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Insinuazione Al Passivo — Anno 2025

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129 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Insinuazione Al Passivo

Provvedimenti

Opposizione stato passivo: ricorso inammissibile
Una società creditrice ha presentato ricorso in Cassazione contro il rigetto della sua opposizione allo stato passivo di un fallimento. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, evidenziando la genericità dei motivi, la mancata specificazione di fatti storici decisivi e l'incapacità di censurare la ratio decidendi del provvedimento impugnato. In particolare, la Corte ha sottolineato come nell'opposizione stato passivo sia necessario indicare con precisione i documenti su cui si fonda la pretesa, anche se già depositati in precedenza.
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TFR non versato: chi può agire in caso di fallimento?
Un lavoratore si è visto negare l'insinuazione al passivo per il TFR non versato al fondo pensione dal datore di lavoro poi fallito. I giudici di merito ritenevano che il diritto di agire spettasse solo al fondo. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che, di regola, il conferimento del TFR al fondo pensione costituisce una delegazione di pagamento e non una cessione del credito. Pertanto, la legittimazione attiva a recuperare le somme rimane in capo al lavoratore, a meno che non sia provata una specifica cessione del credito. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame.
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Compenso CTU collegiale: obblighi e diritti nel fallimento
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un professionista contro il rigetto della sua richiesta di ammissione al passivo fallimentare. La Corte ha stabilito che la maggiorazione del 40% per il compenso CTU collegiale è obbligatoria e non discrezionale. Inoltre, ha riaffermato che il creditore ha diritto di insinuarsi per l'intero credito nel fallimento del coobbligato, anche se ha ricevuto pagamenti parziali da un altro debitore solidale dopo la dichiarazione di fallimento.
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Appello e fallimento: si può proseguire il giudizio?
Un'impresa creditrice si oppone alla decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato improcedibile il suo appello a seguito del fallimento della società debitrice. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo un principio chiave sul rapporto tra appello e fallimento: il giudizio di impugnazione, se iniziato prima della dichiarazione di fallimento, deve proseguire. La sentenza di primo grado, anche se non definitiva, costituisce titolo per l'insinuazione al passivo con riserva, e l'appello è lo strumento corretto per il curatore per contestarla o per il creditore per riformarla.
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Accordo transattivo: rinvio udienza in Cassazione
Una compagnia assicurativa aveva presentato ricorso in Cassazione contro il fallimento di una società, a seguito del rigetto della sua domanda di ammissione al passivo. Durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha disposto il rinvio della causa per consentire alle parti di formalizzare l'accordo e la conseguente rinuncia al ricorso.
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Competenza giudice fallimentare: lavoratore e azienda
Un lavoratore ha agito in giudizio contro il suo datore di lavoro, un ente in liquidazione coatta amministrativa, per ottenere un risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza del giudice fallimentare prevale per le richieste di natura puramente economica, come i crediti da lavoro o i risarcimenti. Tali pretese devono essere fatte valere attraverso la procedura di insinuazione al passivo e non davanti al giudice del lavoro, a cui restano le sole questioni relative allo 'status' del lavoratore (es. illegittimità del licenziamento).
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TFR e fallimento: chi chiede i soldi non versati?
Un lavoratore si è visto negare il diritto di chiedere il TFR non versato al fondo pensione dopo il fallimento della sua azienda. Il tribunale riteneva che solo il fondo potesse agire. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: in caso di fallimento, il diritto di richiedere le quote di TFR maturate e non versate spetta, di regola, al lavoratore. Spetta al curatore fallimentare dimostrare un'eventuale cessione del credito al fondo pensione.
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Errore di fatto: Cassazione revoca la propria decisione
Un professionista si vede respingere l'insinuazione al passivo di un fallimento. Il suo ricorso in Cassazione è inizialmente dichiarato improcedibile per un presunto ritardo. Il professionista dimostra un errore di fatto della Corte sulla data di deposito dell'atto impugnato. La Cassazione revoca la precedente ordinanza ma, riesaminando il caso, dichiara il ricorso originario comunque inammissibile per altri motivi di diritto, legati alla genericità delle censure.
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Indennizzo durata irragionevole: come si calcola?
La Corte di Cassazione ha stabilito importanti principi sull'indennizzo per durata irragionevole dei processi. In un caso riguardante due lavoratori creditori in un fallimento, la Corte ha rigettato il ricorso del Ministero della Giustizia, chiarendo che l'indennizzo si calcola sul valore del credito ammesso al passivo, non sulla somma effettivamente riscossa. Ha invece accolto il ricorso dei lavoratori, affermando che nella liquidazione delle spese legali del giudizio di opposizione deve essere incluso anche il compenso per la fase istruttoria, procedendo a una nuova e corretta quantificazione.
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