L'indagato, detenuto per la custodia in carcere legata a un ingente traffico di stupefacenti (oltre quattro chili di cocaina e cinque chili tra marijuana e hashish), ha richiesto la sostituzione della misura cautelare con gli arresti domiciliari. La difesa ha sostenuto il venir meno dell'attualità del pericolo di reiterazione del reato, valorizzando il tempo trascorso dall'arresto, la giovane età e la corretta condotta serbata. Il Tribunale prima e la Corte di Cassazione poi hanno respinto la richiesta. I giudici hanno chiarito che il semplice trascorrere del tempo e il comportamento regolare non attenuano automaticamente le esigenze cautelari. La gravità oggettiva dei fatti e l'ingente quantitativo di droga giustificano la permanenza della massima misura restrittiva.
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