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Fiscalizzazione Dell'Abuso Edilizio

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Procedura che consente di sostituire la demolizione di un'opera abusiva con il pagamento di una sanzione pecuniaria. Si applica solo in casi specifici, come le difformità parziali, quando la demolizione danneggerebbe la parte legittima dell'edificio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Fiscalizzazione dell’abuso edilizio: stop alla sanzione
Una proprietaria ha subito una condanna penale definitiva con ordine di demolizione per aver ampliato abusivamente la propria abitazione sul terrazzo di copertura al posto di un semplice gazebo in legno autorizzato. La condannata ha chiesto la fiscalizzazione dell'abuso edilizio per evitare l'abbattimento, sostenendo che l'opera abusiva fosse collegata a strutture regolari e che la demolizione avrebbe danneggiato le parti lecite. Il Tribunale e la Corte di Cassazione hanno respinto l'istanza. I giudici hanno chiarito che il passaggio alla sanzione in denaro è possibile solo in caso di impossibilità oggettiva e assoluta di ripristino, riscontrabile esclusivamente quando l'abbattimento compromette la stabilità dell'intero edificio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando l'ordine di demolizione a carico della ricorrente.
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Fiscalizzazione dell’abuso edilizio: demolizione o multa?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'erede contro l'ordine di demolizione di un manufatto abusivo in cemento e legno. L'erede chiedeva la sospensione della demolizione invocando la fiscalizzazione dell'abuso edilizio, sostenendo che l'abbattimento avrebbe danneggiato la parte regolare dell'edificio e lamentando l'inerzia del Comune sulla sanatoria. La Suprema Corte ha chiarito che la fiscalizzazione dell'abuso edilizio non si applica alle opere realizzate in zone sottoposte a vincolo paesaggistico o che comportano nuovi volumi e superfici. Inoltre, il mero silenzio del Comune non blocca l'ordine di demolizione. L'erede è stata condannata alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Fiscalizzazione Abuso Edilizio: No alla multa se l’opera è nuova
La Corte di Cassazione ha negato la possibilità di applicare la cosiddetta 'fiscalizzazione abuso edilizio' a un'opera totalmente abusiva. Due proprietari avevano realizzato un ampliamento di un immobile esistente senza alcun permesso, né autorizzazione sismica. Condannati alla demolizione, hanno chiesto di sostituirla con una sanzione pecuniaria, sostenendo che l'intervento fosse solo parzialmente difforme e che la demolizione avrebbe danneggiato la parte legittima. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che la fiscalizzazione è riservata solo alle difformità parziali e non a opere completamente nuove e autonome. L'assenza di autorizzazione sismica, inoltre, rende l'abuso insanabile e la demolizione l'unica conseguenza possibile.
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Fiscalizzazione Abuso Edilizio: No alla Multa Senza Permesso Iniziale
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della cosiddetta 'fiscalizzazione dell'abuso edilizio'. Un costruttore, condannato per aver edificato un capannone senza permesso, ha cercato di evitare la demolizione pagando una multa. Egli sosteneva di poterlo fare perché, dopo la costruzione, aveva ottenuto un permesso in sanatoria, poi annullato. La Corte ha respinto la sua richiesta. Ha stabilito che la possibilità di sostituire la demolizione con una sanzione vale solo per chi ha costruito sulla base di un permesso originario, poi annullato, tutelando così la sua buona fede. Non si applica, invece, a chi costruisce fin dall'inizio senza alcun titolo (sine titulo), come in questo caso. L'ordine di demolizione è stato quindi confermato.
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Interferenza procedimenti: stop al giudizio civile
La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio di un giudizio civile relativo alla violazione delle distanze tra costruzioni. La decisione si fonda sulla pendenza di un procedimento amministrativo che potrebbe concludersi con la demolizione dello stesso immobile. Questa interferenza tra procedimenti ha reso opportuno attendere l'esito del giudizio amministrativo, poiché potrebbe far venir meno l'interesse ad agire nella causa civile.
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Ordine demolizione: competenza del giudice dell’esecuzione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40565/2024, ha stabilito che la competenza a decidere sulla richiesta di revoca o sospensione di un ordine di demolizione spetta al giudice dell'esecuzione e non viene meno a seguito delle recenti riforme che attribuiscono al prefetto un ruolo sussidiario nella fase materiale della demolizione. Il giudice di merito aveva erroneamente declinato la propria competenza, omettendo di valutare l'istanza dei ricorrenti basata su una presunta difformità parziale dell'abuso. La Corte ha annullato il provvedimento, rinviando gli atti per un nuovo esame.
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