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Foro Convenzionale

40 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Accordo tra le parti per stabilire che le future controversie relative a un contratto o a un rapporto siano decise da un giudice specifico, derogando alle regole ordinarie di competenza territoriale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Foro convenzionale: la Cassazione conferma il vincolo per l’Avvocato
Un Avvocato ha chiesto il pagamento di compensi professionali a un'Agenzia di Riscossione. L'Agenzia ha contestato la competenza del Tribunale adito, sostenendo l'esistenza di un foro convenzionale (un tribunale scelto dalle parti in un contratto) a Palermo. La Corte d'Appello ha accolto questa eccezione, richiamando una precedente decisione della Cassazione tra le stesse parti che aveva già stabilito la validità di tale foro per ogni grado di giudizio tributario. La Suprema Corte ha confermato, affermando che la precedente pronuncia sulla competenza aveva efficacia di giudicato esterno (era vincolante anche per questa nuova causa), rendendo inammissibile la discussione sulla diversità degli incarichi. Il ricorso dell'Avvocato è stato rigettato.
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Competenza territoriale esclusiva valida nella sede incorporante
Un debitore ha ottenuto una garanzia fideiussoria per un finanziamento pubblico. A seguito dell'inadempimento, la compagnia garante ha pagato l'ente pubblico e ha avviato l'azione di regresso tramite ingiunzione. Nel frattempo, l'originaria compagnia fideiussoria si è fusa per incorporazione in un nuovo gruppo assicurativo con sede legale differente. Il debitore ha contestato la competenza territoriale esclusiva del tribunale della nuova sede, sostenendo la validità del foro originario indicato in contratto. La Corte di Cassazione ha confermato che la competenza si determina al momento della domanda giudiziale. L'incorporazione estingue la vecchia società e trasferisce il foro convenzionale presso la sede della società incorporante.
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Foro convenzionale e nullità contrattuale tra parti e garanzie
Un acquirente stipula un contratto preliminare di vendita immobiliare e poi cita in giudizio la società venditrice per ottenerne la nullità e la restituzione degli acconti. La società costruttrice eccepisce l'incompetenza del tribunale adito, invocando la clausola contrattuale che stabiliva un diverso foro convenzionale esclusivo per qualsiasi controversia contrattuale. La società chiama inoltre in causa il Comune in via di garanzia. I giudici di merito respingono l'eccezione ritenendo la clausola limitata alla sola esecuzione del contratto e radicando la causa nel luogo dell'ente pubblico. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della venditrice: il foro convenzionale prevale e attrae anche le domande di nullità e restituzione, mentre la chiamata di un terzo in garanzia impropria non può derogare alla competenza concordata.
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Equo compenso avvocato e fori contrattuali tra banca e servicer
Un legale ha richiesto la liquidazione giudiziale per l'equo compenso avvocato nei confronti di un gruppo bancario e di una società di gestione crediti, a fronte di molteplici attività difensive pattuite in convenzioni separate. Il tribunale di merito aveva declinato la competenza a favore dei singoli fori dove il legale aveva patrocinato le cause, trattenendo però la domanda contro la banca. La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza speciale per i compensi professionali è derogabile da accordi contrattuali scritti. I giudici hanno quindi accolto i ricorsi disponendo la separazione delle liti: il tribunale originario tratterà le domande collegate agli accordi con la società di gestione, mentre il tribunale contrattualmente pattuito nella convenzione bancaria esaminerà le richieste rivolte esclusivamente alla banca.
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Foro convenzionale esclusivo: la clausola generica non salva
Gli Eredi dell'Acquirente hanno ottenuto la risoluzione di un contratto preliminare per inadempimento della Società Venditrice, con condanna di quest'ultima e della Compagnia di Assicurazioni al rimborso delle somme versate. La Società Venditrice ha proposto ricorso in Cassazione, eccependo l'incompetenza del tribunale adito in favore di quello di Milano, richiamando una clausola della polizza assicurativa. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'indicazione di un foro nel contratto non crea un foro convenzionale esclusivo a meno che non vi sia un'espressa e inequivocabile pattuizione in tal senso. La semplice firma di approvazione delle clausole vessatorie non basta a rendere esclusivo un foro che nel testo principale non è definito come tale. Di conseguenza, la Società Venditrice ha perso la causa ed è stata condannata a pagare le spese processuali.
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Foro convenzionale esclusivo: firma in blocco ma clausola valida
Una società concessionaria ha citato in giudizio una banca e una casa automobilistica dinanzi al Tribunale di Reggio Calabria, contestando una segnalazione a sofferenza e la revoca del contratto di concessione. Le controparti hanno eccepito l'incompetenza del giudice adito, invocando la clausola contrattuale che stabiliva il foro convenzionale esclusivo di Milano. La società ha impugnato la decisione sostenendo che la clausola fosse una clausola vessatoria non validamente approvata per iscritto, poiché inserita in un blocco cumulativo di firme. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la competenza del Tribunale di Milano. I giudici hanno stabilito che la specifica approvazione per iscritto è valida se le clausole sono chiaramente elencate con numero e sintesi dell'oggetto, rendendo consapevole il firmatario.
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Foro convenzionale esclusivo: quando la clausola non basta
Una società di gestione crediti ha richiesto un decreto ingiuntivo al Tribunale di Modena contro una società debitrice e i suoi garanti. I debitori hanno eccepito l'incompetenza territoriale, indicando il Tribunale di Reggio Emilia sulla base di un accordo contrattuale. Il Tribunale di Modena ha accolto l'eccezione, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. I giudici hanno stabilito che la scelta di un foro convenzionale esclusivo richiede una pattuizione espressa e inequivocabile. In mancanza di tale specificazione, il foro concordato si considera concorrente e non esclude i fori ordinari previsti dalla legge. Di conseguenza, essendo la debitrice principale stabilita a Modena, il Tribunale di Modena è pienamente competente a decidere la controversia.
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Modificazione della competenza per territorio: Torino batte Milano
Un'azienda consorziata ha citato in giudizio il proprio consorzio mandatario e la società fornitrice di energia elettrica davanti al Tribunale di Torino, contestando i costi eccessivi della fornitura. La società fornitrice ha eccepito l'incompetenza territoriale di Torino, richiamando la clausola del contratto che prevedeva il foro esclusivo di Milano. Il Tribunale ha accolto l'eccezione, separando le cause. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la presenza di più domande connesse contro diversi soggetti consente la modificazione della competenza per territorio. Poiché il consorzio non era vincolato alla clausola sul foro di Milano, l'eccezione del fornitore era incompleta e inammissibile, non avendo contestato la competenza anche secondo i criteri generali per tutti i convenuti. La Cassazione ha dichiarato la competenza del Tribunale di Torino per l'intera controversia.
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Clausole vessatorie nei contratti online: la spunta non basta
Una società cliente ha citato in giudizio il proprio fornitore di energia elettrica davanti al Tribunale di Viterbo, contestando un aumento unilaterale delle tariffe. Il fornitore ha eccepito l'incompetenza territoriale, invocando la clausola contrattuale che stabiliva il foro esclusivo di Roma, accettata online tramite una semplice spunta ("flag"). La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società cliente, stabilendo che per l'efficacia delle clausole vessatorie nei contratti online (B2B) non basta una semplice spunta su una casella web. È invece necessaria una firma elettronica, anche leggera (come un codice OTP), che garantisca una specifica e consapevole approvazione scritta. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato la competenza del Tribunale di Viterbo, condannando il fornitore alle spese.
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Regolamento condominiale e competenza territoriale: foro scelto
Due condomini impugnano una delibera assembleare del proprio condominio contestando la ripartizione delle spese. Il Tribunale e la Corte d'Appello dichiarano la propria incompetenza territoriale a favore del tribunale del luogo in cui si trova l'immobile, ignorando la clausola del regolamento condominiale che stabiliva la competenza esclusiva del tribunale di Milano per ogni lite relativa al regolamento stesso. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dei condomini. I giudici chiariscono che il foro speciale delle cause condominiali è derogabile. Pertanto, la clausola che individua un foro convenzionale prevale sul criterio del luogo in cui si trova l'immobile. La Suprema Corte sancisce che la clausola si applica anche all'impugnazione delle delibere sulle spese. Di conseguenza, la Cassazione annulla la sentenza e rinvia la causa alla Corte d'Appello per la decisione sul merito.
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Competenza territoriale esclusiva: il ritardo salva il cliente
Una società utilizzatrice ha citato in giudizio una società di leasing davanti al Tribunale di Sassari per contestare la risoluzione di un contratto. La società di leasing si è costituita in ritardo, eccependo l'incompetenza del tribunale in favore del Foro di Milano, indicato nel contratto come esclusivo. Il Tribunale di Sassari si è dichiarato incompetente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società utilizzatrice, stabilendo che la competenza territoriale esclusiva stabilita dalle parti non è una competenza inderogabile per legge. Di conseguenza, il giudice non poteva rilevarla d'ufficio e l'eccezione della società di leasing, essendo stata presentata in ritardo, era ormai inammissibile. La causa deve quindi proseguire a Sassari.
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Specifica approvazione scritta: quando la firma vincola il foro
Una società committente ha contestato la competenza del Tribunale di Vercelli in merito a un decreto ingiuntivo da 288.000 euro emesso a favore di una società fornitrice per la realizzazione di impianti eolici. La committente sosteneva che la clausola di deroga del foro fosse nulla perché priva di idonea specifica approvazione scritta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la competenza del Tribunale di Vercelli. I giudici hanno chiarito che la specifica approvazione scritta delle clausole vessatorie è necessaria solo per contratti destinati a regolare una serie indefinita di rapporti. Inoltre, la sottoscrizione è valida se il richiamo in calce al contratto non è un mero elenco numerico, ma descrive, seppur sommariamente, il contenuto della clausola stessa, garantendo la piena consapevolezza del firmatario.
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Foro convenzionale esclusivo: scontro tra banca e fideiussori
Una società creditrice ha proposto ricorso per regolamento di competenza contro i fideiussori di un mutuo bancario. Il Tribunale originario aveva dichiarato la propria incompetenza a favore del foro della sede della banca, ritenendo che il contratto prevedesse un foro esclusivo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società creditrice, stabilendo che la clausola contrattuale che indica la competenza del foro della banca per qualsiasi controversia non configura un foro convenzionale esclusivo, in mancanza di una pattuizione espressa e inequivocabile in tal senso. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato la competenza del Tribunale del domicilio dei fideiussori.
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Foro convenzionale esclusivo: Torino batte Ivrea in Cassazione
Un'azienda ottiene un decreto ingiuntivo dal Tribunale di Torino contro un committente per lavori di ristrutturazione non pagati. Il committente si oppone, sostenendo che il contratto prevedeva la competenza del Tribunale di Ivrea. Il Tribunale di Torino accoglie l'eccezione, ma l'azienda ricorre in Cassazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso, stabilendo che la clausola contrattuale non indicava espressamente il carattere di esclusività del tribunale prescelto. Di conseguenza, in mancanza di una dicitura chiara, non si configura un foro convenzionale esclusivo. La Cassazione dichiara quindi la competenza del Tribunale di Torino, annullando la precedente decisione e ordinando la riassunzione della causa.
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Eccezione di incompetenza: la Banca vince per un errore del debitore
Una Banca ottiene un decreto di pagamento contro una Società e il suo Fideiussore. Questi si oppongono sollevando un'eccezione di incompetenza territoriale, sostenendo che il contratto indicava un altro tribunale. La Corte di Cassazione dà ragione alla Banca, stabilendo un principio fondamentale: chi contesta la competenza del giudice deve farlo in modo completo. Non basta indicare il foro alternativo previsto dal contratto. È necessario contestare tutti i possibili criteri che potrebbero rendere competente il giudice adito, come il luogo di residenza del convenuto o il luogo di adempimento del contratto. L'omissione rende l'eccezione inammissibile e conferma la competenza del primo tribunale.
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Foro Convenzionale Esclusivo: Clausola Vaga, Causa a Torino
Un'azienda committente cita in giudizio un subappaltatore presso il Tribunale di Torino. Quest'ultimo si oppone, sostenendo la competenza esclusiva del Tribunale di Genova in base a una clausola contrattuale. La Cassazione interviene e chiarisce un punto fondamentale: per stabilire un foro convenzionale esclusivo, la clausola deve essere inequivocabile. L'uso di termini come 'esclusivo' o 'esclusivamente' è necessario. In assenza di tale chiarezza, il foro indicato nel contratto si aggiunge a quelli previsti dalla legge, ma non li sostituisce. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato competente il Tribunale di Torino, dove la causa era stata inizialmente avviata.
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Causa a Bari ma il contratto dice Prato: vince la competenza territoriale
Un'azienda fornitrice cita in giudizio un cliente presso il Tribunale della propria città. Il cliente si oppone, sostenendo che il foro competente sia quello della sua sede, come indicato nel contratto. La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale: la clausola che indica un foro, per escludere le alternative previste dalla legge, deve specificarlo come 'esclusivo'. In assenza di tale specificazione, si applicano le regole generali. Di conseguenza, la Corte ha stabilito che la corretta competenza territoriale è quella del Tribunale dove ha sede il cliente convenuto, accogliendo il suo ricorso e spostando la causa.
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Foro convenzionale esclusivo: la parola che salva il processo
Due proprietari di immobili hanno citato in giudizio una società appaltatrice per inadempimenti legati a lavori di ristrutturazione edilizia. La società ha eccepito l'incompetenza del tribunale adito, richiamando una clausola contrattuale che indicava un altro foro. Il tribunale di primo grado ha accolto l'eccezione, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che, per configurare un foro convenzionale esclusivo, non basta indicare un tribunale, ma è necessaria una volontà esplicita e inequivocabile, come l'uso del termine 'esclusivo'. In mancanza di tale dicitura, il foro pattuito resta facoltativo e si aggiunge a quelli ordinari. Poiché la società non aveva contestato tutti i fori legali concorrenti, la competenza è rimasta radicata presso il tribunale originariamente scelto dagli attori.
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Competenza territoriale e cessione del credito
La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza territoriale in caso di cessione del credito si radica presso il domicilio del cessionario se la cessione è stata notificata prima della scadenza dell'obbligazione. Nel caso analizzato, un istituto bancario aveva ceduto il credito a un'altra banca prima che il debito diventasse esigibile. Di conseguenza, il tribunale competente è quello della sede del nuovo creditore, superando le eccezioni basate sulla sede del creditore originario o su fori convenzionali non esclusivi.
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Regolamento di competenza: la contestazione corretta
La Corte di Cassazione ha accolto un ricorso basato sul regolamento di competenza in una disputa tra due società. Il tribunale di merito aveva erroneamente dichiarato l'incompetenza del foro di Roma a favore di quello di Bari. La Suprema Corte ha stabilito che l'eccezione di incompetenza territoriale è incompleta se il convenuto non contesta tutti i possibili criteri di collegamento legali e convenzionali.
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