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Imprenditore Commerciale

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il codice civile italiano definisce la figura di imprenditore commerciale nell'art. 2195, dedicato alla caratterizzazione degli imprenditori soggetti all'obbligo di iscrizione al registro delle imprese.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Fallimento Società: Quando la Sospensione del Processo Non è Dovuta
La Suprema Corte ha respinto il ricorso di una società dichiarata fallita. La Società contestava il fallimento sostenendo di essere una "interposizione fittizia" di un professionista e non un'entità commerciale autonoma. Chiedeva la **sospensione processo fallimentare** in attesa dell'esito di un contenzioso tributario sull'interposizione fittizia. La Corte ha stabilito che una società regolarmente iscritta è un imprenditore commerciale, assoggettabile a fallimento, indipendentemente dall'effettivo inizio dell'attività. Ha inoltre negato la sospensione, poiché il giudizio tributario non aveva una stretta pregiudizialità e coinvolgeva parti diverse, con debiti di entità molto superiore a quelli contestati in sede fiscale. Il fallimento è stato confermato.
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Fallimento Società Consortile: Attività Esterna Rende Imprenditore Commerciale
Un creditore ha chiesto il **fallimento società consortile**. La società ha contestato la sua natura di imprenditore commerciale e il superamento delle soglie. La Corte d'Appello ha confermato il fallimento, stabilendo che una società consortile è un imprenditore commerciale se svolge attività di produzione o scambio di beni/servizi con terzi, anche senza scopo di lucro. La Corte ha anche rilevato il superamento delle soglie di fallibilità e l'esistenza di debiti scaduti. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società, confermando la decisione precedente.
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Società inattiva ma aperta alla liquidazione giudiziale
Una società in accomandita semplice e i suoi soci accomandatari hanno impugnato la dichiarazione di liquidazione giudiziale, sostenendo di aver cessato l'attività commerciale da anni e di aver solo concesso in locazione un immobile. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che le società commerciali acquistano la qualità di imprenditore dal momento della costituzione, a prescindere dall'effettivo esercizio dell'attività. La cessazione di fatto o la scadenza del termine sociale non impediscono la liquidazione giudiziale; solo la formale cancellazione dal registro delle imprese fa decorrere il termine annuale per l'avvio della procedura. I ricorrenti sono stati inoltre condannati per lite temeraria.
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Fallibilità dell’associazione: no-profit fallita? Non senza prove
Un'associazione di allevatori, con scopi istituzionali e finanziata da fondi pubblici, veniva dichiarata fallita. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, non perché un'associazione non possa fallire, ma perché la sentenza precedente mancava di una motivazione concreta. I giudici non avevano spiegato in modo dettagliato perché l'attività dell'ente fosse prevalentemente commerciale e gestita con criteri di economicità. La Corte ha stabilito che la fallibilità dell'associazione deve essere provata con un'analisi fattuale rigorosa, non con affermazioni generiche. Il caso è stato quindi rinviato a un nuovo giudice per un esame più approfondito.
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Imprenditore commerciale: status e benefici fiscali
Un ente religioso in amministrazione straordinaria ha impugnato l'ammissione al passivo di sanzioni e interessi tributari, rivendicando la natura di ente non commerciale per ottenere la sospensione dei pagamenti prevista per eventi sismici. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'assoggettamento alla procedura concorsuale attribuisce la qualifica di imprenditore commerciale. Tale status rimane efficace fino a un'eventuale revoca definitiva della sentenza di insolvenza, rendendo incompatibile l'accesso ai benefici fiscali riservati esclusivamente agli enti non commerciali.
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Imprenditore commerciale: status e debiti INPS
La Corte di Cassazione ha confermato che un ente ecclesiastico operante nel settore sanitario può essere qualificato come imprenditore commerciale qualora l'attività economica sia prevalente. Tale qualifica, derivante dalla dichiarazione dello stato d'insolvenza, impedisce all'ente di beneficiare della sospensione dei termini di pagamento previdenziale riservata agli enti non commerciali. La sentenza ribadisce che lo status di imprenditore commerciale rimane efficace fino a un'eventuale revoca definitiva, rendendo legittima l'ammissione al passivo dei crediti INPS comprensivi di sanzioni e interessi.
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Qualità imprenditore commerciale: statuto decisivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società consortile dichiarata fallita. La Corte conferma che la qualità di imprenditore commerciale non è esclusa dalla mera finalità mutualistica, ma si desume dall'oggetto sociale previsto nello statuto e dall'effettiva attività economica svolta, come la stipula di contratti di appalto. La precedente richiesta di concordato preventivo da parte della società è stata considerata un ulteriore elemento a sostegno della sua natura commerciale.
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Fallimento cooperativa sociale: quando è possibile?
Una cooperativa sociale ha impugnato la propria dichiarazione di fallimento, sostenendo di non essere un'impresa commerciale per via del suo scopo mutualistico e non lucrativo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che per il fallimento di una cooperativa sociale non rileva lo scopo di lucro soggettivo (distribuzione di utili), ma l'economicità oggettiva della gestione, ovvero la capacità dell'attività di coprire i costi con i ricavi.
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