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Ilor

12 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'Imposta locale sui redditi, conosciuta anche con l'acronimo ILOR (o I.lo.r.), è un'imposta italiana abrogata, a partire dal 1º gennaio 1998, in concomitanza con l'introduzione dell'imposta regionale sulle attività produttive (Irap) in virtù del decreto legislativo 446/1997. Era un'imposta di carattere reale in quanto il suo presupposto era costituito dal possesso di redditi fondiari, di capitale, di impresa e diversi, prodotti nel territorio dello Stato. L'aliquota da applicare alla base imponibile era di carattere proporzionale e costante, nella misura del 16,2%.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Esenzione Fiscale Mezzogiorno: Nuova Azienda vs. Trasformazione
Un'Azienda ha chiesto l'esenzione fiscale Mezzogiorno per ILOR e IRPEG. L'Ufficio delle Imposte ha negato l'IRPEG, sostenendo che l'attività non era nuova e la sede iniziale non era agevolata. La Corte di Cassazione ha chiarito che per l'esenzione IRPEG sono necessari due requisiti: la nuova costituzione della società e la novità dell'iniziativa produttiva. Una semplice trasformazione di un'impresa esistente non basta. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, negando all'Azienda l'esenzione IRPEG e compensando le spese di merito.
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Responsabilità fiscale socio: La Cassazione chiarisce il litisconsorzio
L'Amministrazione finanziaria ha emesso un accertamento contro una società di persone per l'anno d'imposta 1983. Un socio ha contestato l'atto, ritenendolo non opponibile nei suoi confronti. La Corte di Cassazione ha chiarito la **responsabilità fiscale socio** nelle società di persone, affermando che l'accertamento è unitario. Per questo, tutti i soci e la società devono partecipare al contenzioso tributario (litisconsorzio necessario). La Corte ha annullato le sentenze precedenti e rinviato la causa al primo grado, per garantire la corretta partecipazione di tutte le parti coinvolte.
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Doppia imposizione su royalties estere: vince la società
La controversia nasce dalla richiesta di rimborso presentata da una società britannica priva di sede in Italia per i versamenti d'imposta locale effettuati sui compensi per brevetti incassati dalla propria controllata italiana tra il 1986 e il 1990. L'amministrazione finanziaria ha rifiutato la restituzione opponendo il proprio silenzio-diniego. L'ente impositore riteneva applicabile la tassa locale italiana in mancanza di una ritenuta d'imposta effettivamente applicata alla fonte. La Corte di Cassazione ha definitivamente respinto le ragioni dell'ente pubblico, sancendo che la convenzione bilaterale impedisce la doppia imposizione su royalties estere anche rispetto ai tributi locali similari. I compensi percepiti dalla società non residente restano tassabili unicamente nello Stato di residenza della stessa.
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Doppia imposizione internazionale: l’IRAP si scarica all’estero
Un'impresa immobiliare italiana vende un immobile in Francia, pagando le tasse sulle plusvalenze al Fisco francese. Poiché l'imposta estera supera quella italiana sul reddito, la società chiede il rimborso della differenza scomputandola dall'IRAP dovuta in Italia. L'Agenzia delle Entrate nega il rimborso, sostenendo che l'IRAP non sia coperta dalla Convenzione bilaterale. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della società. I giudici stabiliscono che, per evitare la doppia imposizione internazionale, l'IRAP deve essere equiparata alla vecchia ILOR, espressamente inclusa nel trattato tra Italia e Francia. Di conseguenza, il credito d'imposta per le tasse pagate all'estero può essere legittimamente utilizzato per abbattere l'IRAP dovuta in Italia.
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Esenzione ILOR: anche il socio accomandante fa perdere il bonus
Una societa di persone ha impugnato un accertamento fiscale relativo all'imposta locale sui redditi, rivendicando il diritto all'esenzione ILOR prevista per le imprese con un massimo di tre addetti. La societa sosteneva che i soci accomandanti non dovessero essere conteggiati tra gli addetti, poiche privi di poteri di gestione e amministrazione. La Corte di Cassazione, dopo aver risolto una questione preliminare sulla tempestivita della notifica tramite revocazione, ha rigettato il ricorso nel merito. I giudici hanno stabilito che il divieto di amministrazione non impedisce al socio accomandante di svolgere attivita lavorativa pratica o di supporto. In mancanza di prova contraria, i soci familiari si presumono addetti all'attivita, superando cosi la soglia dei tre lavoratori e facendo decadere l'agevolazione fiscale.
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Rimborso delle imposte: l’azienda batte il silenzio del fisco
Un'azienda ha richiesto il rimborso delle imposte versate in eccedenza a titolo di ILOR per l'anno 1983, sostenendo che i redditi dei propri immobili locati dovessero essere considerati reddito d'impresa e non fondiario. L'Amministrazione Finanziaria ha opposto il silenzio rifiuto. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al rimborso della società. I giudici hanno stabilito che la domanda di rimborso, presentata prima del marzo 1988, ha reso la dichiarazione originaria conforme alle più favorevoli norme sopravvenute del nuovo Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Di conseguenza, i redditi degli immobili strumentali per natura concessi in locazione a terzi non sono soggetti a tassazione separata ma concorrono a formare il reddito d'impresa complessivo. La Cassazione ha quindi rigettato il ricorso del fisco, confermando la vittoria del contribuente.
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Trattazione congiunta nel processo tributario: fisco contro soci
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava un avviso di accertamento ILOR emesso nei confronti di una società di persone. Poiché a tale accertamento erano seguiti atti impositivi IRPEF a carico dei singoli soci, la Corte di Cassazione ha evidenziato la necessità di una trattazione congiunta nel processo tributario. Di conseguenza, i giudici hanno disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire la discussione unitaria del ricorso della società insieme a quelli dei soci, garantendo l'uniformità di giudizio ed evitando decisioni contrastanti su fatti strettamente connessi.
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Esenzione ILOR: macchinari pronti ma stabilimento incompleto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che richiedeva l'esenzione ILOR per l'anno 1997 in relazione a uno stabilimento industriale nel Mezzogiorno. L'amministrazione finanziaria aveva negato l'agevolazione poiché i lavori di costruzione erano iniziati solo nel 2003, ben oltre il termine perentorio del 31 dicembre 1993. La Suprema Corte ha chiarito che l'esenzione ILOR spetta solo se lo stabilimento è "atto all'uso", ovvero concretamente idoneo a produrre beni o servizi entro la scadenza di legge. Non è sufficiente l'acquisto di macchinari non installati o l'avvio parziale dei lavori. Spetta al contribuente l'onere di provare la piena funzionalità dell'impianto entro il termine stabilito. Di conseguenza, la società è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio.
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Deducibilità Interessi Passivi ILOR: la Banca perde contro il Fisco
Una banca riteneva errato il calcolo della base imponibile ILOR, in particolare per quanto riguarda la gestione dei dividendi nel calcolo della deducibilità degli interessi passivi. L'Agenzia delle Entrate si è opposta a questa interpretazione. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, stabilendo un principio fondamentale sulla deducibilità interessi passivi ILOR: i redditi esenti da questa imposta, come gli utili da partecipazione, devono essere sottratti dal numeratore del rapporto usato per calcolare la quota di interessi deducibili. Questa regola speciale prevale su quella generale. Di conseguenza, il ricorso del Fisco è stato accolto e la precedente decisione annullata.
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Rimborso ILOR royalties: la Cassazione chiarisce
Una società statunitense aveva richiesto il rimborso dell'ILOR (Imposta Locale sui Redditi) versata su royalties percepite da una società italiana negli anni 1983-1984. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1133/2024, ha respinto la richiesta. Ha stabilito che l'esenzione dall'ILOR si applica solo ai redditi che hanno effettivamente subito una ritenuta alla fonte a titolo d'imposta. Poiché le convenzioni internazionali esentavano tali royalties dalla ritenuta nazionale, la condizione per l'esenzione dall'imposta locale non era soddisfatta, negando così il diritto al rimborso ILOR royalties.
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Responsabilità soci: debito fiscale notificato al socio
Un ex socio di una società di persone, estinta da anni, ha ricevuto una cartella di pagamento per un debito ILOR della società. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, stabilendo che la cancellazione della società dal registro delle imprese innesca un "fenomeno successorio". Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate può legittimamente notificare la cartella direttamente all'ex socio, considerato successore nei debiti sociali, senza necessità di un nuovo accertamento a suo nome. La sentenza chiarisce i limiti e le modalità della responsabilità soci per le obbligazioni tributarie della società estinta.
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Condono societario: non vale per l’IRPEF del socio
La Corte di Cassazione ha stabilito che il condono societario perfezionato da una società di fatto per l'imposta ILOR non si estende automaticamente al socio per la sua distinta obbligazione IRPEF. La sentenza chiarisce che si tratta di due imposte diverse e non sussiste solidarietà tributaria tra la società e il socio in questo contesto, ribaltando le decisioni dei gradi di merito che avevano accolto le ragioni del contribuente.
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