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Giurisdizione

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1382 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Chiamata in garanzia: la giurisdizione in Italia
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che il giudice italiano ha giurisdizione sulla domanda di manleva (chiamata in garanzia) proposta da un tour operator italiano contro un fornitore di servizi turistici extra-UE. Il caso riguardava un incidente avvenuto in Namibia durante un safari, a seguito del quale due turisti avevano chiesto il risarcimento al tour operator. Quest'ultimo ha chiamato in causa la società namibiana. La Corte ha chiarito che le norme del Regolamento UE n. 1215/2012 si applicano anche a convenuti non domiciliati nell'UE, consolidando la giurisdizione italiana per ragioni di connessione processuale.
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Lavoro extra non autorizzato: chi giudica il dipendente?
La Cassazione chiarisce la giurisdizione in materia di lavoro extra non autorizzato da parte di un dipendente pubblico. Un fotografo, dipendente di un'amministrazione regionale, si era visto notificare una cartella di pagamento per la restituzione dei compensi percepiti da un'attività non autorizzata. La Corte ha stabilito che la giurisdizione spetta al giudice ordinario e non alla Corte dei Conti, quando è l'amministrazione stessa ad agire per il recupero. Il ricorso del dipendente è stato rigettato per motivi procedurali, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Revocazione Cassazione: limiti all’errore di fatto
Due società sanitarie hanno richiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione, lamentando un errore di fatto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'errata interpretazione giuridica della domanda non costituisce un errore di fatto revocatorio, bensì un errore di giudizio, e ribadendo i rigidi limiti di questo mezzo di impugnazione.
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Giurisdizione italiana: quando si applica a terzi?
Un tour operator italiano, condannato a risarcire dei turisti per un incidente avvenuto durante un safari in Africa, ha chiamato in causa la società straniera fornitrice del servizio. La Corte di Cassazione ha confermato la sussistenza della giurisdizione italiana nei confronti della società estera, applicando le norme europee sulla chiamata in garanzia tramite un rinvio dinamico previsto dalla legge italiana.
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Dichiarazione di pubblica utilità: prova e giurisdizione
Un istituto religioso ha citato in giudizio un ente comunale per l'occupazione illegittima di un terreno. La Corte di Cassazione ha confermato la giurisdizione del giudice amministrativo, stabilendo che l'esistenza di una dichiarazione di pubblica utilità, pur non essendo stata prodotta in giudizio, può essere provata tramite presunzioni. Il richiamo all'atto in un documento successivo e la mancata contestazione specifica della sua esistenza sono stati ritenuti elementi sufficienti a dimostrare l'esercizio di un potere pubblico, radicando così la competenza del giudice amministrativo.
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Conguaglio retroattivo: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di conguaglio retroattivo per il servizio idrico, ribaltando le decisioni dei giudici di merito. Due consumatori avevano contestato fatture per costi relativi al periodo 2005-2011. La Corte ha stabilito che, in linea di principio, il recupero di costi pregressi è ammissibile per garantire la copertura integrale dei costi del servizio, come previsto dalla normativa europea. Tuttavia, ha posto limiti chiari: possono essere recuperati solo costi imprevisti e imprevedibili, non errori di gestione. Inoltre, la prescrizione del diritto alla riscossione non decorre dalla data dei consumi, ma da quando l'autorità competente autorizza la fatturazione di tali importi, rendendo di fatto esigibile il credito.
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Riscossione consorzi agricoli: giurisdizione
Un consorzio agricolo ha citato in giudizio un agente della riscossione per inadempimento contrattuale relativo alla riscossione dei contributi consortili. Dopo le condanne nei primi due gradi di giudizio, l'agente ha proposto ricorso in Cassazione sollevando, tra gli altri, un difetto di giurisdizione. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio sulla riscossione consorzi agricoli, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa di una decisione delle Sezioni Unite su una questione giuridica analoga e pregiudiziale.
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Mutatio libelli: quando è ammessa la modifica domanda
Una società socia di un'azienda di trasporto aereo fallita ha citato in giudizio una compagnia locatrice per l'illegittima sottrazione di due aeromobili. Durante il processo, la domanda è stata modificata da contrattuale a extracontrattuale. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di questa 'mutatio libelli', stabilendo che la modifica è ammissibile se rimane connessa alla vicenda sostanziale originaria, in ossequio ai principi di economia processuale e concentrazione della tutela.
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Giurisdizione concessioni gioco: decide il giudice ord.
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28352/2024, ha stabilito che la giurisdizione sulle controversie relative al pagamento di somme dovute da una società per apparecchi da intrattenimento, nell'ambito di concessioni di gioco pubblico, appartiene al giudice ordinario e non a quello amministrativo. La decisione si fonda sul fatto che la disputa riguarda un corrispettivo di natura patrimoniale, escludendo l'esercizio di un potere autoritativo da parte della Pubblica Amministrazione e rientrando così nella riserva di giurisdizione ordinaria per i rapporti di natura paritetica.
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Eccesso di potere giurisdizionale: limiti Cassazione
Un'azienda sanzionata dall'Autorità Antitrust per un'intesa restrittiva della concorrenza ha impugnato la decisione del Consiglio di Stato dinanzi alla Corte di Cassazione, lamentando un eccesso di potere giurisdizionale per violazione dei diritti di difesa. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il suo sindacato è limitato alle sole violazioni dei limiti esterni della giurisdizione e non può estendersi a presunti errori di diritto, anche se riguardanti norme europee.
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Rinvio al primo giudice: quando la Corte d’Appello erra
Una controversia sulla retribuzione di alcuni dirigenti medici ha portato a un'importante pronuncia della Corte di Cassazione. Il caso verteva su un errore procedurale: la Corte d'Appello, dopo aver riformato la decisione di primo grado sulla giurisdizione, ha deciso la causa nel merito. La Cassazione ha annullato tale sentenza, stabilendo che la Corte d'Appello avrebbe dovuto disporre il rinvio al primo giudice, garantendo così il doppio grado di giudizio sul merito della questione.
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Canone aggiuntivo: sì della Cassazione all’aumento
Una società energetica ha impugnato l'aumento del canone per una grande derivazione idroelettrica, deliberato da una Regione dopo la scadenza della concessione. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha respinto il ricorso. Ha stabilito che le Regioni hanno il potere di determinare un canone aggiuntivo, in quanto rientra nella competenza legislativa concorrente in materia di energia e non lede la competenza statale sulla concorrenza.
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Giurisdizione amministrativa per opere su suolo altrui
Un consorzio industriale ha realizzato opere pubbliche su terreni privati nel contesto di una procedura espropriativa mai completata. La Corte di Cassazione ha confermato la giurisdizione amministrativa esclusiva per decidere sulla proprietà di tali opere, poiché la controversia è intrinsecamente legata all'esercizio, seppur mediato, di un potere pubblico, e non a una mera questione di diritto civile.
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Giurisdizione usi civici: a chi spetta decidere?
In un caso di conflitto di giurisdizione, la Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza a decidere sulle controversie relative a terreni gravati da usi civici spetta esclusivamente al Commissario specializzato. Anche quando la domanda dei privati mira a negare l'obbligo di pagare canoni, sostenendo la piena proprietà del bene, la decisione presuppone l'accertamento della natura giuridica del suolo (qualitas soli), materia che rientra nella giurisdizione usi civici del Commissario e non del giudice ordinario.
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Trasferimento sede all’estero: quando è fittizio?
Una società, dopo aver ceduto i propri beni, ha effettuato un trasferimento della sede all'estero, venendo cancellata dal registro imprese italiano. Successivamente è stata dichiarata fallita in Italia. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi degli ex amministratori, confermando che il trasferimento era fittizio. Di conseguenza, la giurisdizione per dichiarare il fallimento rimane in Italia e non si applica il termine di un anno dalla cancellazione, poiché la società non ha mai realmente cessato la sua attività o spostato il suo centro decisionale.
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Giurisdizione quote emissioni: la Cassazione decide
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito la giurisdizione del giudice amministrativo in una controversia su quote di emissioni. Una società energetica, sanzionata per aver operato senza autorizzazione, aveva impugnato l'ordine di restituzione delle quote. A differenza del Consiglio di Stato, che aveva individuato la giurisdizione del giudice ordinario, la Cassazione ha qualificato l'ordine non come sanzione punitiva, ma come misura ripristinatoria. Tale misura, volta a tutelare l'interesse pubblico, implica una discrezionalità della Pubblica Amministrazione, radicando la giurisdizione quote emissioni presso il giudice amministrativo.
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Legittimazione passiva ASL: chi paga i debiti?
Una lavoratrice ha citato in giudizio un'Azienda Sanitaria Locale per ottenere il risarcimento del danno derivante da contributi previdenziali non versati tra il 1987 e il 1995. La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della legittimazione passiva ASL, stabilendo che le nuove Aziende non rispondono dei debiti maturati dalle vecchie USL prima del 31 dicembre 1994. Di conseguenza, la domanda della lavoratrice è stata rigettata per il periodo in questione.
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Legittimazione passiva ASL: chi paga i debiti?
Una psicologa ha citato un'Azienda Sanitaria Locale per il risarcimento del danno da omessi contributi previdenziali relativi al periodo 1987-1995, quando era in servizio presso la soppressa Unità Sanitaria. La Corte di Cassazione ha stabilito il difetto di legittimazione passiva ASL per i debiti sorti prima del 31 dicembre 1994, attribuendo la responsabilità alle gestioni liquidatorie regionali. La domanda della lavoratrice contro l'Azienda è stata quindi rigettata per tale periodo.
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Legittimazione passiva ASL: chi paga i debiti USL?
Una professionista ha citato in giudizio un'Azienda Sanitaria Locale (ASL) per ottenere il risarcimento del danno derivante dall'omesso versamento di contributi previdenziali relativi al periodo 1987-1995, quando operava la precedente Unità Sanitaria Locale (USL). La Corte di Cassazione ha stabilito che la legittimazione passiva ASL non sussiste per i debiti maturati prima del 31 dicembre 1994. Per tale periodo, la responsabilità ricade sulle Regioni attraverso le apposite gestioni liquidatorie. Di conseguenza, la Corte ha accolto parzialmente il ricorso dell'ASL, rigettando la domanda della lavoratrice per il periodo fino al 1994.
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Giurisdizione edilizia residenziale: a chi spetta?
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la controversia relativa a un ordine di sgombero da un alloggio pubblico rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. Anche se l'interessato contesta atti amministrativi prodromici, la questione centrale riguarda un diritto soggettivo sorto dopo l'assegnazione dell'immobile. Il caso riguarda la richiesta di una cittadina di subentrare nel contratto di locazione dei genitori defunti, respinta dal Comune che ne ha poi ordinato il rilascio. La Corte ha ribadito la distinzione fondamentale in materia di giurisdizione edilizia residenziale tra la fase amministrativa di assegnazione e la successiva fase di gestione del rapporto, di natura privatistica.
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