la responsabilità della Banca per la violazione degli **obblighi informativi intermediario finanziario**. La Corte ha stabilito che la Banca doveva acquisire e fornire informazioni adeguate sui rischi dei titoli, anche se il cliente era propenso al rischio. Il ricorso della Banca è stato rigettato, con condanna alle spese.
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Banca vs Investitore: la Compensazione del Danno negli Investimenti
Un Investitore ha citato in giudizio una Banca per inadempimento degli obblighi informativi e per un ordine di acquisto con firma falsa. La Corte d'Appello aveva riconosciuto il mancato rispetto degli obblighi informativi e condannato la Banca a un risarcimento maggiore, escludendo la compensazione del danno con i frutti dell'investimento. La Cassazione ha accolto il ricorso della Banca su questo punto. Ha stabilito che nel calcolo del risarcimento per inadempimento degli obblighi informativi, si devono considerare i vantaggi ottenuti dall'Investitore, come cedole e controvalore dei titoli, applicando il principio di compensazione del danno. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova quantificazione.
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Obblighi informativi banca: investitori esperti perdono contro l’istituto
Gli eredi di due investitori hanno citato in giudizio una banca per ottenere il risarcimento dei danni, sostenendo che la banca non aveva rispettato gli obblighi informativi banca riguardo all'acquisto di obbligazioni Lehman Brothers. Gli investitori lamentavano una carenza di informazioni sui prodotti finanziari e un presunto conflitto di interessi. Dopo che i primi due gradi di giudizio avevano respinto le loro richieste, la Corte di Cassazione ha confermato tali decisioni. La Cassazione ha ritenuto che la banca avesse adempiuto ai suoi doveri informativi e che gli investitori fossero esperti, capaci di valutare rischi elevati. Il ricorso è stato rigettato, con condanna degli eredi al pagamento delle spese legali.
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Obblighi informativi intermediario finanziario: la banca deve sempre informare
Gli eredi di un investitore hanno citato in giudizio una Banca per ottenere la nullità o la risoluzione di un acquisto di obbligazioni argentine e la restituzione della somma investita. Essi lamentavano la mancata osservanza degli obblighi informativi intermediario finanziario e un difetto di forma nel contratto. Il Tribunale aveva accolto la domanda per vizio di forma, ma la Corte d'Appello aveva ribaltato la decisione, ritenendo il contratto valido e che al momento dell'acquisto non vi fossero segnali di rischio. La Cassazione ha accolto il ricorso degli eredi, affermando che la Banca ha sempre l'obbligo di informare l'investitore sui rischi, indipendentemente dalla rischiosità percepita del prodotto. La causa tornerà alla Corte d'Appello.
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Investitori vs Banca: Obblighi Informativi e Nesso Causale Negato
Un gruppo di Investitori ha citato in giudizio una Banca per la perdita subita su titoli argentini, lamentando la violazione degli obblighi informativi banca. Gli Investitori sostenevano di non essere stati adeguatamente informati sui rischi e chiedevano il risarcimento. La Corte d'Appello aveva respinto la loro richiesta, ritenendo il contratto valido e che non vi fosse un nesso di causalità tra l'operato della banca e il danno, anche perché gli Investitori erano considerati esperti e avrebbero comunque investito. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli Investitori, confermando che la mancanza di un nesso causale tra l'eventuale inadempimento della banca e il danno escludeva la responsabilità.
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Prescrizione azione risarcitoria: l’investitore perde per mancata impugnazione
Un investitore ha citato in giudizio una Banca per la risoluzione di un contratto di investimento in obbligazioni argentine e il risarcimento dei danni, lamentando una carenza informativa. Il Tribunale aveva accolto la domanda, ma la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, ritenendo l'azione prescritta e infondata. La Corte d'Appello ha anche evidenziato che l'investitore era un "operatore qualificato" e che non era stato provato un nesso causale tra l'eventuale carenza informativa e il danno. La Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'investitore inammissibile. Questo è avvenuto perché una delle tre ragioni (ratio decidendi) su cui si basava la sentenza d'Appello, ovvero l'assenza di prova del nesso causale, non è stata impugnata dall'investitore. Pertanto, la decisione della Corte d'Appello è rimasta valida, rendendo irrilevanti le altre contestazioni sulla prescrizione azione risarcitoria.
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Assegni al Promotore: La Responsabilità Intermediario Finanziario Prevale
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di **responsabilità intermediario finanziario** per la condotta illecita di un promotore. Un'investitrice aveva consegnato assegni intestati al promotore, che si era appropriato delle somme. L'intermediario aveva sostenuto un concorso di colpa dell'investitrice per tale modalità di consegna. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'intermediario, ribadendo che la semplice consegna di denaro al promotore in modo non conforme non interrompe il nesso causale della responsabilità dell'intermediario, né configura concorso di colpa dell'investitore, a meno che non si dimostri una condotta 'anomala' (collusione o acquiescenza consapevole) da parte di quest'ultimo. L'intermediario non ha fornito tale prova.
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Banca Condannata: la Responsabilità per Investimenti Rischiosi
La Corte di Cassazione ha confermato la **responsabilità della banca per investimenti** rischiosi, condannandola a risarcire due investitori. Questi avevano subito perdite significative a causa della sottoscrizione di obbligazioni argentine. La banca non aveva fornito le informazioni complete sui rischi, violando gli obblighi di legge. La Suprema Corte ha ribadito che l'intermediario finanziario deve dimostrare di aver adempiuto ai suoi doveri informativi, anche se l'investitore ha una generica propensione al rischio. La sentenza ha respinto le eccezioni della banca, inclusa quella di prescrizione e la presunta esperienza degli investitori, consolidando il principio che la banca deve garantire una scelta consapevole ai propri clienti.
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Addizionale settore finanziario: lite su bonus e consulenza
Un dirigente impugnava il silenzio-rifiuto dell'Agenzia delle Entrate sulla richiesta di rimborso dell'addizionale del 10% applicata sui compensi variabili e bonus. La società datrice di lavoro aveva applicato il prelievo come sostituto d'imposta. Il contribuente sosteneva che l'attività societaria di sola consulenza finanziaria non rientrasse tra i soggetti bancari e creditizi tipici. La Commissione Tributaria Regionale accoglieva la domanda del contribuente, limitando la nozione agli intermediari iscritti all'apposito albo. L'Agenzia delle Entrate ricorreva per Cassazione sostenendo un'interpretazione estensiva della norma. I giudici di legittimità hanno sospeso la decisione finale, rimettendo il fascicolo alla Sezione Tributaria ordinaria per la particolare rilevanza della questione circa l'effettiva portata dell'addizionale settore finanziario.
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Nesso di causalità: l’attesa del risparmiatore salva la banca
Un'investitrice ha citato in giudizio una banca e una società di gestione per il risarcimento dei danni derivanti dal mancato avvertimento sulla rischiosità delle obbligazioni Lehman Brothers, poi fallite. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda applicando il principio della ragione più liquida: anche ipotizzando un inadempimento informativo, mancava il nesso di causalità tra la condotta della banca e il danno. L'investitrice, infatti, aveva chiesto di vendere i titoli solo sette mesi dopo il fallimento, dimostrando un atteggiamento attendista incompatibile con l'ipotesi che avrebbe venduto prima se informata. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso dell'investitrice e condannandola alle spese, poiché la condotta successiva al default costituisce una prova contraria idonea a escludere il nesso di causalità.
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Risarcimento danni investimenti: perché i documenti non bastano
Un risparmiatore ha citato in giudizio un istituto di credito chiedendo il risarcimento danni investimenti per la perdita del capitale investito in titoli ad alto rischio. L'investitore lamentava la violazione degli obblighi informativi e il ritardo nell'esecuzione degli ordini di vendita. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del risparmiatore, confermando la decisione dei giudici di merito. La Suprema Corte ha stabilito che la domanda di risarcimento era generica e indeterminata. L'investitore non ha quantificato con precisione il danno subito al momento dell'inadempimento, limitandosi a produrre documenti contabili senza specificare i fatti nei propri atti difensivi. Di conseguenza, il risparmiatore perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Obblighi informativi dell’intermediario: banca contro risparmiatori
Gli Investitori hanno chiesto il risarcimento dei danni subiti a causa del default dei bond argentini. I giudici di merito hanno condannato la Banca per non aver adempiuto agli obblighi informativi dell'intermediario durante il rapporto, omettendo di segnalare il declassamento dei titoli. La Banca ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che, nel servizio di sola ricezione ed esecuzione di ordini, i doveri di informazione si esauriscono con l'acquisto dei titoli. Rilevando un contrasto giurisprudenziale sul punto e la rilevanza della questione, la Suprema Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rimettendo la causa alla pubblica udienza della Prima Sezione civile per una decisione definitiva.
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Dovere di informazione della banca: risarciti i rischi taciuti
Un investitore privo di esperienza acquistava prodotti finanziari ad alto rischio proposti da un istituto di credito, subendo gravi perdite patrimoniali. Gli eredi del risparmiatore citavano in giudizio la banca per violazione degli obblighi informativi. La Corte d'Appello condannava l'istituto al risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso della banca. I giudici hanno ribadito che il dovere di informazione della banca non si esaurisce nella generica comunicazione del rischio di perdita del capitale. L'intermediario deve valutare l'adeguatezza dell'investimento rispetto al profilo del cliente e dimostrare di aver fornito informazioni dettagliate. La liquidazione anticipata dei titoli da parte del risparmiatore per evitare ulteriori perdite non costituisce concorso di colpa. La banca è stata condannata a risarcire oltre 228.000 euro.
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Obbligo informativo dell’intermediario: no ai moduli generici
Gli eredi di un'investitrice hanno citato in giudizio una banca chiedendo il risarcimento dei danni per l'acquisto di obbligazioni argentine poi andate in default. La Corte di Cassazione ha chiarito che le modifiche di legge non rendono nullo il vecchio contratto quadro. Tuttavia, ha accolto il ricorso degli eredi stabilendo che la banca ha violato l'obbligo informativo dell'intermediario. Non basta avvisare genericamente il cliente che un titolo è rischioso o che si può perdere il capitale. La banca deve fornire informazioni concrete, dettagliate e aggiornate sul reale rischio di insolvenza dello Stato emittente, avvalendosi anche dei dati delle agenzie di rating. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Compensatio lucri cum damno: quando il guadagno riduce il danno
Due risparmiatori citano in giudizio un Istituto di Credito per essere stati indotti ad acquistare obbligazioni argentine altamente rischiose senza adeguate informazioni. Il Tribunale e la Corte d'Appello condannano la banca al risarcimento. La Cassazione rigetta il ricorso della banca sulla responsabilità informativa, confermando la violazione dei doveri di trasparenza. Tuttavia, accoglie il ricorso sul calcolo del danno: i giudici di merito non hanno applicato il principio della compensatio lucri cum damno. I risparmiatori avevano infatti ottenuto cedole e plusvalenze dallo scambio dei titoli, elementi che riducono il danno effettivo. La sentenza viene cassata con rinvio per ricalcolare la somma dovuta.
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Obbligo informativo dell’intermediario: tutelato anche l’esperto
Una societa immobiliare ha acquistato obbligazioni argentine ad alto rischio tramite una banca. A seguito del default dei titoli, la societa ha chiesto la risoluzione dei contratti per grave inadempimento della banca, lamentando la violazione dei doveri di informazione. La Corte d'Appello ha parzialmente respinto le richieste ritenendo la societa un investitore esperto. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della societa, stabilendo che l'obbligo informativo dell'intermediario non viene meno nemmeno di fronte a un cliente esperto o abituato a operazioni speculative. La banca deve sempre fornire informazioni dettagliate sulle caratteristiche e sui rischi specifici del titolo offerto. La sentenza e stata cassata con rinvio.
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