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Imposta Unica Sulle Scommesse

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191 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Imposta unica sulle scommesse: il bookmaker estero paga
L'Agenzia fiscale ha emesso un avviso di accertamento per il mancato versamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2010 a carico di un operatore di scommesse con sede all'estero, privo di concessione statale. Il giudice di secondo grado ha annullato la pretesa tributaria, ritenendo applicabile la sentenza della Corte Costituzionale che escludeva la tassazione retroattiva per i centri trasmissione dati collegati. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria, precisando che l'incostituzionalità tutela unicamente gli intermediari locali e non l'allibratore estero. L'operatore straniero resta dunque il debitore principale verso l'erario italiano anche per le annualità precedenti al 2011, a prescindere dal possesso della concessione.
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Imposta unica sulle scommesse: bookmaker estero paga in Italia
L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha emesso un avviso di accertamento per il mancato versamento del tributo sui giochi del 2010 contro un allibratore estero privo di concessione italiana. I giudici di secondo grado hanno annullato l'atto impositivo richiamando una pronuncia costituzionale a tutela delle ricevitorie collegate. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'ente statale. Il principio stabilisce che l'imposta unica sulle scommesse grava direttamente sull'operatore estero anche per gli anni precedenti al 2011. La sentenza costituzionale proteggeva unicamente le ricevitorie intermedie e non i bookmaker internazionali privi di titolo abilitativo.
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Imposta unica sulle scommesse: debito del gestore estero
Una società estera operante nel settore delle scommesse sportive ha impugnato l'avviso di accertamento relativo al mancato versamento dell'imposta unica sulle scommesse raccolte in Italia tramite centri operativi locali. L'operatore sosteneva la propria estraneità al debito tributario a seguito delle pronunce costituzionali relative alla posizione dei centri di trasmissione dati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'allibratore estero. I giudici hanno confermato che l'operatore straniero privo di concessione statale resta soggetto passivo del tributo per tutte le giocate intermediate sul territorio nazionale.
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Imposta unica sulle scommesse: inammissibile ricorso già vinto
L'Agenzia delle Dogane contesta a una società estera il mancato versamento dell'imposta unica sulle scommesse per gli anni 2010 e 2011. La Commissione Tributaria Regionale annulla l'accertamento relativo al 2010 favorendo la società. Nonostante la vittoria sostanziale, la società impugna la decisione in Cassazione. La Corte Suprema dichiara inammissibile il ricorso della società per difetto di interesse, poiché ha già ottenuto l'annullamento dell'atto fiscale. Di conseguenza, il ricorso incidentale proposto dall'amministrazione finanziaria diventa inefficace. Le spese processuali vengono interamente compensate tra le parti.
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Imposta unica sulle scommesse: la Cassazione frena il fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento contro Il Ricevitore, titolare di un bar, contestando i ricavi derivanti dalla raccolta di giocate per conto di un bookmaker estero. La Commissione Tributaria Regionale ha ritenuto tassabili tali compensi. Il Ricevitore ha proposto ricorso in Cassazione, denunciando l'errata applicazione dell'imposta unica sulle scommesse per mancanza dei requisiti soggettivi e territoriali. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, non ha ancora deciso il merito della questione. I giudici hanno infatti disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per acquisire il fascicolo dei precedenti gradi di giudizio, rimandando la decisione finale a un momento successivo.
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Imposta unica sulle scommesse: fisco contro bookmaker estero
L'Agenzia delle Dogane ha emesso avvisi di accertamento per recuperare l'imposta unica sulle scommesse del 2009 a carico di un bookmaker estero. L'operatore raccoglieva scommesse in Italia tramite centri di trasmissione dati non autorizzati. I giudici di merito hanno confermato la tassazione. Il bookmaker ha proposto ricorso in Cassazione, contestando la propria soggettività passiva per gli anni precedenti al 2011 e lamentando violazioni del diritto dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione, prima di decidere sul merito della questione, ha disposto l'acquisizione del fascicolo dei precedenti gradi di giudizio per esaminare tutti i documenti di causa.
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Imposta unica sulle scommesse: fisco batte bookmaker estero
Un bookmaker estero ha impugnato un avviso di accertamento emesso dall'Agenzia delle Dogane per il recupero dell'imposta unica sulle scommesse relativa all'anno 2010. La società lamentava una presunta discriminazione rispetto agli operatori nazionali e chiedeva il rinvio alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'imposta unica sulle scommesse si applica indistintamente a tutti gli operatori che raccolgono giocate in Italia, a prescindere dalla loro sede legale. I giudici hanno escluso qualsiasi profilo discriminatorio o contrasto con il diritto dell'Unione, condannando la società al pagamento delle spese di giudizio.
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Imposta unica sulle scommesse: il bookmaker estero paga
L'Agenzia delle Dogane ha richiesto a un bookmaker estero il pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2010. Il bookmaker operava in Italia tramite un Centro Trasmissione Dati, ovvero una ricevitoria fisica. La società estera ha impugnato l'atto sostenendo che, dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 27/2018, l'esenzione dei ricevitori per gli anni precedenti al 2011 dovesse estendersi anche al bookmaker. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'incostituzionalità riguardava solo le ricevitorie, impossibilitate a trasferire l'onere fiscale prima del 2011. L'obbligo del bookmaker estero resta invece pienamente valido e autonomo, in quanto reale organizzatore del servizio di gioco sul territorio italiano.
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Imposta unica sulle scommesse: bookmaker estero perde in Cassazione
Un bookmaker estero ha impugnato un avviso di accertamento per il mancato pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2010. La società sosteneva che, a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale che aveva escluso la responsabilità dei ricevitori fisici per gli anni precedenti al 2011, fosse venuta meno anche la propria responsabilità fiscale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno stabilito che l'esenzione riconosciuta ai ricevitori per motivi di impossibilità di rivalsa non cancella l'obbligo tributario del bookmaker estero. Entrambi i soggetti svolgono un'attività di gestione del gioco, ma la responsabilità del bookmaker è autonoma e paritetica, non dipendente da quella del ricevitore. Pertanto, il bookmaker estero deve pagare l'imposta dovuta per l'attività di raccolta scommesse svolta in Italia.
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Imposta unica sulle scommesse: sanatoria ko ma l’atto vacilla
Un gestore di un centro trasmissione dati ha impugnato un avviso di accertamento per l'omesso versamento dell'imposta unica sulle scommesse. Il gestore sosteneva di aver beneficiato della regolarizzazione fiscale per emersione attivata dal bookmaker estero. Tuttavia, la Cassazione ha chiarito che la sanatoria richiede che il centro scommesse fosse attivo alla data del 30 ottobre 2014. Avendo il gestore cessato l'attività nel 2013, non poteva accedere al condono. Nonostante ciò, la Suprema Corte ha accolto il ricorso limitatamente alla mancata pronuncia del giudice d'appello sul difetto di motivazione dell'atto impositivo, cassando la sentenza con rinvio per un nuovo esame su questo specifico punto.
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Imposta unica sulle scommesse: calcolo induttivo senza sanatoria
Un gestore di un centro scommesse non collegato al totalizzatore nazionale ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Dogane calcolava l'imposta unica sulle scommesse in modo induttivo, applicando il triplo della media provinciale. Il contribuente sosteneva di non aver potuto aderire alla sanatoria fiscale per cause di forza maggiore e chiedeva il calcolo sulle giocate effettive. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità del calcolo induttivo. I giudici hanno chiarito che, in assenza di adesione alla regolarizzazione e di una contabilità sistematica, si applica la determinazione forfettaria basata sul triplo della media provinciale. Inoltre, la Corte ha escluso l'esimente dell'incertezza normativa, poiché la legge del 2010 ha chiarito definitivamente l'obbligo fiscale per i centri scommesse senza concessione.
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Imposta unica sulle scommesse: il gestore paga per l’estero
Un gestore di un centro trasmissione dati (Il Gestore) impugna l'avviso di accertamento per il mancato pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2012, dovuta in solido con un bookmaker estero privo di concessione statale. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del Gestore, confermando che anche gli intermediari nazionali di operatori esteri sono soggetti passivi d'imposta. Inoltre, la Corte accoglie il ricorso dell'Agenzia delle Dogane, stabilendo che la sanatoria fiscale del bookmaker non estingue automaticamente il debito se non sono rispettate tutte le condizioni di regolarizzazione del singolo centro sul territorio. Il Gestore perde la causa e deve pagare l'imposta accertata induttivamente.
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Imposta unica sulle scommesse: pagano ricevitoria e bookmaker
Un gestore di una ricevitoria italiana raccoglieva scommesse per conto di un bookmaker estero privo di concessione statale. L'Agenzia delle Dogane ha richiesto il pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2012, ritenendo entrambi i soggetti responsabili in solido. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del gestore, confermando che l'intermediario nazionale è soggetto passivo del tributo poiché gestisce materialmente la raccolta del gioco. Inoltre, la Corte ha accolto il ricorso dell'ufficio fiscale contro il bookmaker estero: la sanatoria fiscale per emersione non è valida se la ricevitoria locale ha cessato l'attività prima della data stabilita dalla legge. Di conseguenza, l'amministrazione finanziaria vince la causa e può pretendere il pagamento dell'imposta da entrambi i soggetti.
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Scommesse estere e imposta unica: la Cassazione frena il fisco
L'Agenzia delle Dogane ha richiesto a un bookmaker estero il pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2009. L'ufficio contestava la raccolta di scommesse senza autorizzazione tramite un centro trasmissioni dati sul territorio italiano, ritenendo la società estera responsabile in solido. Dopo il rigetto dei ricorsi nei primi due gradi di giudizio, il bookmaker ha proposto ricorso in Cassazione. La società sostiene di non essere il soggetto passivo dell'imposta per le annualità precedenti al 2011 e che il centro scommesse sia un mero intermediario. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non ha ancora deciso il merito della questione, ma ha disposto il rinvio della causa per acquisire il fascicolo dei precedenti gradi di giudizio.
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Imposta unica sulle scommesse: scontro tra fisco e bookmaker
L'Agenzia delle Dogane ha richiesto a un bookmaker estero il pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2009. L'amministrazione considerava la società estera responsabile in solido con i gestori dei centri scommesse operanti in Italia senza concessione. I giudici di merito hanno confermato la legittimità della tassazione, ritenendo applicabile il tributo anche agli operatori esteri fuori dal sistema delle concessioni. Il bookmaker ha proposto ricorso in Cassazione contestando la retroattività della norma e la violazione del diritto dell'Unione Europea. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato la decisione finale ordinando l'acquisizione del fascicolo di merito per esaminare a fondo i documenti dei precedenti gradi di giudizio.
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Imposta unica sulle scommesse: i centri dati pagano in solido
L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha emesso tre avvisi di accertamento contro una società che gestiva un centro trasmissione dati per scommesse, richiedendo il pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per gli anni dal 2011 al 2013. La società operava come intermediaria per un allibratore estero privo di concessione statale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando che i centri trasmissione dati sono soggetti passivi d'imposta in solido con l'operatore estero. La Corte ha chiarito che l'attività gestoria di raccolta scommesse, ricezione delle giocate e pagamento delle vincite costituisce il presupposto per l'applicazione del tributo, escludendo qualsiasi discriminazione o violazione del diritto dell'Unione Europea. Il ricorso della socia in proprio è stato dichiarato inammissibile.
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Imposta unica sulle scommesse: il centro non autorizzato paga
L'Agenzia delle Dogane ha notificato a un Gestore di un centro trasmissione dati due avvisi di accertamento per il mancato pagamento dell'imposta unica sulle scommesse a quota fissa, raccolta per conto di un bookmaker estero privo di concessione statale. Il Gestore ha impugnato gli atti, sostenendo di non essere il soggetto passivo del tributo in quanto semplice intermediario senza partecipazione al rischio d'impresa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che anche i centri trasmissione dati non autorizzati sono soggetti passivi dell'imposta unica sulle scommesse. Svolgendo un'attività gestoria essenziale (ricezione scommesse, incasso e pagamento vincite), essi sono solidalmente responsabili del tributo. Inoltre, la Corte ha confermato la legittimità delle sanzioni, escludendo l'incertezza normativa per le annualità successive alla legge interpretativa del 2010.
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Imposta unica sulle scommesse: scontro tra fisco e bookmaker
Un Bookmaker estero ha impugnato un avviso di accertamento per l'anno 2009 relativo al pagamento dell'imposta unica sulle scommesse. L'Amministrazione Finanziaria pretendeva il tributo ritenendo il soggetto responsabile in solido con i centri di trasmissione dati locali, anche per i periodi precedenti alla riforma del 2010. La Corte di Cassazione, rilevando la mancanza dei fascicoli dei precedenti gradi di giudizio, non ha potuto decidere il merito della questione. Con un'ordinanza interlocutoria, i giudici hanno disposto il rinvio a nuovo ruolo per acquisire i documenti mancanti. La decisione finale sulla legittimità della pretesa fiscale è quindi temporaneamente sospesa in attesa del completamento del fascicolo d'ufficio.
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Imposta unica sulle scommesse: scontro tra fisco e bookmaker
Una società estera di scommesse ha impugnato un avviso di accertamento del 2009 relativo all'imposta unica sulle scommesse. I giudici di secondo grado avevano ritenuto legittima la richiesta del fisco, considerando il bookmaker straniero privo di concessione responsabile del pagamento insieme ai centri di trasmissione dati sul territorio. La società ha proposto ricorso in Cassazione contestando questa interpretazione retroattiva. La Corte di Cassazione, tuttavia, non ha ancora deciso nel merito: con un'ordinanza interlocutoria ha rinviato la causa a nuovo ruolo per acquisire i fascicoli dei precedenti gradi di giudizio, che non erano presenti tra gli atti di causa.
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Imposta unica sulle scommesse: fisco contro bookmaker
Un bookmaker estero ha impugnato la pretesa fiscale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli relativa all'imposta unica sulle scommesse. La società si era avvalsa della procedura di regolarizzazione fiscale prevista dalla legge di stabilità per il 2015. La Corte di Cassazione, rilevando che la questione specifica non è mai stata affrontata in precedenza dalla giurisprudenza di legittimità e considerata l'estrema complessità tecnica della controversia, ha deciso di non definire la causa in camera di consiglio. Con ordinanza interlocutoria, i giudici hanno disposto il rinvio della causa alla pubblica udienza dinanzi alla Sezione Tributaria per un esame approfondito.
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