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Art. 34 D.P.R. n. 380 del 2001

6 provvedimenti

Fiscalizzazione dell’abuso edilizio: demolizione o multa?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'erede contro l'ordine di demolizione di un manufatto abusivo in cemento e legno. L'erede chiedeva la sospensione della demolizione invocando la fiscalizzazione dell'abuso edilizio, sostenendo che l'abbattimento avrebbe danneggiato la parte regolare dell'edificio e lamentando l'inerzia del Comune sulla sanatoria. La Suprema Corte ha chiarito che la fiscalizzazione dell'abuso edilizio non si applica alle opere realizzate in zone sottoposte a vincolo paesaggistico o che comportano nuovi volumi e superfici. Inoltre, il mero silenzio del Comune non blocca l'ordine di demolizione. L'erede è stata condannata alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Tolleranza di cantiere: no tra privati. Cassazione
Un proprietario immobiliare ha citato in giudizio un'impresa edile per aver costruito troppo vicino al suo confine. La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta, applicando il principio della tolleranza di cantiere. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, specificando che la tolleranza di cantiere è valida solo nei rapporti con la pubblica amministrazione e non può ledere i diritti dei privati in materia di distanze legali. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Ordine di demolizione: quando è legittimo e perché
Due soggetti hanno contestato un ordine di demolizione per un appartamento abusivo, sostenendo che fosse la loro unica abitazione e sede lavorativa, e che fosse pendente un ricorso amministrativo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la pendenza di un appello amministrativo non sospende automaticamente la demolizione e che il diritto all'abitazione non può giustificare il mantenimento di un immobile costruito illegalmente.
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Inedificabilità assoluta: no sanatoria a 150m dal mare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un privato condannato per abuso edilizio. Il ricorrente aveva costruito in una zona di inedificabilità assoluta, a meno di 150 metri dalla costa siciliana. Nonostante avesse tentato di regolarizzare l'opera con una SCIA in sanatoria, la Corte ha confermato che tali abusi non sono sanabili, rendendo l'ordine di demolizione definitivo e non sospendibile. La sentenza ribadisce la prevalenza dei vincoli paesaggistici sulle autorizzazioni locali.
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Abuso edilizio: no fiscalizzazione per opere senza permesso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli eredi di una persona condannata per un abuso edilizio, i quali chiedevano di sostituire la demolizione con una sanzione pecuniaria (fiscalizzazione). La Corte ha ribadito che tale procedura è applicabile solo in caso di parziale difformità da un permesso esistente e non per immobili costruiti in totale assenza di titolo abilitativo, anche se una parte è stata successivamente sanata.
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Tolleranze costruttive: irrilevanti tra vicini
Una complessa disputa tra proprietari confinanti su confini, sopraelevazioni e aperture nei muri giunge in Cassazione. La Corte stabilisce due principi fondamentali: le cosiddette 'tolleranze costruttive' del 2%, previste dalla normativa edilizia, sono irrilevanti nei rapporti tra privati per il rispetto delle distanze legali. Inoltre, le aperture qualificabili come 'luci', se non conformi ai requisiti del codice civile, devono essere regolarizzate, non potendo il giudice ignorare la violazione. La sentenza d'appello viene cassata con rinvio.
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