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Infrazione Disciplinare

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Violazione delle norme di comportamento interne a un istituto penitenziario commessa da un detenuto, che può comportare sanzioni e pregiudicare la concessione di benefici.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Liberazione anticipata: il cellulare in cella cancella lo sconto
Il Detenuto ha proposto ricorso in Cassazione contro il diniego della liberazione anticipata per un semestre di detenzione. Il Tribunale di sorveglianza aveva negato il beneficio a causa di una grave infrazione disciplinare: il possesso di un telefono cellulare rinvenuto appena quattro giorni dopo la fine del semestre. La difesa sosteneva che la violazione fosse avvenuta al di fuori del periodo considerato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che il procurarsi un telefono richiede una preparazione e un'organizzazione pregresse, dimostrando la mancata adesione al percorso rieducativo anche nei mesi antecedenti. Di conseguenza, un'infrazione commessa subito dopo un semestre può incidere negativamente sulla valutazione del semestre stesso, precludendo l'accesso alla liberazione anticipata.
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Liberazione anticipata negata tra denunce e sanzioni
Un detenuto richiede il beneficio dello sconto di pena per il periodo tra il 2015 e il 2021. Il Tribunale di Sorveglianza nega la misura a causa di un richiamo disciplinare in carcere e di diverse denunce per evasione e stupefacenti. Il ricorrente impugna la decisione sostenendo la mancanza di condanne definitive e la regolare condotta tenuta durante i domiciliari. La Corte di Cassazione respinge l'impugnazione e conferma il rigetto della richiesta di liberazione anticipata. I giudici evidenziano che le nuove denunce e le violazioni carcerarie dimostrano il mancato percorso rieducativo, potendo incidere negativamente anche sulla valutazione di semestri precedenti o successivi.
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Liberazione anticipata: le sanzioni non bloccano lo sconto
Un detenuto richiede il beneficio della liberazione anticipata per tre semestri di pena. Il Tribunale di sorveglianza respinge la richiesta a causa di quattro contestazioni disciplinari e per presunta mancata partecipazione al trattamento. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della difesa e annulla l'ordinanza con rinvio. I giudici di legittimità stabiliscono che le infrazioni interne non comportano un rigetto automatico. Il giudice di merito deve valutare concretamente la gravità degli addebiti e bilanciare gli episodi negativi con la condotta generale tenuta nel semestre, verificando l'effettiva adesione all'opera di risocializzazione.
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Liberazione anticipata negata: le sanzioni in carcere costano caro
Il Tribunale di Sorveglianza ha negato la liberazione anticipata a un detenuto a causa di numerose infrazioni disciplinari commesse in carcere. Il detenuto ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che tali violazioni fossero di lieve entità e che non si fosse tenuto conto del suo complessivo percorso di reinserimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che i comportamenti scorretti ripetuti nel tempo dimostrano il rifiuto del percorso rieducativo. Di conseguenza, la liberazione anticipata non può essere concessa se mancano le prove di una reale partecipazione alla rieducazione. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Liberazione anticipata negata per un video-colloquio con estranei
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di liberazione anticipata presentata da un detenuto per un semestre specifico. Durante quel periodo, l'uomo aveva commesso un'infrazione disciplinare ospitando persone non autorizzate durante un video-colloquio con i familiari. Per questo comportamento, era stato sanzionato con l'esclusione dalle attività ricreative per sette giorni. I giudici hanno stabilito che tale condotta dimostra la mancata partecipazione all'opera di rieducazione nel semestre di riferimento. Di conseguenza, il ricorso del detenuto è stato dichiarato inammissibile, con la condanna al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Liberazione anticipata: la salute non scusa le infrazioni
Il Condannato ha richiesto la liberazione anticipata per il periodo dal 2018 al 2022. Il Tribunale di Sorveglianza ha respinto la domanda a causa di ben sedici infrazioni disciplinari commesse in carcere. Il Condannato ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che le violazioni dipendessero dalle sue precarie condizioni di salute e che non avessero compromesso il suo percorso di rieducazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che l'elevato numero di sanzioni e la mancanza di un nesso chiaro tra lo stato di salute e le infrazioni giustificano il diniego del beneficio. Il Condannato perde il ricorso ed è condannato a pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Liberazione Anticipata Negata: Due Infrazioni Bastano a Perderla
Un detenuto si è visto respingere la richiesta di sconto di pena a causa di due richiami disciplinari ricevuti in un solo mese per aver disatteso ordini della polizia penitenziaria. Nonostante le sue giustificazioni, legate a presunti problemi di sicurezza personale, i giudici hanno confermato la decisione. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiaro: la valutazione sulla concessione del beneficio non si basa solo sull'assenza di gravi infrazioni, ma sulla prova di un'adesione sincera al percorso rieducativo. Le reiterate violazioni, anche se non gravissime, possono essere considerate un sintomo di mancata partecipazione, giustificando la liberazione anticipata negata.
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Liberazione anticipata: negata per infrazioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un detenuto contro il diniego della liberazione anticipata. Il ricorrente lamentava un difetto di motivazione riguardo alla valutazione della sua condotta in diversi istituti penitenziari. La Suprema Corte ha invece confermato la legittimità della decisione del Tribunale di Sorveglianza, evidenziando come la presenza di numerose infrazioni disciplinari commesse durante il periodo di detenzione sia incompatibile con il riconoscimento del beneficio, condannando il soggetto anche al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Liberazione anticipata e infrazioni disciplinari
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro il diniego della liberazione anticipata per diversi semestri di pena. Il Tribunale di Sorveglianza aveva basato il rifiuto sulla presenza di numerose infrazioni disciplinari commesse dal soggetto, ritenendole incompatibili con una reale partecipazione all'opera di rieducazione. La Suprema Corte ha confermato che il ricorso era generico e tentava impropriamente di ottenere una nuova valutazione dei fatti, condannando il ricorrente anche al pagamento di una sanzione pecuniaria in favore della cassa delle ammende.
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Liberazione anticipata: infrazione blocca il beneficio
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della liberazione anticipata a un detenuto a causa di una singola, ma grave, infrazione disciplinare. L'infrazione consisteva nel tentativo di far passare un messaggio per un altro detenuto sottoposto al regime speciale del 41-bis. Secondo la Corte, tale condotta dimostra la mancata adesione al percorso rieducativo e giustifica pienamente la decisione del Tribunale di Sorveglianza, rendendo il ricorso inammissibile.
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Liberazione anticipata: infrazione disciplinare la nega
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della liberazione anticipata a un detenuto a causa di un'infrazione disciplinare. La sentenza stabilisce che la violazione delle regole interne, come comunicare con un detenuto di un altro gruppo, è un sintomo decisivo della mancata partecipazione all'opera di rieducazione, giustificando così il rigetto del beneficio per il semestre in esame.
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