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7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Servizio bancario che permette ai clienti di effettuare operazioni finanziarie a distanza, tramite computer o altri dispositivi elettronici, senza doversi recare fisicamente in filiale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Adeguatezza delle operazioni finanziarie: no al danno se esperti
Alcuni risparmiatori chiedono la nullità di acquisti azionari ad alto rischio e il risarcimento dei danni. Gli investitori sostengono che l'istituto di credito non abbia fornito la preventiva informazione sulla non adeguatezza degli acquisti e che gli ordini inoltrati online fossero privi della firma scritta. La Corte di Cassazione respinge il ricorso. I giudici chiariscono che l'adeguatezza delle operazioni finanziarie deve essere valutata considerando la profilazione dell'utente. Avendo gli investitori dichiarato un'elevata esperienza, alta propensione al rischio e una pregresso operatività speculativa, la banca non era tenuta a rilievi o blocchi. Inoltre, la validità degli ordini impartiti tramite servizi telematici non richiede una forma scritta separata per ogni singola operazione, se ciò è coerente con il contratto quadro sottoscritto.
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Frode informatica: la Cassazione decide la competenza territoriale
Un soggetto ha commesso il reato di frode informatica accedendo abusivamente alla mail della vittima e disponendo un bonifico di oltre 13.000 euro sul proprio conto corrente, aperto a Modena. Il GIP di Messina ha disposto il sequestro preventivo ma ha dichiarato la propria incompetenza a favore di Modena. Il GIP di Modena ha sollevato un conflitto di competenza, evidenziando che per tali reati la competenza spetta alla Procura distrettuale. La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto stabilendo che il reato si consuma nel luogo di accredito della somma (Modena), ma la competenza funzionale appartiene al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna, capoluogo del distretto di corte d'appello competente per il territorio di Modena.
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Competenza territoriale truffa: decide l’accredito
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza territoriale in un caso di truffa online. La sentenza stabilisce che il reato si consuma e la competenza si radica non nel luogo da cui la vittima effettua il pagamento, ma nel luogo in cui il truffatore riceve l'accredito della somma e consegue l'ingiusto profitto, in questo caso su una carta prepagata attivata presso un ufficio postale.
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Competenza riciclaggio home banking: la Cassazione
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza territoriale per un caso di riciclaggio tramite home banking. La sentenza stabilisce che il reato si consuma non nel luogo da cui viene inviato l'ordine telematico, ma presso la filiale della banca dove è acceso il conto corrente da cui partono i fondi. Di conseguenza, la competenza per riciclaggio spetta al tribunale del circondario in cui si trova tale istituto di credito, poiché è lì che l'operazione finanziaria illecita si concretizza.
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Identità digitale: furto per home banking è aggravante
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13559/2024, ha stabilito che l'utilizzo non autorizzato di credenziali di accesso a servizi di home banking, inclusi PIN e token elettronici, integra la circostanza aggravante del furto di identità digitale nel reato di frode informatica. La Corte ha chiarito che la nozione di identità digitale non è limitata ai sistemi di identificazione pubblica (come SPID), ma si estende a qualsiasi sistema di credenziali che identifichi in modo univoco un utente in un sistema informatico privato.
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Amministratore di fatto: la Cassazione sulla prova
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta a carico di un amministratore di fatto. La sentenza chiarisce che la prova del ruolo gestorio non richiede la confessione, ma si basa su elementi sintomatici concreti, come la gestione dei conti correnti bancari, che dimostrano un'ingerenza continua e organica nella vita societaria, anche dopo la cessazione formale della carica. Viene ritenuto responsabile della distrazione di fondi e della sottrazione delle scritture contabili, considerate funzionali a occultare l'illecito.
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Valore probatorio home banking: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2607 del 2024, ha stabilito l'importante principio sul valore probatorio dei documenti estratti dall'home banking. In un caso riguardante l'opposizione a un decreto ingiuntivo da parte di alcuni fideiussori, la Corte ha chiarito che la stampa dei movimenti contabili ottenuta tramite home banking costituisce piena prova, a meno che la banca non sollevi contestazioni chiare, circostanziate ed esplicite sulla loro non conformità ai dati conservati nei propri archivi. Una semplice negazione generica non è sufficiente a privare di efficacia tale documentazione. La sentenza di primo grado è stata cassata con rinvio, poiché aveva erroneamente negato il valore probatorio home banking sulla base di una contestazione generica dell'istituto di credito.
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