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Guida In Stato Di Ebbrezza

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566 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Guida in stato di ebbrezza: incidente su rettilineo e condanna
Un automobilista, con un tasso alcolemico pari a 2,87 g/l, perdeva il controllo della propria vettura uscendo di strada lungo un tratto rettilineo e in condizioni meteo ottimali. Condannato nei primi gradi di giudizio per il reato di guida in stato di ebbrezza aggravato dall'aver provocato un incidente, l'uomo proponeva ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato il nesso di causa tra l'altissimo livello di alcol nel sangue e la sbandata, escludendo qualsiasi altra anomalia stradale. Inoltre, la Corte ha negato l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa dell'elevata gravità e pericolosità della condotta. Il conducente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: test valido senza richiesta scritta
Un automobilista, coinvolto in un incidente stradale e trasportato in ospedale, viene condannato per guida in stato di ebbrezza. Il difensore propone ricorso in Cassazione, sostenendo l'inutilizzabilità dei risultati del prelievo ematico poiché la richiesta della polizia giudiziaria non era stata formulata per iscritto. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che la richiesta di prelievo ematico per l'accertamento del tasso alcolemico non deve necessariamente risultare da un documento scritto e che la mancanza di forma scritta non determina l'inutilizzabilità della prova. Di conseguenza, la condanna viene confermata e il ricorrente viene condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso generico costa caro
Un automobilista, condannato nei precedenti gradi di giudizio per il reato di guida in stato di ebbrezza aggravato dall'aver causato un incidente stradale, ha proposto ricorso in Cassazione. L'imputato ha sostenuto la violazione delle norme sulle dichiarazioni indizianti, chiedendo l'assoluzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno rilevato che i motivi di impugnazione erano del tutto generici e privi di argomentazioni concrete in fatto e in diritto capaci di contrastare la decisione della Corte d'Appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro a favore della Cassa delle Ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: scontro con auto in sosta e condanna
Il Conducente è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver provocato un incidente stradale. L'uomo aveva perso il controllo del proprio veicolo, urtando un'auto parcheggiata in doppia fila che risultava perfettamente visibile. Il Conducente ha proposto ricorso in Cassazione contestando il nesso tra lo stato di alterazione e il sinistro, oltre a richiedere le attenuanti generiche e la particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato che l'urto contro un ostacolo ben visibile dimostra chiaramente il legame tra l'alcol e la perdita di controllo del mezzo. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Guida in stato di ebbrezza: l’etilometro inchioda il conducente
Il Conducente è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza, aggravato dall'aver causato un incidente stradale in orario notturno. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando il valore di prova dell'etilometro, la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto e la sussistenza delle aggravanti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno ribadito il pieno valore probatorio dell'alcoltest e hanno escluso la tenuità del fatto poiché il tasso alcolemico accertato era quasi il doppio della soglia massima di legge. Inoltre, la Cassazione non può rivalutare i fatti di causa né esaminare questioni mai sollevate in appello. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: condanna annullata per prescrizione
L'Automobilista era stato condannato nei primi gradi di giudizio per il reato di guida in stato di ebbrezza commesso nel giugno 2015. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione contestando il funzionamento dell'etilometro e l'applicazione delle sanzioni. La Suprema Corte ha rilevato che, non essendoci prove evidenti di innocenza immediata, il reato doveva dichiararsi estinto per prescrizione, essendo decorsi i cinque anni previsti dalla legge. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna, eliminando anche la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente.
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Guida in stato di ebbrezza: condanna senza testimoni diretti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di guida in stato di ebbrezza a carico di una donna, ritenuta responsabile di aver causato un incidente stradale. La difesa contestava l'identificazione della conducente alla guida del veicolo. I giudici hanno stabilito che l'identificazione può basarsi su una valutazione complessiva di indizi concordanti, come la proprietà del veicolo e le dichiarazioni dei soccorritori raccolte dalle forze dell'ordine. Non essendoci state richieste di ascoltare il testimone diretto, la testimonianza indiretta è pienamente valida. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna a otto mesi di arresto e duemila euro di ammenda, oltre al pagamento delle spese processuali.
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Guida in stato di ebbrezza: il verbale vince sulle scuse
Il Conducente è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza. Lo stesso ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata comunicazione della facoltà di farsi assistere da un difensore durante l'alcoltest e il presunto malfunzionamento dell'etilometro. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'avviso al conducente può essere provato tramite il verbale della polizia giudiziaria, atto che fa fede fino a querela di falso. Inoltre, l'esito positivo dell'alcoltest costituisce prova legale dello stato di alterazione, spettando alla difesa dimostrare l'eventuale difetto di manutenzione dell'apparecchio tramite il libretto metrologico. Di conseguenza, la condanna a quattro mesi di arresto e mille euro di ammenda è stata confermata, con l'aggiunta delle spese processuali.
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Guida in stato di ebbrezza: condannato chi contesta l’alcoltest
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha fatto ricorso in Cassazione contestando il corretto funzionamento dell'etilometro e il bilanciamento delle attenuanti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'esito dell'alcoltest costituisce una prova legale valida dell'ebbrezza. Spetta alla difesa dell'imputato dimostrare concretamente l'eventuale malfunzionamento o la mancata taratura dello strumento, ad esempio richiedendo il libretto metrologico. Semplici contestazioni generiche non bastano a superare il valore del test. Di conseguenza, il conducente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso generico costa 3000 euro
Il Conducente è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza, con l'aggravante di aver commesso il fatto in specifiche circostanze di tempo. La Corte d'Appello ha confermato la pena di un mese di arresto e ottocento euro di ammenda. Il Conducente ha proposto ricorso in Cassazione, contestando l'applicazione dell'aggravante e la severità della pena. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché la difesa si è limitata a proporre una ricostruzione alternativa dei fatti, senza indicare specifiche carenze logiche o giuridiche nella sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: test valido senza prove contrarie
Il Conducente è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza a sei mesi di arresto e 1.500 euro di ammenda. Ha proposto ricorso in Cassazione contestando l'utilizzabilità del prelievo ematico effettuato in ospedale, lamentando la mancanza di avviso e contestando l'attendibilità del metodo enzimatico usato per l'analisi del sangue. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che la contestazione sulla mancanza di avviso non può essere sollevata per la prima volta in Cassazione. Inoltre, il metodo enzimatico è pienamente valido per accertare il tasso alcolemico; spetta all'imputato dimostrare la presenza di fattori eccezionali in grado di alterare i risultati del test. Il Conducente perde la causa e deve pagare le spese e una multa.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso generico e condanna confermata
Il Conducente è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza, aggravato dall'aver provocato un incidente stradale in orario notturno. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la misurazione del tasso alcolemico, la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto e l'eccessività della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno rilevato che i motivi presentati erano del tutto generici e si limitavano a riproporre le stesse difese già respinte nei precedenti gradi di giudizio, senza contestare in modo specifico le motivazioni della sentenza d'appello. Di conseguenza, il Conducente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: il ricorso ripetitivo costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante notturna. L'imputato contestava il rifiuto dei giudici d'appello di riaprire l'istruttoria dibattimentale per assumere una nuova prova. La Suprema Corte ha chiarito che il ricorso riproduceva le medesime censure già respinte nei precedenti gradi di giudizio con motivazioni corrette e complete. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: il ricorso inutile costa tremila euro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza, oltraggio, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. L'imputato aveva riproposto in sede di legittimità gli stessi motivi di fatto già respinti in appello. I giudici di secondo grado avevano confermato la colpevolezza con una motivazione logica e coerente. La Suprema Corte ha confermato la condanna, ordinando il pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: incidente e alcoltest valido
Il Conducente di un'autovettura, in stato di alterazione dovuto all'alcol, perdeva il controllo del mezzo impattando contro due veicoli in sosta. Condannato nei gradi di merito per il reato di guida in stato di ebbrezza aggravato dall'aver provocato un incidente, proponeva ricorso in Cassazione. Il ricorrente contestava la validità dell'alcoltest per la mancanza di uno scontrino intermedio e per il difetto di prova sulla periodica omologazione dell'etilometro. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che grava sull'imputato l'onere di allegare elementi specifici per contestare il funzionamento dell'apparecchio. Inoltre, ha chiarito che per incidente stradale si intende qualsiasi turbativa al traffico idonea a creare pericolo, confermando il nesso di causalità materiale tra lo stato di ebbrezza e il sinistro.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso generico costa caro
Il Conducente è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l. Ha proposto ricorso per Cassazione contestando il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto, della sospensione condizionale della pena e l'eccessività della sanzione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché privo di specifiche ragioni di diritto e di elementi di fatto a sostegno delle contestazioni. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle Ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: la Cassazione nega sconti al recidivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l. Il Conducente contestava la severità della pena (cinque mesi di arresto e mille euro di multa) e la sospensione della patente per due anni. I giudici hanno confermato il massimo della sanzione a causa dei numerosi precedenti specifici dell'uomo, della guida con patente scaduta e del suo comportamento aggressivo verso le forze dell'ordine. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: l’etilometro non si contesta a parole
Il Conducente è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza a seguito di un controllo con etilometro. Ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata verifica del funzionamento dell'apparecchio e l'eccessività della sanzione applicata. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano del tutto generici e privi di un reale confronto critico con la decisione della Corte d'Appello. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso vuoto, condanna confermata
Il Conducente è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver provocato un incidente stradale. L'imputato ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione lamentando una generica contraddittorietà della motivazione della sentenza di appello. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile perché privo di specifiche ragioni di diritto e di elementi di fatto a supporto delle contestazioni. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna penale e ha sanzionato il ricorrente con il pagamento delle spese processuali e di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: niente tenuità se c’è incidente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver provocato un incidente stradale. Il conducente lamentava il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). I giudici hanno confermato che l'elevato tasso alcolemico e il coinvolgimento di tre vetture escludono qualsiasi ipotesi di lieve entità, avendo generato un pericolo concreto per l'incolumità pubblica. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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