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Fumus Criminis

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che significa 'parvenza di reato'. Indica la sussistenza di elementi concreti che facciano apparire verosimile l'esistenza di un reato, requisito necessario per l'applicazione di misure cautelari.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Dichiarazione fraudolenta: fatture inesistenti e sequestro confermato
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso contro un sequestro preventivo legato a un'accusa di dichiarazione fraudolenta. Un individuo aveva utilizzato fatture per operazioni inesistenti per evadere le imposte. Il tribunale aveva confermato il sequestro. La Cassazione ha ribadito che il reato di dichiarazione fraudolenta si configura anche se le fatture false non vengono trovate, purché sia provata la loro pregressa esistenza e il loro inserimento nelle dichiarazioni fiscali. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando il sequestro e la condanna alle spese per l'individuo.
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Custodia cautelare in carcere: intercettazioni e doppi giudizi
Il Tribunale del Riesame ha confermato la custodia cautelare in carcere per un uomo accusato di traffico di stupefacenti. L'indagato ha proposto ricorso in Cassazione contestando l'uso di intercettazioni tra terzi e invocando il divieto di doppio giudizio per una precedente condanna. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che le intercettazioni contenenti accuse dirette e autoaccuse hanno piena validità probatoria senza necessitare di riscontri esterni. Inoltre, la Corte ha escluso il doppio giudizio poiché i fatti contestati riguardavano quantitativi e contesti differenti. La spiccata capacità a delinquere e l'inserimento nei circuiti del narcotraffico giustificano il mantenimento della misura massima, rendendo inadeguati gli arresti domiciliari.
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Sequestro preventivo per equivalente: no periculum in mora per il riciclaggio
Un soggetto ha contestato un sequestro preventivo per equivalente, disposto per reati di riciclaggio, lamentando la mancanza di motivazione sul "periculum in mora". La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, non è richiesta una specifica motivazione sul "periculum in mora". È sufficiente la "parvenza di reato" (fumus criminis) e la corrispondenza tra il valore dei beni sequestrati e il profitto illecito. Questo principio distingue la confisca per equivalente da quella ordinaria.
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Sequestro preventivo per equivalente: via i beni della moglie
Il Tribunale di Venezia ha confermato il sequestro preventivo per equivalente di beni mobili, conti correnti e quote societarie intestati a un indagato per traffico di stupefacenti, alla moglie e ai figli, per un valore di oltre 60.000 euro. La cifra corrisponde alla sproporzione tra le spese familiari e i redditi dichiarati. La moglie ha fatto ricorso sostenendo che i beni fossero suoi personali ed estranei al marito. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, sebbene i beni fossero intestati alla moglie, essi erano nella co-disponibilità del marito, che ne fruiva abitualmente. Inoltre, nel sequestro preventivo per equivalente ex art. 240-bis c.p., possono essere bloccati anche beni di provenienza lecita se vi è una sproporzione ingiustificata rispetto al reddito.
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Sequestro preventivo: legittimità e competenza
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo di 460.000 euro a carico di un soggetto indagato per associazione a delinquere e ricettazione di orologi di lusso. La sentenza chiarisce i criteri per la competenza territoriale in caso di reati associativi e ribadisce che per il sequestro è sufficiente un grave quadro indiziario (fumus criminis), respingendo la giustificazione dell'indagato sulla provenienza del denaro da vincite al gioco come implausibile.
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