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Ingente Quantitativo

17 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Elemento costitutivo del reato di traffico illecito di rifiuti, che non si riferisce a una soglia fissa di peso o volume, ma viene valutato dal giudice caso per caso, considerando la natura del rifiuto, la durata dell'attività e l'organizzazione complessiva.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ingente quantitativo nella coltivazione: calcolo virtuale valido
L'Imputato concorda un patteggiamento a quattro anni di reclusione per detenzione di armi e coltivazione di 4.200 piante di cannabis, con l'aggravante del rilevante carico di sostanza. Successivamente propone ricorso per cassazione sostenendo l'assenza di perizie sul principio attivo effettivamente ricavabile. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso. I giudici stabiliscono che la sussistenza dell'ingente quantitativo nella coltivazione si calcola sulla stima del raccolto futuro e non sullo sviluppo momentaneo della piantagione.
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Pene sostitutive per stupefacenti negate al corriere della droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due soggetti condannati per detenzione e trasporto di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente. I giudici hanno confermato le pene carcerarie e negato l'accesso alle pene sostitutive per stupefacenti. Per la prima imputata, sorpresi a trasportare oltre quindici chilogrammi di droga dietro un compenso di ventimila euro, i giudici hanno riscontrato un'alta pericolosità sociale e legami abituali con il narcotraffico. Tali elementi impediscono la concessione della detenzione domiciliare o dei lavori di pubblica utilità. Per il secondo imputato, la richiesta di misura alternativa è risultata tardiva poiché non inserita nei motivi principali dell'appello. La Corte ha condannato entrambi i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro ciascuno alla Cassa delle Ammende.
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Sospensione dell’ordine di esecuzione: stop con reati ostativi
Un condannato per traffico di stupefacenti con l'aggravante dell'ingente quantitativo ha patteggiato la pena. Il giudice della condanna ha riconosciuto la prevalenza delle circostanze attenuanti generiche rispetto all'aggravante. Il Pubblico Ministero ha emesso l'ordine di carcerazione senza concederne la sospensione. Il condannato ha richiesto la revoca del provvedimento, sostenendo che le attenuanti prevalenti cancellassero la natura ostativa del reato. Il Giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, stabilendo che il giudizio di prevalenza delle attenuanti incide unicamente sulla misura della pena e non cancella la presenza materiale dell'aggravante ostativa. Di conseguenza, la sospensione dell'ordine di esecuzione resta preclusa.
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Ingente quantitativo di droga: condannati i corrieri del camion
Due corrieri, padre e figlio, sono stati condannati per aver trasportato oltre 340 chili di marijuana e hashish nascosti in un autoarticolato. La difesa ha fatto ricorso in Cassazione contestando l'aggravante dell'ingente quantitativo di droga, sostenendo che i due non fossero consapevoli dell'esatta quantità trasportata e chiedendo le attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. I giudici hanno stabilito che l'eccezionale dimensione del carico rende impossibile non rendersi conto della gravità del trasporto. Inoltre, la confessione tardiva non dà diritto a sconti di pena automatici se manca un reale ravvedimento. La condanna viene quindi confermata definitivamente.
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Trasporto di 60 kg di droga: l’aggravante che annulla la difesa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di due persone per il trasporto di 60 kg di hashish. La difesa sosteneva la mancanza di consapevolezza del trasportatore, ma la sua confessione è stata ritenuta prova sufficiente della sua partecipazione cosciente. La Corte ha respinto ogni richiesta di attenuanti, sottolineando che la presenza di una quantità così massiccia di droga configura l'aggravante ingente quantitativo stupefacenti. Questa circostanza, data l'enorme potenziale di diffusione e il numero di dosi ricavabili (oltre 25.000), dimostra una particolare pericolosità sociale e giustifica una pena severa, rendendo la condanna definitiva.
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Aggravante ingente quantitativo: ‘Non sapevo’ non basta
Due persone sono state condannate per la detenzione a fini di spaccio di 22 kg di hashish, nascosti in due immobili vicini. Hanno contestato l'applicazione dell'aggravante ingente quantitativo stupefacenti, sostenendo di non essere consapevoli della quantità totale. La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi, stabilendo un principio chiave: l'aggravante si applica non solo a chi conosce la quantità esatta, ma anche a chi la ignora per colpa. La consapevolezza può essere dedotta dalle circostanze, come l'organizzazione logistica e i ruoli dei complici. La condanna è stata quindi confermata.
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Batterie in Romania: non episodi ma traffico illecito di rifiuti
La Cassazione conferma la condanna per traffico illecito di rifiuti a carico di due imprenditori che gestivano un flusso continuo di rifiuti speciali pericolosi, come batterie al piombo, verso la Romania. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: il requisito dell' 'ingente quantitativo' non si valuta sul singolo carico, ma sul volume totale di rifiuti trattati durante tutta l'attività illecita. Allo stesso modo, la continuità e l'organizzazione delle operazioni, provate tramite intercettazioni, dimostrano l' 'abitualità' della condotta, elemento che distingue questo grave reato da violazioni ambientali minori. I ricorsi sono stati quindi respinti e le condanne sono diventate definitive.
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Detenzione di stupefacenti: condanna per coabitazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna condannata per detenzione di stupefacenti in concorso. Durante una perquisizione domiciliare, le forze dell'ordine avevano rinvenuto oltre 80 kg di hashish, cocaina e marijuana. La difesa sosteneva l'inconsapevolezza della ricorrente, ma i giudici hanno confermato la responsabilità penale basandosi sulla visibilità dei borsoni nel sottoscala, sul forte odore di droga e sul possesso di strumenti per il confezionamento. La sentenza ribadisce che la detenzione di stupefacenti è provata da elementi logici e indiziari convergenti.
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Ingente quantitativo: soglie e limiti Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un soggetto trovato in possesso di 55 kg di hashish, dichiarando inammissibile il ricorso. Il fulcro della decisione riguarda l'aggravante dell'ingente quantitativo: la Suprema Corte ha ribadito che per le droghe leggere la soglia oltre la quale scatta l'aggravante è di 2 kg di principio attivo. Nel caso di specie, la presenza di oltre 14 kg di principio attivo giustifica ampiamente la misura restrittiva, rendendo superflua una motivazione ultronea sulla gravità del fatto in fase cautelare.
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Ingente quantitativo: prova e misure cautelari
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare che confermava l'aggravante dell'ingente quantitativo di hashish basandosi solo sul peso lordo. La Corte ha stabilito che, anche in fase cautelare, è necessaria una 'qualificata probabilità di colpevolezza' riguardo al superamento della soglia di principio attivo, e non una mera 'astratta compatibilità' con il dato ponderale.
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Detenzione materiale pedopornografico: il cloud è reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33869/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato agli arresti domiciliari per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: la disponibilità di file illegali su servizi di cloud storage, come chat o archivi virtuali, integra pienamente il reato di detenzione materiale pedopornografico. Anche l'aggravante dell'ingente quantitativo è stata confermata, basandosi sul numero assoluto di file rinvenuti, superiore al migliaio.
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Traffico illecito di rifiuti: quando è ingente?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di tre imputati condannati per traffico illecito di rifiuti. La sentenza conferma che il requisito dell'"ingente quantitativo" (nel caso di specie, 20 tonnellate di tessili) si valuta sul complesso delle operazioni e che il reato è di pericolo presunto, non richiedendo la prova di un danno ambientale effettivo. La Corte ha inoltre respinto le argomentazioni che miravano a una rilettura dei fatti, ribadendo i limiti del giudizio di legittimità.
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Ingente quantitativo stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due individui condannati per traffico di un ingente quantitativo di stupefacenti. La decisione conferma la sentenza di appello, sottolineando che i motivi del ricorso erano generici e riproponevano questioni già correttamente valutate nei gradi di merito. La Corte ha ribadito la correttezza nell'applicazione dell'aggravante per la notevole quantità di principio attivo e ha confermato il diniego di attenuanti per mancanza di una collaborazione efficace e per la logica motivazione del giudice di merito sulla valutazione delle circostanze.
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Aggravante ingente quantitativo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per il trasporto di quasi 3 kg di cocaina. La difesa sosteneva la mancata consapevolezza riguardo la quantità, ma la Corte ha confermato l'applicazione dell'aggravante ingente quantitativo, sottolineando che le cautele adottate durante il trasporto (come l'uso di un'auto a noleggio) e le regole di esperienza dimostrano una sufficiente consapevolezza del rischio e del valore ponderale dello stupefacente, rendendo irrilevante la conoscenza esatta del peso.
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Traffico di stupefacenti: Cassazione e prove
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di diversi imputati condannati per traffico di stupefacenti. La sentenza conferma la validità delle prove basate su intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori e servizi di osservazione, anche in assenza di sequestro diretto della sostanza. Vengono inoltre chiariti i criteri per l'applicazione dell'aggravante dell'ingente quantitativo e la distinzione tra reato continuato e una generica 'carriera criminale', negando la continuazione per reati commessi a grande distanza di tempo.
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Coltivazione ingente: la Cassazione sui gravi indizi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un individuo accusato di coltivazione ingente di circa diecimila piante di cannabis. La difesa contestava la sufficienza degli indizi e la sussistenza delle esigenze cautelari. La Corte ha confermato la validità del quadro indiziario basato su intercettazioni, documenti e messaggistica, ritenendo inoltre giustificata la misura cautelare per l'elevato pericolo di recidiva, nonostante il tempo trascorso dai fatti.
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Traffico illecito di rifiuti: reato abituale
La Cassazione conferma la condanna per tre persone per traffico illecito di rifiuti. La Corte ha stabilito che si tratta di un reato abituale, chiarendo la competenza territoriale e i limiti delle autorizzazioni semplificate per la gestione dei rifiuti, confermando l'illegalità delle operazioni svolte.
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