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Gestione Separata

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763 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Doppia iscrizione previdenziale: quando è obbligatoria?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un professionista non può sottrarsi all'iscrizione alla propria cassa di previdenza semplicemente dimostrando di essere iscritto alla Gestione Separata INPS. È necessario provare, sin dal primo grado di giudizio, che tale iscrizione derivi da un'attività lavorativa completamente distinta da quella professionale. La mancata o tardiva allegazione di questo fatto cruciale rende l'eccezione inammissibile, confermando l'obbligo di doppia iscrizione previdenziale.
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Gestione Separata INPS: obbligo per professionisti
La Corte di Cassazione ha stabilito che un libero professionista, iscritto al proprio albo e tenuto a versare alla sua cassa di categoria solo il contributo integrativo (e non quello soggettivo), è comunque obbligato a iscriversi alla Gestione Separata INPS. La Corte ha chiarito che l'unico versamento che esonera da tale obbligo è quello suscettibile di creare una posizione previdenziale per il lavoratore. Il contributo integrativo, avendo una funzione puramente solidaristica, non è sufficiente a escludere l'iscrizione alla Gestione Separata INPS, che interviene in modo complementare per garantire la copertura previdenziale.
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Gestione Separata INPS: obbligo per professionisti
Un ingegnere ha contestato la sua iscrizione obbligatoria alla Gestione Separata INPS, sostenendo che il versamento del solo contributo integrativo alla sua cassa professionale fosse sufficiente a esonerarlo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'iscrizione alla Gestione Separata è obbligatoria per i professionisti che non versano il contributo soggettivo, poiché il contributo integrativo ha natura solidaristica e non crea una posizione previdenziale individuale.
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Gestione Separata: obbligo iscrizione dopo i 65 anni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31751/2023, ha stabilito che l'obbligo di iscrizione e contribuzione alla Gestione Separata per i liberi professionisti sussiste anche dopo il compimento dei 65 anni, qualora l'attività lavorativa prosegua. La Corte ha chiarito che la facoltà di cancellazione prevista da una norma del 1996 era una misura transitoria, valida solo per il quinquennio 1996-2001. Pertanto, un professionista non poteva invocare tale esenzione per l'annualità 2006. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione per i contributi del 2004 era già maturata.
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Decorrenza pensione: conta la domanda, non i requisiti
Un lavoratore chiede l'anticipo della decorrenza pensione in Gestione Separata, calcolando anche i contributi di altre gestioni. La Corte di Cassazione stabilisce che la data di inizio della pensione non può precedere la domanda con cui si esercita l'opzione di computo, annullando la decisione della Corte d'Appello.
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Sospensione prescrizione contributi per sisma aquilano
La Corte di Cassazione ha stabilito che la normativa emergenziale post-sisma dell'Aquila ha causato la sospensione della prescrizione dei contributi previdenziali. Un ingegnere aveva contestato una richiesta di pagamento dell'ente previdenziale, ottenendo in appello la declaratoria di prescrizione. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, affermando che i termini erano stati sospesi, e ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione. È stato inoltre confermato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per i professionisti che, essendo anche lavoratori dipendenti, non sono iscritti alla propria cassa di categoria.
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Decorrenza pensione: conta la domanda di computo
La Cassazione stabilisce che la decorrenza pensione, in caso di computo di contributi dalla gestione AGO alla Gestione separata, coincide con il primo giorno del mese successivo alla domanda di computo e non alla maturazione del diritto, poiché l'opzione richiede una richiesta esplicita.
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Decorrenza pensione computo: la domanda è decisiva
Un lavoratore aveva maturato i requisiti per la pensione, ma ha presentato solo in seguito la domanda per il computo dei contributi versati in diverse gestioni. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29250/2023, ha stabilito che la decorrenza della pensione con computo non parte dalla maturazione dei requisiti, ma dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della specifica domanda di computo. Questa decisione sottolinea la natura facoltativa di tale scelta, che produce effetti solo dal momento in cui viene formalmente esercitata.
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Pensione supplementare: quale età anagrafica conta?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29247/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di pensione supplementare. Il requisito anagrafico per ottenerla è quello vigente al momento della domanda, non quello applicato per la pensione principale. Le clausole di salvaguardia delle riforme pensionistiche non si estendono a questa prestazione, data la sua natura autonoma. Di conseguenza, è stata negata la pensione a una lavoratrice che, pur avendo presentato domanda, non possedeva l'età richiesta dalla normativa più recente.
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Decorrenza pensione computo: quando parte il diritto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29234/2023, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza della pensione in caso di computo di contributi tra la Gestione Separata e altri fondi, come il FPLD. Il trattamento pensionistico non decorre dal momento in cui si maturano i requisiti, ma dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della specifica domanda di computo. La Corte ha chiarito che la richiesta di unificare i contributi è un atto volontario che attiva il diritto, distinguendo nettamente tra la maturazione dei requisiti e la decorrenza effettiva della pensione, che coincide con la domanda.
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Gestione Separata professionisti: obbligo di iscrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2987/2023, ha chiarito l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata professionisti per un ingegnere già iscritto a un'altra forma di previdenza obbligatoria per un lavoro dipendente. La Corte ha confermato che il versamento del solo contributo integrativo alla cassa professionale non esonera dall'iscrizione. Inoltre, ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente dichiarato la prescrizione del credito dell'ente previdenziale, non considerando la sospensione dei termini dovuta a eventi eccezionali (sisma in Abruzzo).
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Gestione Separata: obbligo anche sotto i 5.000€
Un ente previdenziale ha impugnato una sentenza che esonerava un avvocato dal versamento dei contributi alla Gestione Separata, dato un reddito annuo inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il basso reddito non è di per sé sufficiente a qualificare un'attività come occasionale. Il criterio determinante è l'abitualità dell'esercizio professionale, che va valutata considerando anche altri elementi, come l'iscrizione all'albo. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Iscrizione gestione separata: reddito e abitualità
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i criteri per l'obbligo di iscrizione gestione separata per i professionisti iscritti ad un albo. Il caso riguardava un avvocato con un reddito annuo inferiore a 5.000 euro. La Corte ha stabilito che un reddito basso non è di per sé sufficiente a escludere l'obbligo contributivo. L'elemento decisivo è l'abitualità dell'esercizio professionale, che l'INPS deve dimostrare. La Corte ha cassato la decisione precedente che si era basata unicamente sulla soglia di reddito, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Errore di fatto revocazione: quando è inammissibile?
Un professionista ha presentato ricorso per la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione, lamentando un errore di fatto revocazione in merito alla data di iscrizione alla gestione previdenziale e alla presentazione di una dichiarazione dei redditi, elementi decisivi per una questione di prescrizione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che gli errori lamentati non costituivano un errore di fatto (una falsa percezione degli atti processuali), bensì un errore di giudizio. L'ordinanza impugnata, infatti, si era limitata a riportare correttamente i fatti così come accertati dalla sentenza d'appello, rendendo impossibile configurare un errore percettivo della Cassazione stessa.
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Iscrizione Gestione Separata: obbligo sotto i 5000€?
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, annullando un avviso di addebito emesso da un ente previdenziale nei confronti di una professionista. L'ente aveva iscritto d'ufficio la lavoratrice alla Gestione Separata per l'anno 2009. La Corte ha stabilito che un reddito annuo inferiore a 5.000 euro costituisce un forte indizio della natura occasionale dell'attività, tale da non giustificare l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata. L'ente previdenziale, che aveva l'onere della prova, non ha fornito elementi sufficienti a dimostrare l'abitualità della prestazione lavorativa, non potendo la mera iscrizione a un albo professionale o la titolarità di una partita IVA, da sole, superare l'indizio derivante dal basso reddito.
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Gestione Separata ingegnere: obbligo e prescrizione
La Corte di Cassazione conferma l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per un ingegnere, già iscritto a un'altra previdenza, che versava alla propria cassa professionale solo il contributo integrativo. La Corte chiarisce che la prescrizione dei contributi decorre dalla scadenza del termine di pagamento, e non dalla dichiarazione dei redditi, annullando il debito per un'annualità. Vengono inoltre annullate le sanzioni per gli altri anni in base a una pronuncia della Corte Costituzionale.
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Doppia iscrizione INPS: socio amministratore e oneri
Un socio unico e amministratore di una s.r.l. artigiana, già iscritto alla Gestione Separata, ha contestato la richiesta dell'INPS di versare contributi alla Gestione Artigiani sul reddito d'impresa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la doppia iscrizione INPS è legittima quando l'attività del socio non si limita al ruolo di amministratore, ma consiste in una partecipazione abituale e prevalente alla vita aziendale, anche se di natura organizzativa e non manuale. In tal caso, il reddito d'impresa costituisce la base imponibile per i contributi alla gestione artigiani.
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Gestione separata avvocati: no sanzioni per il 2010
La Cassazione, con la sentenza 11535/2024, ha stabilito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata avvocati sussiste anche per redditi sotto i 5.000 euro se l'attività è abituale. Tuttavia, ha annullato le sanzioni per i contributi del 2010 a causa della pregressa incertezza normativa, accogliendo parzialmente il ricorso di una professionista contro l'ente previdenziale.
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Iscrizione gestione separata: quando non è dovuta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19768/2024, ha chiarito un punto fondamentale sull'iscrizione gestione separata INPS. Un professionista, in questo caso un chimico, già obbligatoriamente iscritto alla propria cassa di previdenza (EPAP) con versamento di contributi soggettivi, non deve essere iscritto d'ufficio alla Gestione Separata. La Corte ha sottolineato il carattere residuale di quest'ultima, che interviene solo in assenza di altra copertura previdenziale obbligatoria, annullando la pretesa contributiva dell'INPS.
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Sanzioni Gestione Separata: Cassazione annulla tutto
La Corte di Cassazione ha annullato le sanzioni Gestione Separata a carico di una professionista per l'omessa contribuzione relativa all'anno 2010. Pur confermando l'obbligo di versare i contributi previdenziali, la Corte ha applicato una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittime tali sanzioni per i periodi antecedenti l'entrata in vigore della legge del 2011 che chiarì l'obbligo di iscrizione per gli avvocati non iscritti alla cassa forense. La decisione stabilisce che il debito contributivo è dovuto, ma le relative sanzioni civili non possono essere applicate retroattivamente.
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