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Interclusione

21 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La condizione di un fondo che non ha accesso diretto alla via pubblica, essendo circondato da proprietà altrui. Può essere assoluta (nessun accesso) o relativa (accesso inadatto o dispendioso).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Servitù Coattiva di Passaggio: Richiesta bloccata dalla procedura
Un'Azienda, utilizzatrice di un immobile in leasing, e alcuni Proprietari di fondi vicini hanno richiesto la costituzione di una Servitù coattiva di passaggio pedonale e carraio per accedere alla via pubblica. Dopo decisioni contrastanti tra Tribunale e Corte d'Appello, entrambe le parti hanno presentato ricorso in Cassazione. I Proprietari contestavano la legittimazione dell'Azienda e l'interclusione dei fondi, mentre l'Azienda lamentava la ripartizione delle spese legali. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a nuovo ruolo. Ha concesso all'Azienda un termine di 60 giorni per rinnovare la notificazione del ricorso ad alcuni Proprietari, essenziale per la corretta prosecuzione del processo.
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Servitù di Passaggio: Quando il diritto non è un passaggio
Un'Azienda Agricola ha chiesto il riconoscimento di una servitù di passaggio per destinazione del padre di famiglia su un terreno confinante. Il Tribunale aveva inizialmente accolto la richiesta, ma la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione. La Corte d'Appello ha ritenuto che il passaggio non servisse a collegare il fondo dell'Azienda Agricola alla via pubblica attraverso il fondo vicino, ma fosse solo un accesso interno alla proprietà stessa. La Corte di Cassazione ha confermato questa interpretazione. Ha stabilito che una servitù per destinazione del padre di famiglia non si costituisce se il passaggio non collega una parte del fondo diviso alla via pubblica attraverso l'altra parte. L'Azienda Agricola ha perso la causa e dovrà pagare le spese legali.
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Servitù di passaggio convenzionale: l’accordo batte l’isolamento
Il Proprietario del Fondo Servente ha chiesto la cancellazione di una servitù di passaggio convenzionale gravante sul suo terreno, sostenendo che il terreno del vicino non fosse più isolato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'accordo originario tra le parti aveva stabilito la servitù in modo volontario, senza condizionarla allo stato di isolamento del terreno. Di conseguenza, il venir meno dell'isolamento non estingue automaticamente il diritto di passaggio se questo è nato da un contratto e non da un obbligo di legge. Il richiedente perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Servitù di passaggio volontaria: muretto abusivo e risarcimento
Una società, titolare di una servitù di passaggio volontaria su un fondo vicino, ha citato in giudizio la società proprietaria per aver costruito un muretto in cemento che bloccava il transito. La proprietaria del fondo servente sosteneva che la servitù si fosse estinta poiché il fondo non era più intercluso e i proprietari utilizzavano un'altra strada. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la servitù di passaggio volontaria, a differenza di quella coattiva, non si estingue automaticamente con il venir meno dell'interclusione. Per la sua estinzione serve un atto scritto o il non uso ventennale. La società ricorrente è stata condannata anche al risarcimento dei danni.
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Servitù coattiva di passaggio: fondo intercluso e giudicato.
La Corte di Cassazione ha confermato la costituzione di una servitù coattiva di passaggio carraio a favore di un proprietario il cui immobile risultava totalmente intercluso. I vicini si erano opposti sostenendo che un precedente giudizio avesse già negato l'esistenza di un diritto di transito su quel vialetto. Gli Ermellini hanno però chiarito che la precedente sentenza riguardava un'azione negatoria basata su titoli contrattuali, mentre la nuova domanda si fondava sulla necessità oggettiva di accesso prevista dalla legge. La Corte ha ribadito che l'interclusione giustifica il passaggio carraio se necessario per un uso conveniente del fondo, anche se destinato a semplice deposito, condannando i ricorrenti per lite temeraria.
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Divisione ereditaria: immobili e diritti di accesso
La Corte di Cassazione ha chiarito i presupposti per la Divisione ereditaria di beni immobili, stabilendo che la comoda divisibilità è esclusa se una quota risulta priva di accesso autonomo alla via pubblica. La sentenza precisa che il passaggio di fatto su proprietà di parenti non elimina l'interclusione giuridica. Inoltre, è stato ridefinito il calcolo dell'indennizzo per le opere costruite da terzi su suolo comune, qualificandolo come debito di valore comprensivo di interessi compensativi.
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**Servitù coattiva**: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza riguardante la richiesta di una **servitù coattiva** in un contesto condominiale. La controversia è nata dall'apertura di un varco in un muro perimetrale tra due stabili per consentire il passaggio a dei box auto. Mentre i giudici di merito avevano negato la servitù e ordinato la chiusura del varco, la Suprema Corte ha stabilito che, qualora venga richiesta la costituzione di una **servitù coattiva** su aree comuni, è obbligatorio coinvolgere tutti i condomini nel processo (litisconsorzio necessario). Inoltre, ha chiarito che una servitù nata da contratto può essere considerata coattiva se sussiste lo stato di interclusione del fondo.
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Servitù di passaggio: tolleranza e usucapione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso relativo a una servitù di passaggio tra parenti. La disputa riguardava l'ampliamento di un transito e l'usucapione di nuovi percorsi su particelle limitrofe. I giudici hanno stabilito che l'uso prolungato tra familiari non configura usucapione se riconducibile a mera tolleranza. Inoltre, l'interpretazione dell'atto di divisione originario del 1948, che limitava il passaggio a un metro di larghezza, è stata ritenuta una valutazione di merito insindacabile in sede di legittimità.
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Servitù coattiva e uscite di sicurezza: la Cassazione
La Corte di Cassazione affronta il caso di alcuni proprietari di un locale commerciale che hanno aperto un varco su un muretto condominiale per creare un'uscita di sicurezza. Il Condominio ha contestato l'opera, ottenendo nei gradi di merito l'ordine di chiusura e il ripristino dello stato dei luoghi. I ricorrenti invocano la costituzione di una servitù coattiva ai sensi dell'art. 1052 c.c., sostenendo che l'accesso sia necessario per garantire la sicurezza di lavoratori e clienti in conformità alle norme antincendio. La Suprema Corte, rilevando la complessità della questione interpretativa circa l'estensione della servitù coattiva a tutela di valori costituzionali come la salute, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza.
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Servitù coattiva: nuovi dubbi delle Sezioni Unite
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria riguardante la servitù coattiva di passaggio su una pluralità di fondi. Il caso nasce dalla richiesta di alcuni proprietari di un fondo intercluso di ottenere il passaggio attraverso terreni limitrofi per raggiungere la pubblica via. La questione centrale riguarda le conseguenze processuali nel caso in cui non vengano citati in giudizio tutti i proprietari dei fondi intermedi. Mentre un orientamento del 2013 prevedeva il rigetto della domanda per inesistenza del diritto, la Corte ha ora ravvisato la necessità di rimettere la questione alle Sezioni Unite per valutare se sia invece necessario integrare il contraddittorio, garantendo così una visione unitaria del tracciato e la tutela del fondo dominante.
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Usucapione e servitù di passaggio: la prova del possesso
La Corte d'Appello di Torino ha confermato il rigetto delle domande di usucapione di un terreno e di una servitù di passaggio proposte da un privato contro un parente. Il caso riguarda l'uso di un fondo per lo stoccaggio di legna e il transito su una strada privata. La Corte ha stabilito che tali attività, svolte in un clima di tolleranza familiare e senza prova di un possesso esclusivo, non permettono l'acquisto per usucapione e servitù di passaggio. È stata inoltre rigettata la domanda di servitù coattiva per mancanza di prova dell'interclusione del fondo.
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Servitù di passaggio e condizione risolutiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che una servitù di passaggio, costituita con una condizione risolutiva legata alla costruzione di una specifica strada pubblica, non si estingue se la strada poi realizzata è diversa da quella originariamente prevista e non risolve l'interclusione di tutti i fondi dominanti. La corrispondenza esatta tra l'evento previsto e quello verificatosi è essenziale per l'estinzione del diritto.
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Servitù condominiale: no all’apertura sul muro comune
I proprietari di un ristorante aprivano un varco nel muro di un condominio adiacente per creare un'uscita di sicurezza, imponendo una servitù condominiale di passaggio. La Cassazione ha confermato l'illegittimità dell'opera, in quanto l'apertura di un varco su un bene comune a favore di una proprietà esterna richiede il consenso unanime di tutti i condomini e non può essere giustificata come servitù coattiva per esigenze commerciali.
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Ampliamento servitù: domanda inammissibile in appello
Una proprietaria terriera citava in giudizio i vicini per aver allargato una strada interpoderale a danno della sua proprietà. I convenuti chiedevano in via riconvenzionale la costituzione di una servitù coattiva, domanda respinta in primo grado perché il loro fondo non era intercluso. In appello, modificavano la domanda chiedendo un ampliamento servitù. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che la modifica della domanda in appello, basata su presupposti di fatto e di diritto diversi, non è consentita.
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Servitù coattiva: onere della prova su cortili
La richiesta di una proprietaria per una servitù coattiva di passaggio sul cortile di un vicino è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato che spetta a chi richiede la servitù l'onere di dimostrare che il proprio fondo è completamente intercluso e che non esistono altre vie di accesso alternative, requisito fondamentale per superare l'esenzione legale prevista per i cortili. La Corte ha inoltre chiarito che un'azione possessoria precedente, poi estinta, non impedisce l'interruzione del termine utile per l'usucapione.
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Interclusione da alienazione: la servitù di passaggio
La Corte di Cassazione chiarisce la disciplina della servitù di passaggio quando un fondo diventa intercluso a seguito di una vendita. L'ordinanza analizza il caso di due fratelli che si opponevano alla costituzione di una servitù a favore dei vicini, sostenendo che l'interclusione del loro fondo era un effetto diretto di un precedente atto di alienazione. La Corte ha cassato la decisione di merito per aver erroneamente applicato l'art. 1062 c.c. (destinazione del padre di famiglia) invece del più specifico art. 1054 c.c. sull'interclusione da alienazione, rinviando il giudizio alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Illecito permanente: la Cassazione sul risarcimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'interclusione di un fondo, causata dalla costruzione di un'opera pubblica, costituisce un illecito permanente e non un illecito istantaneo con effetti permanenti. Questa qualificazione è fondamentale per il calcolo della prescrizione del diritto al risarcimento del danno. A differenza dell'illecito istantaneo, dove il termine di prescrizione decorre dalla prima manifestazione del danno, nell'illecito permanente il diritto al risarcimento sorge continuamente finché perdura la condotta lesiva. Di conseguenza, la richiesta di risarcimento non era prescritta, ma limitata ai danni subiti nei cinque anni precedenti l'azione legale. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, che aveva erroneamente dichiarato estinto il diritto degli attori, e ha rinviato la causa per un nuovo esame.
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Onere della prova danno: la Cassazione chiarisce
Un proprietario immobiliare chiede il risarcimento a una società costruttrice per l'impossibilità di accedere ai suoi immobili a causa di lavori pubblici. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha rigettato la richiesta. Ha chiarito che l'onere della prova danno non è soddisfatto dalla semplice dimostrazione della proprietà e dell'interclusione. Se la controparte contesta specificamente la possibilità di utilizzo del bene (ad esempio, provandone il cattivo stato di manutenzione), spetta al proprietario dimostrare la concreta e reale possibilità di trarne reddito che è stata persa.
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Servitù di passaggio: il fondo è davvero intercluso?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di richiesta di servitù di passaggio per un fondo ritenuto intercluso. La Corte d'Appello aveva negato il diritto, sostenendo l'esistenza di un accesso alternativo. La Cassazione ha annullato tale decisione, precisando che per escludere l'interclusione non basta un passaggio di fatto su terreni altrui, ma è necessario un accesso garantito da un diritto reale (proprietà o servitù), legittimamente e stabilmente praticabile.
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Espropriazione parziale: indennizzo e danno funzionale
La Corte di Cassazione ha stabilito che in un caso di espropriazione parziale, l'indennizzo deve coprire non solo il valore del terreno sottratto ma anche il danno funzionale e il deprezzamento della proprietà residua. Ciò si verifica quando l'unità economica di un'azienda agricola viene compromessa, ad esempio rendendo inutilizzabile l'impianto di irrigazione o intercludendo parti del fondo. La Corte ha chiarito che l'ubicazione fisica di elementi chiave, come i pozzi, al di fuori del perimetro espropriato non è determinante se questi sono funzionalmente essenziali per l'intera proprietà.
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